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Fanna (PN)

Fanna - Storia

Il toponimo è di origine oscura, si potrebbe far risalire al latino fana plurale di fanum, “bosco sacro”. La zona fu certamente abitata nei tempi antichi da una popolazione celtica. La Provinciale che oggi viene detta «di Maraldi» in antico era la Vastata Ungarorum popolarmente chiamata Ongaresca.

Gli antichi storici narrano che su un colle sopra Fanna sorgeva un castello chiamato Ars Micae (castello sul Mizza) ed era ritenuto inespugnabile. Venne conosciuto anche come Micca o Castello di Cavasso. Alcuni storici ritengono che in realtà si parlasse dell'abbazia benedettina di Fanna dipendente da Pomposa, possesso del Vescovo di Belluno.

In seguito, forse perché come tale era in decadenza, la si investì ai Polcenigo che si intitolarono conti e, più tardi marchesi di Mizza. Questi feudatari perdettero il castello nel 1218 per non aver eseguito gli ordini del presule bellunese, ma vi figurano di nuovo nel 1222.

Il maniero era formato da alcune torri e venne riformato nel 1386 per poter resistere ai di Maniago, in seguito decadde. Lo storico Porcia (seconda metà del ‘500) lo dice rovinato. Alcuni resti testimoniano l’esistenza di un muro di cinta, una cisterna e due torri distanti 150 metri una dall’altra.

Nel 1419 i Polcenigo fecero atto di sottomissione a Venezia e quindi anche Fanna entrò a far parte dei domini della Serenissima.

Caduta la repubblica nel 1797, dopo la breve parentesi napoleonica, fu soggetto all’Austria sino al 1866.

 

 

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