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Il Vallo Alpino del Littorio

Il Vallo alpino del Littorio era un sistema di fortificazioni permanenti realizzato negli anni precedenti la Seconda Guerra Mondiale, dall’esercito italiano a difesa delle frontiere alpine, dalla Francia al Carso, articolato in gruppi di opere poste a presidio delle possibili direttrici di penetrazione avversaria, dal fondovalle (lungo le principali vie di comunicazione stradale e ferroviarie) fino alle quote più elevate.

Mai impegnate in azioni di combattimento tranne che a Coccau e San Bernardo dopo l’8 settembre 1943, gran parte delle strutture, adattate alle nuove esigenze difensive, sono rimaste in esercizio anche nel dopoguerra fino ad anni recenti. Le singole postazioni, isolate ma in relazione strategica con le altre dello stesso sbarramento, sono realizzate in caverna o interrate a ridosso dei rilievi naturali.

La struttura è in calcestruzzo di notevole spessore (anche 3-4 metri), mentre all’esterno affiorano soltanto le bocche di fuoco e gli ingressi comunque mimetizzati e protetti. Le opere, di notevoli dimensioni, si sviluppano internamente su più livelli ed erano costituite da postazione per cannoni anticarro e mitragliatrici, osservatorio per il tiro, alloggiamenti per la truppa, depositi per munizioni. Attualmente tutte le opere hanno gli ingressi murati, non è quindi possibile la visita all’interno si può visitare solamente il perimetro esterno.

L’importante nodo strategico costituito dalla confluenza delle valli Fella e Tagliamento, nella piana tra Amaro e Venzone, era presidiato dalle opere di sbarramento di Portis, disposte lungo una fascia trasversale dall’attuale abitato di Nuova Portis alle pendici NO del M San Simeone. Le opere di notevoli dimensioni e da tempo disattivate sono chiuse e prive di qualsiasi armamento.

Le postazioni di Nuova Portis ben individuabili dalla Statale Pontebbana sono situate alla base delle pareti rocciose del M. Soreli, presso la cascata detta Pisanda di Lavaruzza, e in località Fortin, sotto il terrapieno della ferrovia. Sul versante opposto, poco sopra la strada che da Pioverno porta a Cavazzo, una grossa postazione è scavata all’interno dello sperone roccioso del Ciastelut, mentre un’altra è realizzata in forma di collinetta artificiale ben visibile nel greto del Tagliamento (accessibile a piedi solo nei periodo di secca).

Del Vallo del Littorio, per quanto riguarda la Carnia fanno parte: i gruppi di Ampezzo ovest e Ampezzo est, posizionati sui versanti sud dei M. Cretis e del M. Pura e su quellonorddel M. Pelois;lo sbarramento di Priuso e il gruppo di Socchieveposizionate a sud degli abitati di Priuso e sui versanti est enorddel M. Corona e ovest del M. Seluta e su quello NO del Montebello; i gruppi di Invillino O, Invillino E, e del M. Navado posizionati sul versantenorddel M. Novado e sul greto del Tagliamento; i gruppi Sieas e Villa, posizionati sul versantenorddel M. Navado; i gruppi di Chiàulis e Cuel Pineit posizionati sui versanti delle alture che circondano Chiàulis, e più a est sul versante nord del M. La Pala: i gruppi Ambiesta e Fontanas posizionati sui versanti nord e est del M. Novorareit e M. Alzut e sulla cima del M. Alz; lo sbarramento di Sassotagliato e il gruppo di Cavazzo con opere poste sui versanti SO del M. Amariana, su quelli nord del M. Faeit, sul greto e sui prati del Tagliamento; i gruppi Fontanina e Cuel di Mena tutti posizionati sulle alture che circondano Cesclàns e Mena.

Del Vallo Littorio per quanto riguarda il Tarvisiano sono:

Opere difensive di San Rocco e Pietra Tagliata.

L’imbocco del Canal del Ferro a sud di Pontebba era presidiato da due gruppi di opere costruiti su entrambi i versanti della valle. lo sbarramento di San Rocco posto lungo il crinale che dalla frazione di Piani scende verso il Fella e, circa un km più a valle, in corrispondenza del Bv. per Pietratagliata, le opere di sbarramento del Ponte del Cristo situate di sopra delle due strade che fiancheggiano il fiume e presso la ferrovia.

Opere difensive della Strada per Passo Pramollo.

Le opere realizzate a difesa della strada per Passo Pramollo denominate Tratte, si trovano a circa km 6 da Pontebba: le postazioni erano completata da una tagliata anticarro sulla sede stradale. In prossimità del passo sorge una casermetta ancora in buono stato di conservazione.

 

Opere difensive della Val Liqua dei monti Osternig e Acomizza.

Le opere del Vallo Littorio realizzate a nord di Ugovizza appartenevano a tre distinti gruppi difensivi Lungo la direttrice del fondo valle erano posti lo sbarramento Val Uqua, nel tratto intermedio, poco prima dell’osteria “Al camoscio”, e lo sbarramento Sella di Lom di cui resta un unica ardita postazione sul ripido costone prospiciente la Sella. Un gruppo maggiore di opere comprese nello sbarramento M Osternig - M. Acomizza, erano dislocate in quota, lungo la linea di confine dal versante meridionale dell’Osternig fino alla Cima Muli. Interessanti i due ricoveri fortificati scavati sotto le rocce sommitali del M Osternig, situati al termine della vecchia mulattiera militare, la casermetta e le opere poste sul crinale erboso del Gozman, sopra la Chiesetta della Madonna della Neve, e presso l’Achomitzer Alm. Sono raggiungibili dal fondo valle con facili sentieri e strade forestali.

 

Opere difensive di Valbruna.

Le opere della piana di Valbruna comprendo gli sbarramenti denominati Gruppo Quota 845 e Gruppo Nebria situati in parte anche nel comune di Tarvisio, e un lungo fossato anticarro, ora interrato, che tagliava da nord a sud il settore orientale della valle, dalle pendici del M Obuas sino alla strada che porta alla funivia del M. Lussari. All’interno del colle che si eleva al centro della piana (Quota 645) fu realizzato un imponente complesso di postazioni e gallerie sotterranee a diversi livelli con un osservatorio in cupola metallica sulla sommità. Intorno ad essa altre opere furono costruite alla base dei rilievi che chiudono a NE e a NO la valle.

 

Opere difensive della Val Bartolo.

La opere di sbarramento in Val Bartolo sono poste nel tratto intermedio della valle. Proseguendo verso nord oltre i prati di Bartolo, nel bosco poco prima della Sella che segna il confine con l’Austria, sorge una casermetta.

 

Opere difensive del valico di Coccau.

Le opere situate nell’area tra Tarvisio ed il valico di Coccau furono fra le poche ad essere interessate negli eventi bellici subito dopo l’8 settembre 1943 appartenevano a due gruppi difensivi. Lo sbarramento più avanzato (denominati di Porticina) gravita immediatamente a ridosso del confine, con opere poste ai lati della statale Pontebbana, intorno all’attuale autoporto doganale. Più interessanti quelle realizzate dalla parte opposta della valle nella zona di Colma, raggiungibili con strade forestali da Coccau o da Olteacqua: una casermetta, un posto di postazioni e un raro esempio di vallo anticarro a denti che si sviluppa nel bosco per qualche centinaio di metri. Lo sbarramento di Coccau presidiava la valle in posizione più arretrata, ma dominante grazie alla maggior quota. Sulla sommità del colle, ove sorge Coccau di Sopra, vi sono un paio di opere, mentre le altre sono situate più in basso lungo il tratto ormai dismesso della statale.

 

Opere difensive dei monti Leila, Cavallar, Coppa, e Forno

Il tratto di confine fra il valico di Coccau e quello di Fusine comprendeva le opere della cortina difensiva dei Monti Leila, Cavalier e dello sbarramento del M. Coppa. Lungo la rotabile che da Fusine Villabassa sale verso il M. Cavallar, al Bv. poco oltre l’abitato di Poscolle, sono visibili i resti degli edifici che ospitavano gli alloggiamenti di fondo valle e i depositi di munizioni. Ancora ben conservate invece le sette casermette nella zona dei Monti Leila, Cavallar, Coppa, e Forno, alcune delle quali di notevoli dimensioni e tutte facilmente raggiungibili.

 

Opere difensive del valico di Fusine Ratece

Le opere dello sbarramento di Ratece sono disposte in prossimità del confine lungo una fascia che attraversa la valle per tutta la sua lunghezza. A supportò delle strutture dotate di armamento furono realizzate alcune casermette e due fossati anticarro (ora in parte interrati) che tagliano per un lungo tratto la piana di Fusine. Sul lato nord della SS, presso l’edificio della Guardia di Finanza, vi sono una casermetta dell’epoca, alcune postazioni sui rilievi al margine dei prati, i due fossati in successione e un terrapieno a difesa dell’asse stradale.

 

 

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