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La Fortezza dell’Alto Tagliamento (1910 - 1915)

All’inizio del Novecento, lungo la frontiera tra l’Italia e Austria-Ungheria, venne costruita una catena di opere militari difensive, a cavallo delle principale vie d’accesso all’Italia. La Fortezza Alto Tagliamento doveva impedire la penetrazione di eventuali nemici attraverso le Valli del Tagliamento e del Fella e comprendeva numerose opere, che dopo l’ingresso dell’Italia in guerra, causa il bisogno al fronte di pezzi d’artiglieria, furono rapidamente dismesse. Solo i forti di Chiusaforte e del Monte Festa rimasero efficienti.

La Fortezza Alto Tagliamento comprendeva il Forte di Chiusaforte, il Forte del Monte Festa, il Forte di Monte Ercole e il Forte di Osoppo, con gli appostamenti per batterie del Col Curnic, del Monte Sincis, del Monte San Simeone, del Monte Cumieli e della Sella di Sant’Agnese. Il forte di Chiusaforte assieme all’appostamento collegato sul col Curnic in seguito resisterà a lungo agli attacchi avversari, fino al 6 novembre 1917 quando il comandante del forte fece saltare in aria le artiglierie. La strada militare per il forte oggi esiste ancora e inizia tra il km 182 e 183 della SS Pontebbana.

Queste le opere locali della Fortezza dell'Alto Tagliamento:

 

Chiusaforte - Sella Nevea: Fortificazione italiana dei monti Jôf di Montasio, Cregnedul, Rombon e Cima Confine.

Nel settore di Sella Nevea i reparti dei due eserciti si affrontarono per la conquista delle vette delle Giulie, che controllavano la Val Rio del Lago e la zona del lago del Predil. Alla fine del 1915 le posizioni italiane correvano lungo la linea Jôf di Montasio, Monte Cregnedul, Val Rio del Lago, Monte Rombon. Quelle austro-ungariche lungo la linea Cime Castrein, Val Rio del Lago, Cima Mogenza Piccola. A seguito alla rotta di Caporetto dal Monte Rombon sopra Plezzo attraverso la Sella Prevala, una colonna avversaria scese a Sella Nevea e in Val Raccolana, raggiungendo Chiusaforte.

 

Dogna: Fortificazioni italiane del monti Jôf di Dogna, Sella Biéliga, Due Pizzi, Jôf di Miezegnot, Jôf di Montasio.

Dal 24 maggio 1915 fino all’arrivo dell’inverno, nel settore della Val Dogna i reparti dei due eserciti si affrontarono per il possesso delle vette che controllavano la Val Fella e la Val Saisera. Alla fine del 1915 le posizioni italiane correvano lungo la linea Plans, Clap Forât, Monte Poccet, Sella Biéliga, Monte Sechiez, Forcella Cuel Tarond, Monte Due Pizzi, Monte Pipper, Jôf di Miezegnot Grande, Monte Strechizza, Monte Carnizza, Jôf di Montasio. Quelle austro-ungariche lungo la linea Jôf di Miezegnot piccolo, Val Saisera, Monti Nabois piccolo e grande, Jôf Fuart, Cime Castrein. Con la primavera del 1916 gli scontri ripresero e dopo un periodo di relativa tranquillità il 24 ottobre 1917 le forse austro-ungariche e germaniche sfondarono le linee dell’Alto Isonzo a Plezzo e a Tolmino provocando la rotta di Caporetto.

 

Malborghetto: Fortificazioni italiane e austro-ungariche di malga Cucco.

Le fortificazioni italiane correvano lungo la linea Cuel Tarond, Monte Due Pizzi, Monte Pipper, Jôf di Miezegnot grande, Monte Carnizza Jôf di Montasio. Quelle austro-ungariche lungo la linea Malga Cucco, Val Fella. malga Strechizza, Jôf di Miezegnot piccolo, Val Saisera, Nabois piccolo e grane, Cime Castrein.

 

Moggio Udinese: appostamento di artiglieria sul Monte Sfincis.

L’appostamento del Monte Sfincis, disarmato e abbandonato non fu di nessun ostacolo dei reparti avanzanti. Dal vecchio tracciato della Pontebbana al km 175, parte la strada militare d’arroccamento del Monte Sfincis. Superato un primo tratto asfaltato, dopo circa mezz’ora di salita si raggiunge una conca prativa con un casale semidiroccato. Dell’appostamento d’artiglieria non è rimasta traccia.

 

Paluzza: Passo di Monte Croce Carnico, Timau, Casera Pramosio.

A Paluzza passava la ferrovia militare a scartamento ridotto che partendo da Cedarchis giungeva fino a Moscardo e i cui resti si possono ancora scorgere a tratti lungo il pendio alla sinistra del torrente But.

 

Pontebba: Fortificazioni italiane dei monti Pocet, Glazzat, e fortificazioni austro-ungariche dei monti Sbrizzia, Malvuerich, Cavallo e della Creta d’Aip.

Nel settore di Pontebba i reparti dei due eserciti si affrontarono con azioni di grandi pattuglie per il controllo della Valle Pontebbana, della Valle del Trio Bombaso, e della Val Fella. Alla fine del 1915 le posizioni italiane correvano lungo la linea Cuel di Ierbis, Monte Glazzat, Studena Alta, Monte Fortin, Clap Forât, Monte Pocet, Sella Biéliga, Monte Sechieiz, Forcella Cuel Tarond. Quelle austro-ungariche lungo la linea Creta d’Aip, Monte Cavallo di Pontebba, Monte Malvueric alto e basso, Monte Bruca, Monte Brizzia, malga Cucco.

 

Tarvisio - Monte Lussari: Strada e osservatori militari austro-ungarici.

Il 24 maggio 1915, allo scoppio dell’ostilità fra Italia e Austria - Ungheria tutte le costruzioni civili che si trovavano nei presidi della linea del fronte vennero utilizzate per scopi militari, compresi parecchi luoghi di culto. Anche il Santuario del Monte Santo di Lussari fondato nel 1360 venne occupato da reparti armati e divenne sede dell’osservatorio di artiglieria che poteva dirigere il tiro della batterie austro - ungariche appostate nella Valle del Fella e nella Val Canale, nella Val Saisera e nello stesso monte. Nell’aprile del 1916 le batterie italiane piazzate nella Sella di Sompdogna ridussero il Santuario in un cumulo di macerie. Dopo la guerra, nel 1924, il Santuario venne ricostruito e riconsacrato nel 1926. Nulla rimane oggi delle postazioni militare dell’epoca.

 

 

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