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Duino-Aurisina - Area Paleontologica Villaggio del Pescatore

Nel comune di Duino-Aurisina in provincia di Trieste, presso il Villaggio del Pescatore, nella zona della ex cava Sertubi, negli anni Ottanta del Novecento è venuto alla luce il primo elemento di quello che è uno dei più cospicui giacimenti di resti di dinosauri dell’Europa. La scoperta ha fatto un certo clamore, perché molto vicina alla costa e spingendo ad approfondire le teorie geologiche sulla formazione del Carso. Tuttavia essa rimane in armonia con altri numeri ritrovamenti della zona istriana.

Successivamente, il 25 aprile del 1994, nel quadro di alcune ricerche promosse dal Museo Civico di Storia Naturale di Trieste, viene rinvenuto da Tiziana Brazzatti il fossile di una zampa di quello che verrà indicato come un Tethyshadros insularis, nome che significa “dinosauro adrosauroide insulare della Tetide”, rinvenuto in uno strato di calcare nero che affiorava dal terreno.

Il “padrone” di questi resti è stato battezzato “Antonio” e costituisce il più completo e antico esemplare rinvenuto in Europa. Le sue condizioni erano di buonissimo stato di conservazione. Tra l’altro la scoperta ha una duplice valenza: come chiariscono gli studi condotti da Fabio M. Dalla Vecchia, la specie di questo dinosauro era sino ad allora sconosciuta. Per capire la portata della scoperta basti dire che ha rivoluzionato la paleontologia europea e la paleogeografia del periodo Cretaceo.

Il tetisadro era un erbivoro lungo circa quattro metri, appartenente agli ornitopodi, che popolarono la terra nel Cretaceo superiore (Maastrchitiano), ossia circa 78 milioni d’anni fa. Il suo peso si aggirava sui 700 kg. Le rocce dove rimase intrappolato risalgono alla formazione Liburnica tra il Campaniano superiore e il Maastrichtiano inferiore

La sua testa era simile a quella di un cavallo, allungata, terminante con un becco ad anatra, ma con varie punte sporgenti. Viveva in zone vicine all’acqua cibandosi di piante terrestri. Attualmente “Antonio” è conservato presso il Museo Civico di Storia Naturale di Trieste, mentre nell’area del Villaggio del Pescatore è stato posto un calco con delle informazioni aggiuntive. Un altro personaggio famoso di quest’area è “Bruno”, il fossile di un dinosauro che si trova nel sito e che si sta lavorando per mettere in luce.

Altri scavi sono stati effettuati effettuati dal Ministero dei Beni ed Attività Culturali: quelli del 1996–1997 che hanno portato alla luce il fossile e quelli del1998–99. Durante questa attività d’indegine e scavo, sono venuti alla luce reperti di vario tipo, tra cui resti di un acinodonte (Acynodon), una sorta di coccodrillo preistorico.

Dal 31 marzo 2011 il sito è visitabile nei giorni festivi, mentre per le altre giornate è necessario prendere accordi.con la Sopraintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia.

 

Info:

Soprintendenza per i Beni Archeologici per il Friuli Venezia Giulia
Piazza della Libertà, 7 - 34132 TRIESTE
Tel. 040/4194711 - Fax 040/43634
sba-fvg@beniculturali.it

Altre fonti archeologiche:

http://www.museomonfalcone.it/pdf/tethyshadros.pdf

 

 

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