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Il Milite Ignoto

Finita la Grande Guerra, in tutta Europa ci si rese conto di quanto questa fosse stata una immane tragedia e di quanto caro fosse stato il prezzo pagato dagli stati e dai soldati con i loro sacrifici. Anche in Italia, analogamente a quanto avvenne in Gran Bretagna, Francia e Belgio si desiderò celebrare la memoria di chi non ritornò più dal fronte, morto e disperso su uno dei tanti campi di battaglia, forse senza ricevere una degna sepoltura. Si volle riunire il tributo a questi caduti rappresentandoli idealmente tutti nella figura del Milite Ignoto.

Il cerimoniale dai contenuti altamente simbolici fu studiato e proposto nell'agosto del 1920 da quello che per primo ebbe l'idea: il colonnello Giulio Douhet. Il disegno dilegge fu discusso e approvato nel 1921 dopo la relazione dell'On. De Vecchi. Si sarebbero scelte 11 salme prese da altrettanti campi di battaglia e tra queste individuata una da tumulare a Roma nel Vittoriano, sotto la statua equestre di Vittorio Emanuele.

Nell'agosto di quell'anno il ministro della guerra Gasparotto diede incarico al sindaco di Udine Luigi Spezzotti di nominare una commissione per individuare le undici salme. Vennero scelti quattro membri tutti reduci di Guerra decorati più, a presiedere, il tenente generale Paolini. Vennero nominati anche quattro supplenti. La commissione operò bene e celermente: venne scelta una salma per ognuna delle seguenti zone: Rovereto, Dolomiti, Altipiani, Grappa, Montello, Basso Piave, Cadore, Gorizia, Basso Isonzo, San Michele, tratto da Castagnevizza al mare.

Le salme vennero raccolte a Gorizia, da dove avrebbero raggiunto Aquileia entro il 27 ottobre. Il 28 ottobre 1921 si tenne la solenne cerimonia, il cui nucleo centrale era rappresentato dalla scelta della salma, operata da Maria Bergamas, donna triestina madre di Antonio, che disertando dall'esercito austriaco si era arruolato in quello italiano per combattere in Trentino e caduto sull'Altipiano di Asiago senza poter essere riconosciuto. Rappresentava idealmente tutte le madri d'Italia.

Il cerimoniale prevedeva che Maria Bergamas, accompagnata da quattro medaglie d'oro, scegliesse una delle undici bare di legno grezzo gettando su di essa un fiore bianco. Contravvenne al cerimoniale appoggiando sopra alla seconda bara il suo velo a lutto. La bara scelta fu posta in una cassa speciale predisposta dal ministero e collocata su un affusto di cannone trainato da cavalli addobbati a lutto e accompagnata da reduci decorati al valore e più volte feriti su in un carro ferroviario disegnato dall'architetto Cirilli. Le altre dieci salme vennero vegliate nella Basilica di Aquileia da un picchetto d'onore e il 4 novembre sepolte nel cimitero degli eroi, dietro all’edificio sacro. Nel 1952 anche Maria Bergamas verrà qui inumata.

Il Cimitero degli Eroi ad Aquileia (Foto Giorgio De Zorzi)

Il convoglio ferroviario del Milite Ignoto partì alle ore 8.00 del 29 ottobre e percorse la linea Aquileia-Udine-Venezia-Bologna-Firenze-Roma con andamento molto lento e fermando in 120 stazioni. La folla assiepata alle stazioni e lungo la linea si inginocchiava a rendere deferente omaggio. Giunta a Roma alla mattina del 2 novembre, venne trasportata da un gruppo di decorati di medaglia d'oro sino alla Basilica di S. Maria degli Angeli e poi, il 4 novembre 1921, ci fu la cerimonia di tumulazione.

 

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