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Vito d’Asio - Chiesa di San Martino d’Asio

La Chiesa di San Martino d’Asio si trova a Vito d’Asio, comune in provincia di Pordenone. Sul luogo dove sorgeva una precedente chiesa che sembra risalisse al X secolo, sede dell’antica pieve di Asio, nel 1503 venne eretta la chiesa attuale da Gregorio di Zegliacco con l’aiuto della famiglia Savorgnan, feudatari di queste terre.

Gravemente lesionata dal terremoto del 1976, la Chiesa di San Martino d’Asio è stata in seguito restaurata. Durante i lavori, con lo spostamento degli altari lignei, è venuto alla luce un piccolo affrescoraffigurante S. Martino e il povero, opera del 1564 di Marco Tiussi, autore anche le opere dell’antico altare della Madonna, ora molto danneggiate. Nello stesso periodo furono scoperte anche le fondamenta della precedente chiesa.

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Chiesa di San Martino (Foto Comune di Vito d'Asio)

La chiesa di San Martino d’Asio è stata costruita con pietra locale e poi intonacata. La facciata è preceduta da un portico con archi a tutto sesto e sormontata da un campanile a vela con bifora campanaria. All’interno, l’aula ha copertura a capriate, mentre il piccolo presbiterio ha la volta costolonata.

Prima del 1976 erano adodossati all’arco trionfale i due altari lignei, spostati con i restauri seguenti e recentemente restaurati dalla Soprintendenza. Quello sulla destra è un piccolo altare cinquecentesco opera di intagliatore friulano con pala di Giacomo Secante, del 1576, raffigurante i Ss. Rocco, Sebastiano, Urbano e un Angelo. Dopo il restauro è stato spostato nella parete destra.

L’altare ligneo di sinistra è trionfale in stile barocco. Molto daneggiato dal tempo e anche da molti furti, sembra opera di Girolamo Comuzzo da Gemona. C’era su di esso una statua di Giovanni Martini raffigurante la Madonna con bambino (1508) ora conservata al Museo di Pordenone.

La maggior opera della chiesa di San Martino d’Asio è l’altare maggiore in pietra, prima opera in Friuli eseguita da Giovanni Antonio Pilacorte tra il 1525 e il 1528. Composto da due piani, presenta un ampio fastigio e una ricca decorazione. Partendo dall’alto sono raffigurati: l’Eterno Padre sopra un piccolo timpano con ai lati l’Annunciazione, mentre sotto, nel riquadro, la Crocifissione,

Nei tre scomparti superiori da destra i Santi Michele Arcangelo e Nicolò, al centro Natività, a sinistra i Santi Margherita, Caterina e Giovanni Evangelista; nel piano inferiore da destra i Santi Giacomo e Maria Maddalena, al centro la Madonna con Bambino, a sinistra San Martino e il povero. Fu fatto dorare nel 1563 dal pievano Leonardo Fabricio.

 

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