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Udine - Via Zanon

di Giorgio De Zorzi

Via Zanon a Udine è una delle vie più belle della città. Ha al lato destro cinquecenteschi palazzi e in quello sinistro antiche case delimitate dalla roggia che scorre tra fiori e piante verdi. Un’antica trattoria “Alla Ghiacciaia” con i tavolini posti sul bordo della roggia e poi un antico mercatino, con bancherelle di scarpe, chincaglierie e alimentari, fanno di questa via un luogo tra i più caratteristici della città.

Già sede della fossa del secondo recinto delle mura, era compresa nella denominazione diPuscùel (Poscolle). Fu poi chiamata: Contràde San Nicolò, per la chiesa esistente nella via; de Puàrte de Roe, per un portello aperto nella seconda cerchia delle mura nel 1842 per raggiungere la Roggia e oggi denominato Vicolo del Portello; “des Zitellis”, per il vicino convento delle Zitelle.

Nel 1877 fu intitolata ad Antonio Zanon che nel 1760 vi aveva costruito, al n. 25, un grande filatoio di seta (sostituito dall’attuale Palazzo Clabassi, eretto tra il 1927 e il 1930 su progetto dell’arch. Ettore Gilberti e un tempo sede dell’Esattoria Comunale). Nato a Udine nel 1696, Antonio Zanon fu uomo che della ricchezza vide sempre e soltanto la funzione sociale. Dopo una vita operosissima egli morì non più ricco di quanto era nato. Cercò con ogni mezzo di risollevare l’economia friulana allora veramente in misero stato e ancora legata al latifondo feudale, informandola ai principi scientifici e illuministi. Introdusse la produzione e filatura della seta in Friuli, che per quasi duecento anni rappresentò un importante sostegno economico per le famiglie friulane. Morì a Venezia nel 1770 e fu pianto dal popolo friulano come uno dei suoi più grandi benefattori.

Un epigrafe ricorda:

in questo luogo/ antonio zanon/ creatore dell’industria serica / del friuli/ erigeva il suo filatoio / nel 1761.

Di fronte si trova la Torre o Porta di Santa Maria, resto della quarta cerchia di mura cittadine. Risale al 1295. Venne chiamata inizialmente “Porta Nova”. Più tardi il nome venne mutato in Maria per una cappellina dedicata alla Vergine che sorgeva nel giardino della vicina Casa Strassoldo. Altri sostengono che il nome derivi dal bassorilievo raffigurante la Madonna con il Bambino, murato sopra l’arco esterno della porta e donato nel 1951 ai Civici Musei.

Tra gli edifici notevoli:

Al n. 2 Palazzo Muratti, casa del patriota Giusto Muratti.

Al n. 4 Casa Camavitto. Costruita nel 1933, su progetto di Cesare Miani, al posto della demolita trecentesca chiesa di San Nicolò, che venne sostituita come sede parrocchiale dal Tempio Ossario. 

Al n. 7 Casa Linda, opera del 1958 dell’architetto Gianni Avon.

Al n. 6 Palazzo Politi-Camavitto. Fu acquistato nel 1773 da Gio.Antonio Politi, commerciante di legnami di Clauzetto. L'edificio fu modificato su progetto di Luca Andrioli. In questa casa nacque Odorico Politi che tanta rinomanza doveva acquistare nella pittura. Alcuni suoi ottimi lavori decorano gli interni. Nel 1819 il palazzo passò ai Colloredo, successivamente ai Luzzatto e nel 1912 venne acquistato dai Camavitto.

Al n. 10 il Convitto di S. Maria al Tempio con annessa chiesa dedicata alla Presentazione di Maria al Tempio. Il convitto ha sede in un convento cinquecentesco che fu teatro di movimentate vicende al tempo della Controriforma per le posizioni luterane che diverse monache abbracciarono. La chiesa è ricca di opere d’arte.

Al n. 13 Corte Giacomelli. Vi hanno sede diverse attività commerciali. Consente il passaggio in Piazza San Giacomo attraverso un portico ricavato nella seconda cerchia di mura cittadine.

Al n. 16 Palazzo Di Brazzà. Uno dei più interessanti palazzi di Udine anche se forse tra i meno conosciuti. Costruito nel Settecento, ha uno scalone in pietra viva con ringhiere in legno e ferro. È scenografico e monumentale con pareti interne riccamente affrescate: da notare nel soffitto del piano nobile Fetonte che viene fatto precipitare da Zeus. Incerta l’attribuzione delle opere: il Mutinelli vi riconosce la mano di Domenico Fossati mentre Someda de Marco propone il nome di G. B. Canal. Altre stanze sono affrescate dal Canal e dall’Urbani.

Al n. 18 Palazzo Lovaria. Presenta un portale cinquecentesco con sottoportico e bella cancellata in ferro. La facciata è degli inizi del Settecento e l’interno conserva decorazioni di Domenico Paghini e Antonio Picco.

Al n. 22 il cinquecentesco Palazzo Sbruglio-Caimo-Clabassi, sede di Udine della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia. Il palazzo e stato sottoposto ad accurati lavori di restauro hanno messo in luce scritte fine Cinquecento, un simpatico fregio seicentesco, stucchi e decorazioni settecentesche.

 

 

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