Cerca nel sito

 

 

 

Home > LocalitÓ > Comuni > Sedegliano (UD) > Arte e Cultura > Biografie > Padre David Maria Turoldo

 

Sedegliano - Padre David Maria Turoldo

di Giorgio De Zorzi

Il 22 novembre 1916 a Coderno di Sedegliano, in provincia di Udine, nasce Giuseppe Turoldo, nono figlio di Giambattista e di Anna Di Lenarda, che formano una modesta famiglia contadina, in un Friuli che si trova a ridosso del fronte, durante la prima guerra mondiale.

I primi anni di vita sono anni di ristrettezze e povertà (che lui stesso ben rappresenterà poi nel film “Gli ultimi”) dove comunque accede alla prima istruzione e ai primi sacramenti cristiani: riceverà la Cresima il 18 dicembre 1924.

Casa Turoldo.gif
La casa di Padre Turoldo a Coderno di Sedegliano (UD)

La sua formazione religiosa e culturale prosegue presso l’ordine dei Servi di Maria, sino ad essere postulante nel 1929 presso l’Istituto Missioni di Monte Berico a Vicenza. Fa poi un anno di noviziato dal 27 luglio 1934 al convento di Santa Maria del Cengio di Isola Vicentina, giungendo il 4 agosto 1935 ad emettere la prima professione religiosa e assumendo il nome di David Maria.

Prosegue negli studi umanistici e teologici anche a Venezia e Vicenza e il 30 ottobre 1938 pronuncia i voti solenni nelle mani del priore di Monte Berico. Il 18 agosto 1940 viene ordinato sacerdote dal vescovo Prospero Maria Bernardi, a lungo missionario in Brasile.

Per il completamento degli studi filosofici viene inviato al convento di San Carlo al Corso in Milano, per iscriversi poi nel 1942, tra i primi frati dell’ordine, alla giovane Università Cattolica. Contemporaneamente inizia anche l’attività poetica. Tra il 1943 e il 1945 operò attivamente nella resistenza lombarda assieme al giovane fra Camillo Maria De Piaz, facendo del convento di San Carlo un luogo di incontri e la redazione clandestina del giornale L’Uomo, in cui ha modo di provare la propria scrittura di prosa e poesia.

Finita la guerra, l’11 novembre del 1946 Padre David Maria Turoldo si laurea in filosofia con una tesi dal titolo Per un’ontologia dell’uomo. Assegnato al convento di Milano, si ritrova nel clima di fervore del dopoguerra per la rifondazione materiale e morale della città, impegnandosi in svariate iniziative di tipo liturgico e culturale. Nel 1947 riceve una segnalazione al premio Saint-Vincent per il libro di poesie Io non ho mani pubblicato presso Bompiani, mentre nel 1949 prende avvio la “Messa della comunità cristiana di San Carlo” come momento di promozione liturgica, caritatevole e culturale, per essere promotore poi nel 1952 dell’esperienza della Corsia dei Servi, nome preso dall’antica via che portava dal convento alla cattedrale, e facendone un luogo di confronto culturale sui tempi nuovi che si stavano affrontando, tanto che la cosa avrà eco nazionale. Contemporaneamente, inizia la predicazione domenicale in Duomo, voluto dal Cardinale Schuster, mentre nel 1951 pubblica con Garzanti  La terra non sarà distrutta, un testo ricco di speranza per l’avvenire.

Padre Turoldo si impegna anche per il sostegno dell’esperienza di Nomadelfia (comunità fondata da Don Zeno Saltini per accogliere i molti orfani della guerra e per creare una società fondata sulla fraternità), prima con la creazione di una piccola comunità di frati, che si sciolse però presto anche a seguito dell’opposizione a Nomadelfia delle autorità ecclesiastiche, e poi con l’invio di laici e di considerevoli somme di denaro reperite con la sua attività di sensibilizzazione e predicazione presso la borghesia più facoltosa di Milano.  

Turoldo si trova in un periodo fecondo e anche l’attenzione letteraria cresce notevolemente, tanto che sarà niente meno che Giuseppe Ungaretti a caleggiare l’inclusione nella collana poetica Specchio della Mondadori del suo volume di liriche Udii una voce. Sarà pure inserito nell’Antologia della poesia religiosa italiana di Valerio Volpini (Vallecchi, 1952). Prende vita quindi la libreria con funzioni editoriali della Corsia dei Servi e, sempre nel 1952, padre Turoldo da inizio al primo cineforum di Milano.

Tali impegni non ostacolano la sua attività religiosa che lo porta ad entrare nel consiglio della provincia lombardo-veneta dei Servi di Maria, segno di stima nelle sue capacità e nel suo carisma profetico.

Tuttavia, opposizioni nate all’interno della Curia milanese, dovute anche al suo appoggio a Nomadelfia, portano nel 1953 al suo trasferimento ad Innsbruck (Austria), da dove comunque ebbe modo di recarsi frequentemente a Monaco di Baviera ed in Svizzera, oltre che in altre nazioni, e mantenere numerosi impegni di predicazione itinerante in Italia. L’innovativa esperienza a livello nazionale della Corsia dei Servi rimane comunque in vita grazie a fra Camillo M. De Piaz e ad alcuni laici, mentre ha una pausa solo momentanea il cineforum.

Nel 1954 viene richiamato in Italia dal priore generale dei Servi, Fra Alfonso M. Montà, ed assegnato al convento dell’Annunziata di Firenze, dove assume la docenza di filosofia al Collegio Nazionale dei Sette Santi. L’anno successivo, pubblicato dalla Corsia del Servi di Milano esce Preghiere tra una guerra e l'altra.

Turoldo da il suo contributo a quella che rappresenta una delle città dalla cultura religiosa più vivace, grazie anche all’impegno di molte figure tra cui il sindaco Giorgio La Pira. Attiva una nuova messa della carità e ristruttura il bollettino dell’Annunziata che diverrà nel 1962 la rivista l’Attesa. Nel 1961 a San Miniato viene messo in scena per la prima volta il suo testo La passione di San Lorenzo, in cui presenta lucidamente le principali urgenze religiose e sociali dei suoi anni milanesi e fiorentini. In questo periodo intraprende alcuni viaggi in Inghilterra, Usa, Canada e Sudafrica. Di questo periodo il libro a tema mariano  Non hanno più vino (Mondadori, 1957; ristampa: Brescia, Queriniana, 1979) e La Parola di Gesù (Vicenza, La Locusta, 1959).

Nell’autunno del 1961 Padre Turoldo viene assegnato al convento di Santa Maria delle Grazie di Udine, meta nella sua giovinezza di pellegrinaggi con la famiglia. Porta con se alcune delle esperienze che ebbero successo nel suo passato, come la messa della carità e il cineforum presso il cinema Roma, anche qui il primo realizzato in città.

Nel 1962, stimolato dalla conoscenza con Pier Paolo Pasolini, inizia la realizzazione del suo film: Gli Ultimi, basato su una sua sceneggiatura e diretto dal regista Vito Pandolfi. È un film che rappresenta il Friuli contadino dell’infanzia di Turoldo, forse nel tentativo di conservare la memoria di quell’umanità e quel mondo che, come predicò a lungo proprio Pasolini, nel boom degli anni Sessanta stava ormai per essere soppiantato da una nuova società industriale e consumistica.

Turoldo-2610-(Foto-Venilia.gif
Padre Turoldo sul set de "Gli ultimi"

All’indomani della scomparsa di Papa Giovanni XXIII e in pieno Concilio Vaticano II, Turoldo sente il bisogno di dare un segno di cammino e di movimento al suo ordine e a tutta la Chiesa. Decide quindi di fondare una comunità chiamata Amici della Casa di Emmaus, di cui diviene l’assistente spirituale. In comunione con il Vescovo di Bergamo Clemente Gaddi Padre Turoldo decide di dimorarla presso l’antico priorato cluniacense di Sant’Egidio di Fontanelle a Sotto il Monte, luogo a cui da il nome di Casa di Emmaus, fondandovi insieme il centro studi ecumenici intitolato a Giovanni XXIII, figura che ebbe molto a cuore il luogo, tanto che prima di essere papa aveva cominciato a restaurarlo.

In quest’eremo, abitato da una comunità di giovani frati che crea una profonda sintonia con gli abitanti del luogo, si va formando sulle ali del Vaticano II quello che per circa trent’anni sarà uno dei centri più importanti d’Europa per la ricerca religiosa (Montagna).

Turoldo sostiene la comunità e ne diviene dal 1967 priore, oltre che essere nominato parroco di Fontanelle. Nel frattempo nel 1965 pubblica Salmodia della speranza, cominciando a dare alla sua produzione letteraria un indirizzo liturgico.

Da Sant’Egidio, in contatto anche con lo Studio Teologico di Monte Berico di Vicenza, usciranno numerose sollecitazioni e supporti per la preghiera, come i Salmi in forma metrica per il canto, del 1973 e La nostra preghiera, sulla liturgia delle Ore, a cui collaborerà anche la fraternita dei Servi di Casale Monferrato del priore friulano Ermes M. Ronchi.

Oltre ad una vasta produzione libraria che esplora molti ambiti cristiani, nasce la rivista Servitium, che vuole essere uno strumento di rinnovamento per l’ordine dei Servi di Maria e per tutti gli ordini mendicanti

Turoldo inizia una collaborazione con vari giornali e organi radiotelevisivi nazionali, con contributi di carattere sia religioso che etico. Da questa posizione commentò, con gli editoriali sul Giorno di Milano, la grande sciagura che colpì il suo Friuli nel 1976. In seguito, e per tutti gli anni Ottanta, pubblica ancora numerose raccolte di poesie e diverse antologie di suoi scritti.

turoldo-foto-tamtamfriuli.gif

L’esperienza a Sotto il Monte si conclude nell’estate del 1988, dopo che gli viene diagnosticata la sua grave malattia. Dalla prospettiva iniziale di un brevissimo periodo di vita, che poi invece si prolungherà, nasce una lucidità poetica che gli consente di cantare in maniera assai profonda la sua fede e il suo amore per la vita, per nulla intimorito dalla morte incombente. Molte sono anche le interviste rilasciate a numerosi giornalisti, in qualche caso dal letto di una clinica.

In questo tempo Padre Turoldo riesce a pubblicare altre opere, riordinando vari suoi inediti, e porta a termine l’impegnativa raccolta Opere e giorni del Signore (Ed. Paoline, 1989), edita con prefazione del cardinale Carlo Maria Martini. Lo stesso Cardinale Martini, presente il 21 novembre 1991 alla consegna del premio Lazzati, chiede scusa a Turoldo per le incomprensioni che la Chiesa milanese ebbe nei suo confronti, attenstando che la sua rappresenta una delle voci profetiche dell’età contemporanea.

Turoldo-(Foto-priorato-santegidio.gif

Le pubblicazioni di testi e la collaborazione a Servitium si spingono sino agli ultimi giorni. Il 2 febbraio la RAI trasmette la sua ultima predica dalla cappella della clinica San Pio X di Milano. La mattina del 6 febbraio 1992 fra Camillo M. De Piaz confratello e compagno di un’intera vita, chiude gli occhi a Padre David Maria Turoldo. La stampa italiana ed estera farà risuonare ovunque la notizia della morte di uno dei più noti frati del Novecento in Europa e del più famoso in assoluto dei Servi di Maria.

 

• Viaggio in Friuli Venezia Giulia

 

 

Viaggio in Friuli Venezia Giulia - Tutti i diritti riservati - © Avatar Project