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Venzone - Escursioni e Passeggiate

Itinerario 1

Sorgive del Pradulin
Livello: Turistico

Le sorgive o fontane del Pradulin sono ubicate nei pressi di Chiavris (Portis), lungo la sponda sinistra del Fiume Tagliamento. Le sorgenti sono alimentate, oltre che da una falda freatica, dalle acque disperse nel sottosuolo dal Fiume Fella e dal Rio Lavaruzza che in questo punto incontra uno strato impermeabile.

L'area rappresenta un interessante ambito naturale ricco di vegetazione acquatica, palustre e ripariale che conserva un alto grado di naturalità. dal punto di vista floro-vegetazionale si possono individuare tre ambienti distinti: quello esterno dato dal letto e dal greto del Tagliamento che presenta una vegetazione rada e discontinua di tipo erbaceo e cespuglioso, la fascia ripariale caratterizzata da quinte arboree formate specialmente da pioppi e salici che presentano un fitto sottobosco, l'ambiente dei prati umidi. alla confluenza dei vari canali c'è un piccolo canneto dove stanzino e nidificano uccelli acquatici come il germano reale, la gallinella d'acqua, il Martin pescatore. Tra gli anfibi troviamo il rospo comune, l'uludone dal ventre giallo, il rospo smeraldino. L'area è frequentata da rettili acquatici come la biscia tessellata, la biscia d'acqua e dal collare. Tra i mammiferi sono numerosi gli insettivori o i roditori e tra questi l'avicola d'acqua e il toporagno d'acqua. Per quanto riguarda la fauna ittica sono presenti trote e anguille.

 

 

Itinerario 2

Escursione naturalistica Al lago Minisini
Livello: turistico

Da Ospedaletto si prende la strada per la località Molino e si giunge brevemente al lago Minisini. Il lago occupa la più ampia delle depressioni originate dall'azione erosiva dell'antico ghiacciaio del Tagliamento. Ha la forma di mezzaluna ed una caratteristica unica: un canale sotterraneo di origine carsica lo collega alla roggia di Ospedaletto distante 500 metri, nel punto un tempo occupato da una zona lacustre nei pressi delle case Stroili.

In questi ultimi anni il bacino ha subito un processo d'interramento causato dal progressivo ed inarrestabile espandersi della cannuccia d'acqua. Sopravvive comunque una cospicua vegetazione acquatica costituita da idrofite sommerse e galleggianti. Il lago è un impotente luogo di riproduzione degli anfibi: vi si trovano una numerosa specie di rane, tritoni e bisce d'acqua. Tra i pesci sono presenti le carpe, le tinche il persico sole. Scarsa l'avifauna stanziale, vi nidificano stabilmente la gallinella d'acqua e il germano reale; durante il passo si possono incontrare il tuffetto, la folaga e occasionalmente l'airone cinerino. L'area intorno al lago è frequentata dal picchio verde e dal picchio rosso maggiore, dal rigogolo e da diversi passeriformi e rapaci. Nei boschi circostanti vi sono oltre ad arvicole e ghiri, il capriolo, la faina, la donnola, il tasso e talvolta il cinghiale.

 

 

Itinerario 3

La Val Lavaruzza
Livello: Per escursionisti esperti
Durata: ore 3
Sentiero principale: CAI 728

La vallata è percorsa dal sent. CAI 728 che da borgo Rusciz raggiunge al ciglio della vallata di Chiariguart (ore 3.00) da Portis. La Val Lavaruzza solca il versante occidentale del massiccio del Monte Plauris. Il Rio Lavaruzza che attraversa la valle in tutta la sua lunghezza, nasce nella conca di Chiaringuart. Nella zona del Parès in corrispondenza del primo gradone che interrompe la valle, il rio genera una serie di cascate dopo le quali s'inabissa sotto il suolo. Riemerso a quota m 650 prosegue fino allo sbocco della valle formando, dopo un tratto di forra, la suggestiva cascata della Pissanda di Lavaruzza. La valle nel tratto intermedio ha un aspetto selvaggio, incassata tra ripidi ghiaioni e pareti scoscese. Sul fondo si aprono prati di modeste dimensioni ed una faggeta dove trovano riparo caprioli, volpi e tassi, scoiattoli, martore e più raramente il cinghiale o il gatto selvatico, infine si possono incontrare numerose marmotte. L'avifauna e presento con nocciolaie, ghiandaie e galli forcelli.

 

 

Itinerario 4

Traversata Venzone - Forc. Tacis - Valle di Musi
Livello: Escursionistico
Durata: ore 6
Sentieri principali: CAI 706 

Da Venzone m 230 per la Rotabile di Val Venzonassa si sale ai ruderi del Borgo Maieròn m 574, a quelli di Borgo Prabunello (m 76). Il sentiero superate le ultime rovine, scende a destra al Rio Bruschie m 668 che si attraversa con un caratteristico ponte arrivando per Costa di Dae ai ruderi della Casera Frassin m 766. In leggera discesa il sentiero prosegue lungamente sul fianco S, superando anche in deviazione, una larga frana fino a raggiungere l'attraversamento del T.. Venzonassa m 650 (bivio CAI 709). Il sent. continua a destra lungo la Valscura, superando la parte più ripida con lunghi e noiosi tornanti sino alla Forc. Tacis m 1089 (bivio CAI 708 - ore 4.30). Da qui in discesa ai ruderi della Casera Tacia m 843 (bivio CAI 729) ai Pianti di Tapau quindi per la Rotabile che porta alle sorgenti del T. Torre - Val dei Musi (Alb. Sorgenti del Torre) m 546 (ore 6). La vecchia mulattiera della Val Venzonassa è ora diventata una rotabile asfaltata sino al Gran Rio m 480 (km 3,5 da Venzone) La suggestiva vallata del, T. Venzonassa si sviluppa per una lunghezza di 9 km. dallo spartiacque con la valle del Torre fino a Venzone. La vallata compresa tra i versanti meridionali della catena del Monte Plauris r quelli settentrionali dei Monte Chiampon e Ledis ha caratteristiche fisiche e aspetti paesaggistici assai vari. Il fondovalle nei pressi della dello sbocco della vallata, è caratterizzato da una profonda forra. sui pendii tra i 500 e i 1500 metri si estende una fascia di boscaglie termofile a orniello, carpino nero, e faggete che lasciano il posto, salendo, al prato a pascolo e ai terreni concimati delle malghe. La fauna comprende caprioli, cinghiali, lepri, marmotte, scoiattoli, volpi e mustelidi, più rari il camoscio, il cervo e il gatto selvatico. Tra gli uccelli vi sono la coturnice e il gallo forcello, meno frequente il gallo cedrone. L'abbondante cacciagione favorisce la presenza di aquile e di sparvieri. Sono presenti anche i lepidotteri e i coleotteri oltre ai rettili e agli anfibi.

 

 

Itinerario 5

Ascensione Portis - Val Lavaruzza - Monte Plauris (m 1958)
Livello: Per escursionisti esperti
Durata: ore 5
Sentieri principali: CAI 728

Da Portis (km 2 rotabile da Venzone) m 242 si sale agli Stavoli Cucos m 820 e quindi ai ruderi della Casera Chiarinquart m 1406 (ore 3.30) dove c'e il bivio Giuseppe Bellina. Posto nella zona del Monte Pleuris, Prealpi Gemonesi. Proprietà: Comune di Venzone - sempre aperto - incustodito. Da qui al bivio CAI 701 m 1575 che porta (ore 5) alla cima del Monte Plauris m 1978 (ore 6). La S.S. lasciata Venzone la S.S. dopo km. 2 attraversa i Rivoli Bianchi (vasto conoide bianco calcareo dolomitico di circa 1 km di ampiezza) dove si può osservare una bellissima veduta della Val Tagliamento. Sulla sin., quasi all'inizio dei Rivoli Bianchi, una strada non asfaltata in salita porta, svoltano poi a destra alla Chiesa di Sant'Agnese posta nella Sella omonima. Essa aveva anche un convento di monache la cui fondazione risale al secolo XIII. Distrutta nel terremoto del 1976 è stata completamente ricostruita. Scrive G. Bergamini: " L'aula è quadrangolare con travatura a vista in pietre squadrate, ai latin la sacrestia e un protiro ad unico spiovente, di retro l'abside semicircolare; Dal culmine della facciata svetta il caratteristico campaniletto a vela. Di particolare suggestione l'ambiente naturale. Dalla Sella la vista si allarga a N sul conoide dei Rivoli Bianchi e a S su Gemona e la piana ad O risalta il profilo arrotondato del Monte Cumieli, mentre ad E a stagliarsi e la creta affilata della catena Chiampon-Cuel di Lanis". Ad O della Sella Sant'Agnese si erge il Monte Cumieli ove sono visibili alcune strutture murarie realizzate a secco con grandi cornici di pietra appartenenti forse ad un castelliere protostorico. Il complesso fortificato era posto a controllo dell'antica pista della Sella che conduceva verso le Alpi. Lungo la mulattiera che scende dalla Sella a di Ospedaletto, sul versante S del Monte Cumieli esisto tracce di due antichi complessi fortificati. Sul Monte Colombaro è stato individuato il castello di Grossumbergo che si vuole fondato dal conte del Tirolo autorizzato dal patriarca Gotofredo (1182-95) ed il nome originale fu Grozumberch. Il sorgere del castello fu visto con ostilità dai Gemonesi che alla prima occasione, con il permesso del patriarca Volchero di Ellenbrechtskirken (1204-18) lo presero e lo distrussero. Era costituito da un alta torre con edificio addossato di cui si conservano alcuni resti. ad E del castello sono visibili i resti di un fortino fatto costruire da Venezia per controllare i territori di Gemona e Venzone.

 

 

 

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