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Dolegna del Collio - Chino Ermacora canta la Lonzano di Zorutti

Lonzano è una frazione del Comune di Dolegna del Collio in provincia di Gorizia, dove nel 1792 nacque Pietro Zorutti: uno dei maggiori poeti friulani. Merita ricordare quanto scrisse Chino Ermacora nel suo libro “Vino all’ombra”:

Ogni buon Friulano, almeno una volta nella vita dovrebbe salire alla casa dov’è nato Pietro Zorutti.

Osteria propriamente non c’è, ma i vini non vi mancano, anzi sono ottimi. Vi assaporerete poi a pieni polmoni “quel odore di frutti denso che spira dal Collio”, come dice un grande ammiratore del Friuli e dello Zorutti: Gabriele D’Annunzio. Fermi presso la chiesetta di San Giacomo, l’occhio vostro spazierà sopra un paesaggio favoloso. Due tigli piantati dal poeta vi saranno larghi d’ombra, come larga d’ospitalità vi sarà sempre la casa, sulla cui facciata un’iscrizione ricorda:

 

Pietro Zorutti

qui aperse gli occhi

alla luce del suo Friuli

del quale tutta sentì e disse

la poesia

 
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La casa natale di Pietro Zorutti a Lonzano
(Foto Giorgio De Zorzi)

E proprio nella camera dov’è nato, destinata a custodire le memorie, si leggono questi versi, da lui scritti a matita sul muro, quando salì a rivederla nel 1847:

 

Con la presente si fa nota

che l’anno settecentonovantadue

in questa casa nacque Pier Zorutti

e tosto fece le occorenze sue.

 

Ma lo scherzo doveva cedere a un sentimento d’improvvisa commozione. Sul punto di ripartire aggiunse:

 

Terra natale, addio,

vivrai nel pensier mio!

 

Uscirete quindi sul verone, da cui appare il profilo del Monte Nero e del Corada, del Monte Santo e del Sabotino, del Veliki e del Faiti, del Carso e del mare. Sulle prossime alture decine di paesini con gli aguzzi campanili che vigilano i pendii coltivati a vigne e a frutteti. Un’apertura a mezzogiorno scopre la pianura dominata dalla torre di Aquileia e la pineta del Belvedere che nasconde Grado.

Degni del paesaggio i vini, al punto che se la buon’anima di siòr Pieri potesse rigustarli, chi sa che ditirambo sprizzerebbe dalla sua penna in onore di Ottorino Carnelutti, sapiente restauratore della casa e delle vigne.

Dell’edificio dove nacque il poeta, detto Castello Zorutti, rimangono in forma originale alcune parti di mura esterne. Il complesso fu ristrutturato radicalmente senza però tradire l’impianto originale.  

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