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Cronologia della Prima Guerra Mondiale

con i principali avvenimenti in Friuli Venezia Giulia

Gli antefatti

1878, 3 marzo - Con il trattato di Santo Stefano (oggi Zákupy) si conclude la guerra russo-turca. Nasce la Bulgaria e diviene uno stato militare protetto dalla Russia.

1878, 13 luglio - Trattato di Berlino: per riequilibrare il trattato di Santo Stefano, inviso agli imperi centrali, la Bulgaria rimane tributaria dell’Impero Ottomano e l’Austria-Ungheria prende in amministrazione le province turche di Bosnia ed Erzegovina.

1908 - Nell’estate i Giovani Turchi marciano su Istanbul e ottengono la Costituzione. Di questa situazione instabile ne approfitta la Bulgaria per dichiararsi indipendente ed annettersi la Rumelia orientale; Creta viene annessa dalla Grecia; l’Austria-Ungheria si annette la Bosnia e l’Erzegovina.

1911, 29 settembre - Dichiarazione di guerra dell’Italia alla all’Impero Ottomano.

1912, 8 ottobre - Prima guerra balcanica. Il regno di Montenegro dichiara guerra all’Impero Ottomano. Pochi giorni dopo si uniscono Bulgaria, Serbia e Grecia che si raggruppano nella lega Balcanica

1912, 18 ottobre - Trattato di Losanna. Con la fine della guerra Italo-Turca, Tripolitania e Cirenaica passano sotto l’amministrazione italiana, costituendo la provincia della Libia italiana.

1913, 30 maggio - Il Trattato di Londra pone fine alla I guerra balcanica. L’impero Ottomano perde quasi tutti i suoi territori europei.

1913, 29 giugno – La Bulgaria, insoddisfatta della spartizione della Macedonia, in gran parte a favore della Serbia, attacca i suoi ex alleati. Inizia la II guerra balcanica.

1913, 10 agosto – Pace di Bucarest. Termina la II guerra balcanica e vengono riassegnati alcuni territori, tra cui la Macedonia, che va interamente alla Serbia, la quale non fa mistero di voler unificare sotto di se i Balcani. L’Austria cerca un’occasione per contenere la Serbia.

1914, 28 giugno - A Sarajevo (Bosnia), verso le ore 11, vengono uccisi l’Arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono d’Austria, e sua moglie Sofia da Gavrilo Princip, uno studente nazionalista serbo diciannovenne. In Europa la cosa passa quasi inosservata. Manifestazioni antiserbe a Vienna, Budapest e Brno.

1914, 29 giugno – Il governo serbo, porgendo le condoglianze a quello di Vienna, si dichiara estraneo al fatto.

1914, 4 luglio – Funerali di Francesco Ferdinando.

1914, 5-6 luglio – Il 5, la diplomazia austriaca prospetta a quella tedesca lo scenario di un attacco alla Serbia, conscia della possibile reazione russa. Quella tedesca risponde che in caso di conflitto russo-austriaco sarebbero a fianco dell’alleato. Bisogna però fare presto perché la Russia non è preparata ad una guerra. Bisogna inoltre mettere l’Europa davanti al fatto compiuto. Il giorno seguente il Kaiser avalla queste posizioni: è il cosiddetto “assegno in bianco” tedesco.

1914, 7 luglio – Il gabinetto di guerra austriaco si riunisce presieduto da Leopold von Berchtold, ministro degli esteri austro-ungarico, che propone di attaccare la Serbia subito senza dichiarazione di guerra. Contrario il primo ministro ungherese Tisza, che si appella anche all’Imperatore, temendo la reazione russa e quella di altri stati balcanici.

1914, 10 luglio -  Luigi Cadorna viene nominato capo di Stato Maggiore.

1914, 14 luglio – Mentre Belgrado sente attenuarsi il clamore dell’attentato l’Austria rimane ferma nelle sue volontà di intervento. Tuttavia il capo di Stato Maggiore austriaco Franz Conrad von Hötzendorf comunica che non è possibile attaccare la Serbia prima del 25 luglio a causa del congedo generale dato per il raccolto agricolo. Una sua revoca improvvisa svelerebbe le intenzioni di Vienna.

1914, 19 luglio – La Germania tramite i ministri e la diplomazia cerca di lavorare per una regionalizzazione del conflitto. Tre giorni dopo manda in tal senso lettere a Russia, Francia ed Inghilterra. Viene redatto dal consiglio dei ministri austriaco il testo dell’ultimatum, sapendo già che la Serbia avrebbe rifiutato. Non viene consegnato subito perché il presidente francese si trova in Russia fino al 21 e questo avrebbe favorito un’azione concertata dei due alleati. Si aspetta il 23 per la consegna.

1914, 21 luglio – Francesco Giuseppe approva l’ultimatum.

1914, 22 luglio – La Russia invita l’Austria a non agire avventatamente, anche se non accenna a ritorsioni.

1914, 23 luglio - Ultimatum dell’Austria alla Serbia che ha tempo sino alle 18.00 del 25 per rispondere. Vi si afferma che l’Austria avrebbe collaborato al ritrovamento dei colpevoli del delitto, ma per far questo avrebbe invaso il suo territorio, pretendendo inoltre la repressione dei movimenti nazionalistici slavi. L’Inghilterra si dimostra ottimista e Lloyd George dice ai comuni che le tensioni tra le nazioni si appianeranno con un arbitrato internazionale. La Serbia espone all’ambasciatore russo la propria impossibilità nell’accettare senza perdere la dignità di stato.

1914, 24 luglio – L’Inghilterra si propone per una mediazione con Francia, Germania e Italia. Anche la Russia propone una mediazione, rassicurata dall’Austria sul non volere per sé dei territori. Von Berchtold comunica all’Inghilterra che la non accettazione dell’ultimatum non comporta automaticamente la stato di guerra ma la rottura diplomatica ed eventuali preparativi militari.

1914, 25 luglio – La Germania dice all’ambasciatore austriaco che al rifiuto dell’ultimatum deve corrispondere la dichiarazione di guerra: ogni ritardo avrebbe favorito l’ingerenza delle altre potenze. Alle ore 15.00 la Serbia mobilita l’esercito. Alle 17.58 il primo ministro serbo Nicola Pašić consegna la risposta all'ambasciatore di Austria e Ungheria von Gieslingen, in cui è scritto che accetta alcuni punti e ne respinge altri, lesivi della propria sovranità. Poco dopo, giudicatala non rispondente alle richieste, von Gieslingen firma un documento già preparato per questo caso e lo fa recapitare a Pašić, informandolo che la legazione austriaca abbandonava Belgrado. A questa notizia la Russia da il via al “periodo di preparazione alla guerra”, un preallerta per la mobilitazione. La Francia richiama in servizio segretamente i suoi generali. A Londra si vive un clima più sereno, tanto da non impedire al ministro degli esteri Edward Grey di trascorre il fine settimana in campagna. Alle ore 21.23 l’Austria-Ungheria ordina una mobilitazione parziale.

1914, 26 luglio – Il comandante austriaco Conrad von Hötzendorf comunica che un’invasione vera e propria poteva avvenire non prima di qualche settimana. Il sottosegretario inglese Nicolson suggerisce al ministro di proporre una conferenza internazionale durante la quale non ci siano azioni militari. Il ministro aderisce e alle 15.00 invia telegrammi agli ambasciatori inglesi delle potenze e di Belgrado perché illustrassero la situazione. Solo l’Italia aderisce apertamente alla proposta inglese, mentre la Francia vuole sentire la Russia che rimanda una decisione e la Germania non vuole rischiare una sconfitta diplomatica. Questa inoltre sollecita risolutamente l’Austria ad agire. Von Berchtold riporta la cosa a Conrad, ma questi prevede di poter operare verso il 12 agosto. Il ministro degli esteri risponde che è impossibile reggere diplomaticamente fino a quella data. Conrad dice che bisogna guadagnare tempo almeno sino al 4 o 5 agosto.

1914, 27 luglio – Il generale inglese Smith-Dorrien riceve l’ordine di presidiare tutti i punti vulnerabili nella zona meridionale della Gran Bretagna. Anche la Russia ha bisogno di tempo. Lo Zar tenta un contatto diplomatico con l’Austria che viene respinto. Von Berchtold chiede a Francesco Giuseppe l’autorizzazione a dichiarare la guerra, enfatizzando il pericolo di un’azione serba, anche dal Danubio. L’Imperatore, che aveva sottolineato come nella risposta dei serbi ci fossero degli elementi concilianti, viene convinto alla dichiarazione di guerra.

Come si sviluppa il conflitto

1914, 28 luglio – Alle ore 12.00 l’impero Austro-Ungarico dichiara guerra alla Serbia. Il Kaiser Guglielmo II, contrariamente alle intenzioni del suo governo, vuole farsi mediatore tra Austria e Serbia, giudicando inutile una guerra dopo l’umiliazione di Belgrado: sarebbe stata sufficiente un’occupazione temporanea della capitale da parte degli Austriaci per sancire la sconfitta diplomatica. Il governo tedesco tuttavia non ascolta queste indicazioni e procede nella sua politica.

1914, 29 luglio - La Russia, alla notizia della dichiarazione di guerra austriaca, ordina la mobilitazione nei distretti di Odessa, Kiev, Mosca e Kazan, al confine con l’impero Austro-Ungarico. Segue la mobilitazione generale: lo Zar allerta circa 6 milioni di uomini. All’alba una flotta austriaca bombarda Belgrado da pontoni sul Danubio: diversi morti tra la popolazione. L’opinione pubblica russa si scaglia contro l’Austria. Il ministro inglese Grey afferma che se la Francia viene coinvolta nel conflitto, l’Inghilterra non sarebbe rimasta a guardare. Uno scambio di telegrammi nella notte tra lo Zar Nicola II e il Kaiser Guglielmo II getta acqua sul fuoco. La Germania si offre di mediare e lo Zar alle 21.30 ordina di sospendere la mobilitazione generale e poi anche quella parziale. Gli viene tuttavia detto che la mobilitazione è in corso in tutto l’impero e non è possibile arrestarla immediatamente.

1914, 30 luglio - Il Kaiser non riesce a dissuadere lo stato maggiore tedesco a non rispondere con la mobilitazione dell’esercito, però dopo le notizie che la mobilitazione russa continunava, da il via libera. Il cancelliere tedesco Bethmann capisce che la cosa sta deflagrando e per cercare di evitare l’allargamento del conflitto invia un telegramma agli Austriaci perché fermino ogni attività. Lo Zar, dubbioso, viene convinto dai ministri militari ad essere pronto a rispondere ad un’eventuale azione tedesca. Alle 16 da ordine di riprendere la mobilitazione generale per il giorno successivo. Nel pomeriggio sera, per la spinta convergente dell’opinione pubblica e degli ambienti militari, la Germania proclama lo “stato di pericolo di guerra”. Nella notte il capo di stato maggiore tedesco von Moltke, forzando le intenzioni politiche del Kaiser e del cancelliere, con un telegramma agli austriaci afferma che la Germania sta mobilitando e di continuare le operazioni. Von Berchtold, ritenendo Moltke autorevole, prosegue convinto dall’appoggio tedesco. La mobilitazione russa faceva il gioco dei militari e politici tedeschi a favore della guerra perché praticamente faceva scattare una serie di mosse già preordinate del piano di guerra, che prevedeva di contrapporre alla mobilitazione un ultimatum ,e al quasi sicuro rifiuto di questo, la guerra. Secondo la strategia del piano Schlieffen, elaborato nel 1905 dopo l’alleanza franco-russa della’anno prima, una guerra con la Russia comportava l’attacco immediato alla Francia, per non essere costretta su due fronti. L’obiettivo era piegare la Francia prima che il macchinoso esercito russo potesse essere pienamente operativo. L’attacco alla Francia andava portato attraverso l’invasione di Belgio e Olanda, anche se neutrali.

1914, 31 luglio - Alle ore 12.23 l’Austria-Ungheria ordina la mobilitazione generale. La Germania invia alle 15.30 un telegramma contro la mobilitazione, comunicando il testo anche a Londra e a Roma, invitando a sospenderla e assicurando che la Germania, contrariamente ad alcune voci, non ha ancora ordinato la mobilitazione. Contemporaneamente il cancelliere Bethman informa Vienna che se non cambia la sutazione entro 48 ore la Germania mobiliterà e allora sarà inevitabilmente guerra. Walther Rathenau, uno tra i maggiori industriali tedeschi, pubblica un’appello contro il precipitare della situazione e la guerra. Alle ore 19.00 il Belgio ordina la mobilitazione. Alla stessa ora l’ambasciatore tedesco a Parigi Schoen si presenta al Ministero degli Esteri e consegna l’ultimatum alla Francia. I Francesi comunicano che forniranno una risposta entro le ore 13 dell’indomani. Il medesimo telegramma tedesco di ultimatum viene letto dal ministro Russo Sazonov alle 21.30. Circa a mezzanotte l’ambasciatore tedesco a San Pietroburgo Pourtalès consegna a Sazonov l’ultimatum della Germania, che impone di sospendere la mobilitazione entro le ore 12.00, altrimenti avrebbe mobilitato. I russi assicurano che il mancato arresto della mobilitazione è solo un fatto tecnico e che non vuol dire che ciò significhi guerra e che i colloqui possono continuare. Alla domanda se per la Germania la mobilitazione significhi guerra, l’ambascatore risponde: “ci troveremmo a due dita”. In realtà questo non è vero perché le procedure di mobilitazione tedesca prevedono automaticamente le azioni di guerra. Di questo probabilmente erano molto più consapevoli gli ambienti militari e politici germanici di quelli diplomatici.

1914, 1 agosto – Alle 12.52 Berlino invia il testo della dichiarazione di guerra all’ambasciatore tedesco a San Pietroburgo, da consegnare se non avesse ricevuto risposta soddisfacente all’ultimatum entro le 17, ora di Berlino. Il primo ministro francese Viviani in merito all’ultimatum risponde all’ambasciatore che la Francia seguirà i propri interessi. Alle 15.55 lo stato maggiore francese invia telegrammi che ordinano la mobilitazione per il giorno 2 agosto. Alle 16, visto il silenzio russo, il ministro della guerra e il cancelliere si recano dal Kaiser per la firma della mobilitazione, che avviene alle ore 17. Ricevuto il testo della dichiarazione di guerra alle 17.45, verso le 19 l’ambasciatore tedesco Pourtalès si reca dal Ministro Sazonov e per tre volte gli chiede se avesse risposta all’ultimatum. Per tre volte il ministro risponde negativamente. Con voce rotta e mano tremante, l’ambasciatore consegna il documento preparato: la Germania dichiara guerra alla Russia. Da Londra l’ambasciatore tedesco afferma che gli inglesi non interverranno a favore della Russia se la Francia non verrà coinvolta. All’euforia di Guglielmo II per una guerra unicamente contro la Russia si contrappone l’imbarazzo di Von Moltke che sa benissimo che il piano prevede come prima cosa l’attacco alla Francia. Alla smentita di re Giorgio V di una neutralità inglese, von Moltke e il Kaiser ordinano di invadere il Lussemburgo. L’inghilterra aggiunge che un’invasione del Belgio la farebbe scendere in campo.

1914, 2 agosto – Mobilitazione della marina britannica. L’Italia si dichiara neutrale. Alle 19 la Germania invia un ultimatum al Belgio perché entro 12 ore consenta il transito delle sue truppe. Il Belgio rifiuta. La Turchia firma un patto con la Germania.

1914, 3 agosto – Alle 18.15 la Germania dichiara guerra alla Francia.

1914, 4 agosto – L’Inghilterra alle 19 consegna un ultimatum alla Germania che le impone di garantire entro le 23, ora di Londra, la neutralità del Belgio. Il ministro degli esteri tedesco Jagow non può che rispondere no, visto che dalle ore 16 le truppe tedesche avevano invaso il Belgio: le truppe germaniche stracciavano un “pezzo di carta” che aveva garantito la neutralità belga dal 1839. Alle ore 23.05 la Gran Bretagna dichiara guerra alla Germania.

1914, 5 agosto – Il Montenegro dichiara guerra all’Austria-Ungheria.

1914, 6 agosto – La Serbia dichiara guerra alla Germania e l’Austria-Ungheria alla Russia.

1914, 9 agosto – Il Montenegro dichiara guerra alla Germania.

1914, 11agosto – La Francia dichiara guerra all’impero austro-ungarico.

1914, 12 agosto – L’Inghilterra dichiara guerra all’impero austro-ungarico.

1914, 22 agosto – L’impero Austro-Ungarico dichiara guerra al Belgio.

1914, 23 agosto – Il Giappone dichiara guerra agli imperi centrali. La guerra diventa “mondiale”.

1914, 25 agosto – I Tedeschi bombardano Anversa e assediano la città.

1914, 26-30 agosto – Le truppe tedesche guidate da Von Hindenbur e Ludendorff infliggono a Tannenberg una pesante sconfitta alla II armata russa.

1914, 2 settembre – Il governo francese sposta la sede a Bordeaux visto che i Tedeschi sono a 40 km da Parigi.

1914, 5 settembre – Il Giappone invade la Cina.

1914, 5 – 12 settembre – I Francesi e alcune unità inglesi contrattaccano i tedeschi che erano giunti a pochi chilometri da Parigi, battendoli tra i fiumi Marna e Ourcq. Questa battaglia fa tramontare i sogni tedeschi di vincere la guerra in sei settimane, costringendoli a ripiegare prima dietro la Marna e poi attestarsi sull’Aisne, presso Soissons, dando il via ad una lunga guerra di trincea e di logoramento.

1914, 14 settembre - Il ministro della guerra tedesco generale Erich von Falkenhayn sostiusce il generale von Moltke.

1914, 7 - 14 settembre – I tedeschi di von Hindenburg battono nuovamente i Russi, presso i Laghi Masuri, causando pesanti perdite.

1914, 8 – 12 settembre – I Russi sconfiggono presso Leopoli le truppe austro-ungariche, sfondano il fronte ed invadono la Galizia.

1914, 15 ottobre – Il Montenegro dichiara guerra alla Bulgaria.

1914, 29 ottobre – La Turchia si schiera con gli imperi centrali ed attaca la Russia.

1914, 1-2 novembre – Russia e Serbia dichiarano guerra alla Turchia.

1914, 5 novembre – L’Inghilterra e Turchia si dichiarano guerra.

1914, 6 novembre – Gli austro-ungarici occupano Belgrado.

1914, 25 dicembre – Gli Italiani occupano Valona in Albania.

1915

1915, 22 aprile - Presso Ypres i Tedeschi utilizzano per la prima volta l’arma dei gas asfissianti.

1915, 26 aprile -  Stipula del Patto di Londra per l’ingresso in guerra dell’Italia a fianco della triplice inteasa, in cambio di compensi territoriali.

1915, 2 maggio - Tedeschi e Austriaci sbaragliano le armate russe nel settore di Gorlice-Tarnow. Quella che era iniziata come un’azione tedesca di allegerimento si trasforma in una grande avanzata che proseguirà sino ad ottobre.

1915, 7 maggio Sottomarini tedeschi affondano il transatlantico inglese Lusitania, causando anche numerose vittime statunitensi.

1915, 23 maggio -  Alle 23.30 circa due guardie confinarie italiane, Pietro Dell´Acqua e Costantino Carta, del 2° battaglione della Guardia di Finanza, a cui era affidata la vigilanza dei percorsi e dei ponti nei pressi del confine a Visinale del Judrio, esplodono alcuni colpi di fucile contro alcuni guastatori austriaci che cercano di minare il ponte di Brazzano, presso Cormòns.

1915, 24 maggio -  L’Italia entra in guerra contro gli imperi centrali. A Udine viene posto il Comando Supremo Generale nel nuovo Liceo Stellini. Alle ore 2, sulle pendici del monte Kolovrat, in località Solarie nel comune di Drenchia (UD), viene colpito a morte l’alpino udinese Riccardo Di Giusto della XVI Compagnia del Battaglione Cividale; 8° reggimento alpini. È il primo caduto italiano.

1915, 24 maggio -  Verso le ore 3, Porto Buso nella laguna di Grado (GO), viene bombardato dal Cacciatorpediniere italiano Zeffiro. Si registrano due morti.

1915, 26 maggio -  Il generale Cadorna stabilisce la sua residenza a Udine in Palazzo Belgrado. Vi rimarrà fino ai giorni di Caporetto.

1915, 30 maggio -  Re Vittorio Emanuele III stabilisce la propria dimora in Villa Linussa, a Martignacco (UD). Verrà ribatezzata Villa Italia.

1915, 5 giugno -  L’esercito italiano comincia le prime operazioni per passare l’Isonzo.

1915, 9 giugno -  L’esercito italiano occupa Monfalcone. La Direzione di Sanità della II Armata dispose l´installazione dei seguenti ospedali a Udine: Principale in via Pracchiuso; Contumaciale alla Caserma di Cavalleria verso Beivars; Tomadini in via Tomadini, nei locali dell´orfanotrofio; Renati in via Tomadini nei locali dell´Istituto Renati; Duodo in via Missionari nel Seminario Arcivescovile; Savorgnan in via Aquileia nella Caserma Savorgnan; Valvason in via Aquileia nella Caserma Valvason; Marco Volpe in via Asilo Marco Volpe; a Paderno nelle scuole comunali. Il Collegio Toppo viene destinato alla Croce Rossa.

1915, 23 giugno – 7 luglio - I battaglia dell’Isonzo.

1915, 5 luglio -  Gli Austriaci bombardano Cividale (UD) e San Daniele (UD) con aerei.

1915, 12 luglio -  Gli aerei italiani bombardano Gorizia.

1915, 18 luglio – 3 agosto - II battaglia dell’Isonzo.

1915, 20 agosto -  Primi bombardamenti aerei austriaci su Udine. Vengono posizionate alcune batterie antiaeree nel piazzale del castello.

1915, 21 agosto -  Ancora bombardamenti austriaci su Udine. L’Italia dichiara guerra all’impero Ottomano.

1915, 25 agosto -  Gli aerei austriaci bombardano Cividale (UD).

1915, 18 ottobre – 4 novembre - III battaglia dell’Isonzo

1915, 10 novembre – 2 dicembre - IV battaglia dell’Isonzo.

1916

1916, 16 gennaio -  Una squadriglia di idrovolanti, di ritorno da un’azione su Trieste subisce un grave incidente durante l’ammaraggio a Grado (GO). Tra l’equipaggio, in qualità di ufficiale operatore, sull'apparecchio pilotato dal tenente Luigi Bologna, c’è anche Gabriele D’Annunzio, che rimane quasi cieco (perde l'occhio destro). Durante la convalescenza redige un «commentario delle tenebre».

1916, 19 gennaio -  Aerei austriaci bombardano nuovamente Udine.

1916, 21 gennaio -  Gli aerei austriaci bombardano Dogna (UD).

1916, febbraio -  A partire dal febbraio 1916, nel grande complesso dove fin dal 1904 era stato istituito l’Ospedale psichiatrico provinciale, venne adibito a ospedale militare con reparti per neuropsicopatici, “autolesionisti” e malati in genere di medicina e chirurgia, per un totale di circa 1.400 degenti.

1916, 3 febbraio -  Gli austriaci bombardano Grado (GO) con aerei.

1916, 14 febbraio -  Gli austriaci bombardano Latisana (UD) con aerei.

1916, 21 febbraio - In Francia comincia la battaglia di Verun.

1916, 27 febbraio -  Gli austriaci bombardano Grado (GO) con aerei.

1916, 9 - 15 marzo - V battaglia dell’Isonzo.

1916, 31 marzo -  Velivoli austriaci sorvolano Udine ad alta quota.

1916, 1 aprile -  Gli austriaci bombardano Aquileia (UD) con aerei.

1916, 2 aprile -  Velivoli austriaci sorvolano Udine ad alta quota.

1916, 7 aprile -  Bombardamento austriaco su Udine. Vengono abbattuti nei pressi della città due aerei.

1916, 10 aprile -  Gli austriaci bombardano Grado con aerei.

1916, 16 aprile -  Bombardamento aereo austriaco su Udine e Grado (Go).

1916, 17 aprile -  Gli italiani bombardano Trieste con aerei.

1916, 20 aprile -  Gli Italiani bombardano Trieste con aerei.

1916, 15 maggio -  Bombardamento aereo su Udine. Gli aeroplani austriaci vengono messi in fuga da nostri velivoli. Comincia l'offensiva austriaca sul fronte degli altipiani trentini nota in seguito come Strafexpedition (spedizione punitiva). Il fronte viene sfondato nel settore di Asiago (VI).

1916, 16 maggio -  Bombardamento aereo austriaco su Udine.

1916, 4 giugno Su ordine dello Zar Nicola II, il generale russo Aleksej Brusilov inizia una possente offensiva su un fronte di 500 km nel settore Austro-Ungarico, che va dalle paludi del Pripet fino in Bucovina. 630 mila uomini attaccano con forza, penetrando in profondità nelle linee e causando una ritirata generale. Come conseguenza si ha un allegerimento della pressione sui fronti occidentali, con ritiro di unità austro-tedesche dal settore di Verdun e soprattutto dal settore degli Altipiani trentini, rallentando la Strafexpedition.

1916, 16 giugno Successo della controffensiva italiana.

1916, 1 luglio -  Comincia la battaglia della Somme

1916, 4 - 17 agosto -  VI battaglia dell’Isonzo. Gli Italiani entrano a Gorizia.

1916, 28 agosto -  L’Italia dichiara guerra alla Germania. La Romania si allea con la triplice intesa

1916, 29 agosto - Il comandante dell’esercito tedesco von Falkenhayn viene sostituito da von Hindenburg.

1916, 14 – 17 settembre - VII battaglia dell’Isonzo.

1916, 16 settembre - Sulla Somme, a mezzo degli Inglesi fanno per la prima volta la loro comparsa i carri armati.

1916, 20 settembre - Si esaurisce la grande offensiva di Brusilov. Circa un milione e mezzo di austro-ungarici è messo fuori combattimento (circa 400.000 prigionieri). Con 500.000 perdite da entrambe le parti, la più grande offensiva della triplice intesa nell’intero arco della guerra si inserisce anche come una tra le più sanguinose battaglie della storia.

1916, 9 – 12 ottobre - VIII battaglia dell’Isonzo.

1916, 31 ottobre – 4 novembre - IX battaglia dell’Isonzo.

1916, 22 novembre - Muore l’imperatore Francesco Giuseppe, a cui succede Carlo I.

1916, dicembre -  Giuseppe Ungaretti pubblica presso lo Stabilimento Tipografico Friulano una raccolta di poesie, curata dall’amico Ettore Serra, dal titolo “Il porto sepolto”. La tiratura è di 80 copie.

1916, 6 dicembre - Lloyd George è il nuovo primo ministro inglese. Le truppe tedesche entrano irrompono in Romania e occupano Bucarest.

1916, 13 dicembre - Il generale Robert Georges Nivelle viene nominato capo dell’esercito francesce al posto di Joseph Joffre.

1917

1917, 26 gennaio -  Giuseppe Ungaretti, a Santa Maria La Longa, scrive la brevissima poesia Mattina: “M’illumino d’immenso”. La poesia è ispirata dall’arrivo del poeta sulla cima del San Michele (agognata meta di molte battaglie con la dura vita di trincea) da cui si vede il mare.

1917, 3 febbraio - A seguito della guerra sottomarina tedesca, gli Stati Uniti interrompono le relazioni diplomatiche con la Germania.

1917, 8 marzo - Inizia la rivoluzione in Russia.

1917, 15 marzo - Lo zar Nicola II abdica.

1917, 2 aprile - Gli Stati Uniti dichiarano guerra alla Germania.

1917, 29 aprile - Il generale francese Philippe Petain viene nominato capo di stato maggiore.

1917, 12 maggio – 5 giugno - X battaglia dell’Isonzo.

1917, 26 giugno - Le prime truppe statunitensi sbarcano in Francia.

1917, 1 luglio - Offensiva russa in Galizia, guidata dal generale Brusilov, ordinata dal Ministro della Guerra del Governo Provvisorio Russo: Aleksandr Kerenskij.

1917, 15-16 luglio – Ammutinamento a Santa Maria la Longa (UD) di alcuni reparti della Brigata Catanzaro, della III Armata. Notte di guerriglia. Al mattino, domata la rivolta, vengono fucilati 4 soldati per flagranza e 12 scelti per decimazione. È l’episodio di questo tipo più rilevante accaduto nell’esercito italiano.

1917, 19 luglio - Contrattacco delle truppe austro-tedesche in Galizia, che fa crollare il fronte russo. In 4 giorni i Russi arretrano di 240 km.

1917, 29 luglio -  Il Re Vittorio Emanuele III sancisce la nascita dei Reparti d’Assalto. Vengono addestrati in località Sdricca presso Manzano (UD).

1917, 1 agosto - Papa Benedetto XV si appella ai popoli invitandoli a fermare “l’inutile strage”.

1917, 17 – 31 agosto - XI battaglia dell’Isonzo.

1917, 27 agosto -  Alle ore 10 esplode la polveriera di Sant’Osvaldo a Udine. Una vasta area a sud della città viene distrutta. Venticinque morti tra i civili e molti altri tra i militari (numero secretato dalla censura militare).

1917, 3 settembre - I Tedeschi occupano Riga sul Baltico.

1917, 20 ottobre -  A Udine, dalla mattina si sentono potentissimi rombi di cannone provenienti da dietro il Matajur. Continueranno fino al 24.

1917, 24 ottobre -  XII battaglia dell’Isonzo. Alle ore 2.00, offensiva austro-tedesca con uso di gas. Alle 3 del pomeriggio i tedeschi entrano a Caporetto. A mezzogiorno cessa l’eco delle artiglierie. A Udine si presume che sia avvenuto qualche cosa di grave. Cominciano i primi sfollamenti.

1917, 25 ottobre -  Verso le ore 11, a Udine, a Est, compaiono le prime truppe italiane che entrano da Via Cividale, presso porta Pracchiuso. Vanno via via ingrossandosi. L’aspetto della truppa col passare del tempo si fa sempre più lacero e disordinato. Questa ritirata continua, circa, fino a mezzogiorno del 27.

1917, 26 ottobre -  Il Sindaco di Udine espone un proclama che invita alla calma. È tuttavia una conferma dell’ora tragica. Il Re lascia Villa Italia di Martignacco (UD) alle 17,30 per salire su un treno speciale a Basiliano (UD).

1917, 27 ottobre -  Abbandono della città da parte delle autorità. Sospensione dell’attività industriale e del servizio di tram. Parte l’ultimo tram per San Daniele che porta in salvo il Vescovo. Una folla si accalca al buio per entrare in stazione. Una bolgia che mescola pianti e grida al rombo lontano dei cannoni e al rumore degli aeroplani. In Viale Venezia una fiumana di civili e militari si dirige verso Ovest.

1917, 28 ottobre -  Per tutta la giornata e la notte si combatte nella città tra gli Jäger della 26a divisione di von Berrer e gli arditi del I reparto d´assalto della II Armata. Parte alle 11 l’ultimo treno Italiano da Udine.

1917, 29 ottobre -  Nelle prime ore, il comando germanico prende possesso di Udine. Inizia un saccheggio indiscriminato in città

1917, novembre -  A Udine i tedeschi vengono raggiunti dai reparti austro-ungheresi. La città viene divisa in due settori: la parte nord ai tedeschi; la parte sud agli austriaci. All’arrivo degli austriaci, comincia una selvaggia e feroce requisizione, un vero saccheggio che vide anche numerose violenze nei confronti delle donne. Le strade della città sono cosparse di arredi privati e macchinari industriali. Dopo qualche giorno, i comandi occupanti decidono di attuare le requisizioni in maniera più sistematica e ordinata. I materiali bellici conservati nell’oratorio di San Valentino sono tenuti nascosti dal parroco e così rimangono per dieci mesi, fino a quando l’istallazione di un posto di gendarmeria nei pressi portò a scoprirne il contenuto. Le porte furono divelte e i gendarmi asportarono tutto il contenuto che ammontava a circa 100.000 lire d'allora. Le campane vennero fatte precipitare dalla sommità del tetto. L’energico intervento del parroco, con regolamento del comando austriaco alla mano, fece si che i soldati fossero costretti a riparare il danno.

1917, novembre -  A Udine, i tedeschi s´insediano nel palazzo del Monte di Pietà in via Mercatovecchio, mentre gli austriaci nel palazzo comunale in piazza Contarena. Il Comando militare austriaco viene posto in Via Aquileia 43. Fu costituito un Comitato Cittadino i cui membri più influenti furono il conte Giuseppe Orgnani Martina, Bindo Chiurlo, Guido Sandri, Monsignor Giovanni Mauro, con il compito di limitare le sopraffazioni dei comandi di von Below e von Batoki che considerarono le case degli assenti (31.000 su 35.000 residenti) come res nullius, quindi totalmente a disposizione dei Comandi occupanti.

1917, 6 novembre - In questa data, corrispondente nel calendario russo al 24 ottobre, i bolscevichi guidati da Lenin prendono il potere in Russia.

1917, 9 novembre - Il Generale Armando Diaz viene nominato capo dell’esercito al posto di Luigi Cadorna. Gli vengono affiancati due sottocapi di Stato Maggiore: Gaetano Giardino e Pietro Badoglio.

1917, 13 – 26 novembre - Si svolge sul Monte Grappa la cosiddetta I battaglia del Piave.

1917, 7 dicembre - Gli USA dichiarano guerra all’ Austria-Ungheria.

1917, 10 dicembre - Il Capitano di Corvetta Luigi Rizzo, guida una squadriglia di MAS nel porto di Trieste ed affonda la corazzata guardacoste Wien.

1918

1918, 3 gennaio - Woodrow Wilson, presidente degli Stati Uniti, presenta i suoi 14 punti per il mantenimento della pace mondiale.

1918, gennaio -  Il comando della città di Udine viene assunto dal generale Rohn von Verbas che inizia la requisizione di ogni tipo di metallo e oggetto utile al mantenimento delle truppe. La Loggia del Lionello viene trasformata in Caffé per gli ufficiali austriaci.

1918, 3 marzo - Germania e Russia firmano il trattato di pace di Brest-Litovsk.

1918, 21 marzo - Offensiva tedesca sulla Somme.

1918, 26 marzo - Il generale Ferdinand Foch viene nominato comandante supremo delle forze dell’intesa.

1918, 8 maggio - L’intesa firma un trattato di pace con la Romania.

1918, 26 maggio -  Bombardamento aereo italiano sugli impianti ferroviari di Udine, che però non arreca particolari danni.

1918, 10 giugno - Luigi Rizzo con dei MAS affonda la corazzata Santo Stefano (Szent István).

1918, 15 – 22 giugno - Si combatte la battaglia del Solstizio o II battaglia del Piave. Gli Austriaci provenienti da Pieve di Soligo e Falzà attaccano le linee italiane oltre il Piave, sul Montello. La rapida e tenace controffensiva italiana, supportata da artiglierie francesi, tramuta l’avanzata in una disfatta che fa perdere agli Austriaci circa 150.000 uomini. L’impero austro-ungarico comincia a vacillare. Viene ucciso l’asso degli assi: il pilota italiano Francesco Baracca.

1918, 13 luglio -  Sono abbattute le campane del Duomo di Udine e di tutte le chiese. Si arriva alla requisizione della biancheria personale e a ridurre la razione di farina a 80 grammi giornalieri. Praticamente l´esercito austriaco dove recuperare in Friuli e nel Veneto occupato la gran parte del cibo e del vestiario di cui necessita perché gli approvvigionamenti dall´impero erano praticamente nulli: un esercito di oltre un milione di soldati vive sopra una popolazione di un milione di civili. I danni dell´occupazione miltare sono enormi.

1918, 15 - 26 luglio - Seconda battaglia della Marna. I tedeschi vengono fermati.

1918, 16 luglio - Lo zar Nicola II e la sua famiglia vengono fucilati a Ekaterinburg.

1918, 8 agosto - Il fronte tedesco viene sfondato presso Amiens.

1918, 9 agosto - Gabriele D’Annunzio vola con la squadriglia della Serenissima sopra Vienna, lanciando volantini tricolori inneggianti all’Italia.

1918, 29 settembre - La Bulgaria si arrende.

1918, 24 ottobre - Gli Italiani attaccano gli Austriaci puntando su Vittorio Veneto. Comincia l’ultima grande offensiva italiana.

1918, 25 ottobre -  Mons. Luigi Faidutti, orignario di San Leonardo (UD) ribadisce la richiesta dell'autonomia e del diritto all'autodeterminazione per il popolo friulano in un famoso discorso pronunciato alla Camera di Vienna, che concluse con le prime e ultime parole pronunciate in friulano al parlamento di Vienna: «Se ducj nus bandonin, nus judarìn bessôi. Dio che fedi il rest. No uarìn che nissun disponi di nô, sensa di nô.» (Se tutti ci abbandonano, ci aiuteremo da soli. Dio faccia il resto. Non vogliamo che nessuno disponga di noi, senza di noi).

1918, 29 ottobre - Serie di ammutinamenti nella marina tedesca.

1918, 31 ottobre - La Turchia firma l’armistizio.

1918, 2 novembre - Gli Italiani affondano la corazzata Viribus Unitis, ammiraglia della flotta austro-ungarica.

1918, 3 novembre -  I bersaglieri sbracano a Trieste dal cacciatorpediniere Audace sul molo San Carlo. In base alla delegazione del Capo di S.M. dell’esercito del 2 novembre, il generale Carlo Petitti di Roreto assume a Trieste la carica di Governatore Militare della Venezia Giulia. Il governatorato ebbe, nelle zone occupate dall’esercito italiano, i poteri in materia civile già spettanti all’autorità politica provinciale austriaca. Una pattuglia del III Reggimento del Savoia Cavalleria, comandata dal ten. Baragiola, entra per prima a Udine, salutata dai cittadini ammirati. Le truppe italiane entrano a Trento.

1918, 4 novembre -  Trieste e Gorizia diventano italiane. A sud di Udine cade anche l’ultimo italiano: il caporalmaggiore Giuseppe Pezzarossa, 19 anni della 1° Sezione del 25° reggimento Lancieri di Mantova, colpito da una pallottola in fronte alle ore 15: morì mentre i trombettieri suonavano il "cessate il fuoco. Italia e Austria firmano l’armistizio di Villa Giusti. Moti rivoluzionari in Germania.

1918, 6 novembre - Nasce la Repubblica di Polonia.

1918, 9 novembre - Il Kaiser Guglielmo II abdica. La Germania diventa repubblica.

Il dopoguerra

1919, 28 giugno -  Trattato di Versailles. La Germania deve restituire l’Alsazia e la Lorena alla Francia ed inoltre permettere lo sfruttamento carbonifero della Saar. Perde tutti i possedimenti coloniali che vengono spartiti tra Francia ed Inghilterra. Deve cedere alla Polonia il corridoio di Danzica. Deve risarcire tutti i danni di guerra. Deve sciogliere l’esercito. Smilitarizzazione della Romania. Cedere alla Cecoslovacchia il territorio dei suddetti. Diventa inoltre repubblica con il divieto di unirsi all’Austria.

1919, 10 settembre -  Trattato di S. Germain: ultime definizioni territoriali. Disgregazione dell’Impero Austro-Ungarico. Nascono Jugoslavia, Ungheria, Cecoslovacchia e Polonia. L’Austria diventava un piccolo territorio con capitale Vienna, di governo repubblicano e con il divieto di unirsi alla Germania.

1919, 12 settembre -  D’Annunzio occupa Fiume con 7.000 volontari partiti da Ronchi, instaurando la Reggenza italiana del Carnaro.

1920, 4 giugno -  Trattato di pace di Trianon con l’Ungheria. Il Carnaro viene assegnato all’Italia.

1920, 12 novembre -  Firma del Trattato di Rapallo che annette all'Italia i territori occupati.

1921, 20 agosto -  Il ministro della guerra, on. Gasparotto, emana le prime disposizioni per la pianificazione ed organizzazione delle "solenni onoranze alla salma senza nome di un soldato caduto in combattimento alla fronte italiana nella guerra italo-austriaca 1915-1918". Il ministro dispose la costituzione di una commissione, presieduta dal Ten.Gen. Paolini (ispettore per le onoranze alle salme dei caduti) e della quale dovevano far parte il col. Paladini (capo ufficio dell'ispettorato stesso), un ufficiale superiore medico designato dall'ispettore e quattro ex combattenti (un ufficiale, un sottufficiale, un caporale e un soldato) designati dal sindaco di Udine. Circa l'esumazione della salma, le disposizioni prescrivevano che le ricerche dovessero essere effettuate nei tratti più avanzati dei principali campi di battaglia: Monfalcone, S. Michele, Gorizia, Alto Isonzo, Cadore, Asiago, Pasubio, Tonale, Monte Grappa, Montello, Capo Sile, designando, per ciascuna zona, una salma di esumarsi alla presenza della commissione. Le salme dovevano essere collocate in bare di legno grezzo, di forma e dimensioni identiche, fatte allestire a Gorizia. Per ogni esumazione doveva redigersi un processo verbale per evidenziare tutte le cautele adottate. Le operazioni dovevano concludersi entro il 27 Ottobre e, per la stessa data, dovevano essere fatte giungere alla cattedrale di Aquileia; la cerimonia era fissata per il successivo giorno 28 e prevedeva, dopo la benedizione di tutte le salme, che la madre di un caduto non riconosciuto avrebbe designato la bara da prescegliere.

1921, 28 ottobre -  Cerimonia ad Aquileia per la scelta del milite ignoto. Per questo triste compito fu designata una popolana di Trieste, Maria Bergamas, il cui figlio Antonio aveva disertato dall'esercito austriaco per arruolarsi volontario in quello italiano, cadendo in combattimento senza che il suo corpo fosse identificato. Al termine, la cassa con il " Milite Ignoto" fu collocata in una cassa di zinco e quindi racchiusa in una bara speciale fatta allestire dal ministero della guerra ed inviata, per l'occasione, ad Aquileia. Quanto alle salme dei rimanenti dieci soldati ignoti veniva disposto che rimanessero fino al 4 Novembre nella cattedrale di Aquileia, vegliate da un picchetto d'onore e quindi tumulate, in forma solenne, nel Cimitero dei Caduti, retrostante la cattedrale stessa. Per il trasferimento a Roma del feretro, si dispose l'allestimento di un treno con in testa un carro speciale sul quale doveva essere collocato un affusto di cannone, e su questo la bara.

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