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Montereale Valcellina - Centrale Idroelettrica di Malnisio

A Malnisio, località in comune di Montereale Valcellina in provincia di Pordenone, in Via Volta 27, si trova la Centrale Idroelettrica "Antonio Pitter" che rappresenta uno splendido esempio di archeologia industriale.

La Centrale Idroelettrica di Malnisio fu tra i primi impianti idroelettrici di tipo industriale realizzati in Italia e venne inaugurata nel 1905 dopo alcuni anni di duro lavoro che vide impegnate oltre duemila persone tra minatori, scalpellini, scariolanti, donne portatrici e tecnici.

Sul finire dell’Ottocento, in un periodo in cui la domanda di energia elettrica andava velocemente aumentando, il giovane ingegnere del regio genio civile Aristide Zenari era impegnato in una ricognizione della zona al fine di studiare la possibilità di realizzare una strada carrozabile lungo la Val Cellina per congiungere con la pianura i paesi di Andreis, Barcis, Claut, Cimolais ed Erto. Fu in questa occasione che si rese conto che la stretta forra del torrente poteva essere sfruttata a fini idroelettrici. L’idea fu sviluppata dagli ingegneri Salice e Zenari e prevedeva una linea per alimentare Venezia da 19.200 cavalli.

Centale di Malnisio - Montereale Valcellina

La Centrale di Malnisio
(Foto www.comune.monterealevalcellina.pn.it/)

Il 18 gennaio del 1897 si costituì a Pordenone la Società Promotrice per l’utilizzazione delle forze idrauliche del torrente Cellina, che però poi cederà il progetto e la concessione alla Società del Cellina nel luglio del 1900. A Zenari venne affidata la progettazione di tipo civile e idraulica, mentre ad Antonio Pitter quella elettrotecnica.

Si pensò quindi di deviare una parte delle acque del torrente Cellina tramite un canale adduttore di circa 7 km, seguendo una forra, e quindi creare uno sbarramento per alimentare le turbine. Le acque continuavano poi il loro cammino sino a ricongiundersi al Cellina stesso presso San Leonardo. Successivamente in questa seconda parte del percorso vennero realizzate le centrali di Giais nel 1908 e del Partidor nel 1919. Vene rializzato uno sbarramento trasversale che deviava parte dell’acqua del torrente verso la centrale. Questa verrà chiamata dal 1952 Diga Vecchia, in seguito alla realizzazione della nuova centrale, con la diga di Ponte Antoi e il Lago di Barcis.

La linea per Venezia terminava con la centrale costruita nell’ex monastero di San Giobbe. Ben presto però gli impianti di Malnisio andarono ad alimentare con altre due linee di alta tensione anche le città di Treviso e Udine.

La sala macchine era costituita da quattro turbine tipo Francis Riva-Monnert accoppiate ai rispettivi alternatori Tecnomasio Italiano Brown-Boveri da 2.600HP.

La società del Cellina proseguì la sua vita sino al 1930 quando si fuse con la SADE (Società Adriatica di Elettricità). Questa venne nazionalizzata negli anni Sessanta del Novecento e l’ENEL acquisì gli impianti. La centrale rimase in funzione sino al 1988. L’impianto divenne di proprietà comunale.

Centrale di Malnisio sala macchine - Montereale Valcellina

La sala macchine della centrale
(Foto www.comune.monterealevalcellina.pn.it/)

La Centrale Idroelettrica di Malnisio venne così restaurata e trasformata nel 2006 in museo e oggi si può visitare. Vi si trovano macchinari originali, immagini del passato e una ricca mole di documenti di vario tipo, che aiutano a capire l'importanza dell'opera e a ripercorrere le tappe salienti della centenaria attività della centrale.

Al momento le visite alla Centrale Idroelettrica di Malnisio sono riservate ai gruppi e si svolgono su appuntamento, contattando l'Ecomuseo Lis Aganis: + 39 0427 764425; www.ecomuseolisaganis.it.

 

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