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Udine - Tempio Ossario

Sul lato destro del Piazzale XXVI Luglio, a Udine, si trova il Tempio Ossario dei Caduti d’Italia.

Fu dal 1919 che a Udine si cominciò a a ragionare sul come onorare la memoria dei caduti nella grande guerra appena finita. Tributo ritenuto sacro sia per la funzione svolta dalla città nella guerra sia per la vicinanza del fronte degli eventi bellici.

Inoltre la consapevolezza sempre maggiore del tremendo sacrificio che i soldati avevano dovuto affrontare, in una guerra che avveva assunto i caratteri della totalità. Un inaspettato aspetto oscuro della modernità osannata all’inizio del secolo, che che aveva segnato profondamente la coscienza di tutti gli Europei.

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Promotore ne divenne mons. Clemente Cossettini, parroco della parrocchia di San Nicolò in Via Zanon dal 1913 e reduce di guerra. Egli immaginò la costruzione di una nuova sede parrocchiale al posto di quella vetusta che contemporaneamente potesse assolvere al voto di memoria verso i soldati. Iniziò quindi una raccolta di fondi “pro erigendo Tempio Votivo ai Caduti”.

Il 12 luglio 1925 venne benedetta la prima pietra del Tempio votivo, da costruirsi secondo il progetto di ispirazione barocca di Provino Valle, in un terreno acquisito anche con l’aiuto della Curia.

Nel 1927 l’edificio era a buon punto quando si presentò l’occasione di trasformarlo in Tempio Ossario, a seguito di una legge che voleva favorire la raccolta delle salme sparse in più di duecento cimiteri del Friuli. Si procedette perciò all’addattamento del progetto su disegno dello stesso Provino Valle, a cui nel 1930 venne affiancato dal commissario per le onoranze ai caduti l’architetto Alessandro Limongelli di Roma.

Il nuovo edificio perdeva l’originale impronta barocca per una monumentalità più vicina ai nuovi canoni estetici che si andavano imponendo. Si prevedeva inizialmente di raccogliere in esso circa 20.000 caduti. Il progetto venne accettato nel 1932, stesso anno in cui il Limongelli morì.

Entro le sue mura trovarono così riposo ben 25.000 salme di Caduti. Nel 1932 la sede della vicina parrocchia di S. Nicolò fu trasportata nel nuovo Tempio Ossario. Fu inaugurato il 22 maggio 1940 e mons fece a tempo a vederne la realizzazione prima della sua morte nel 1941.

La facciata in pietra ricerca uno sviluppo in altezza per richiamare la grandiosità dell’edificio e dialogare con la grande cupola. Nell’arco del portale d’ingresso si trova una Pietà in gesso e terracotta opera di Luciano Del Zotto (1960). La vetrata colorata è opera di Arrigo Poz (1993) e dall’interno se ne apprezzano le scelte cromatiche. 

Silvio Olivo aveva vinto il concorso, nel 1938, per i bozzetti delle grandi statue dell'Alpino, del Fante, dell’Aviatore e del Marinaio, da porre a “guardia” del portale. Dovevano originariamente essere in bronzo, ma vennero realizzate in pietra nel 1950, con risultato purtroppo mediocre.

La cupola è alta 64 m ed è rivestita di piasatre in rame. La sovrasta una cuspide che sorregge una croce dorata.

L’interno, grandioso e severo, si sviluppa su una pianta a croce latina secondo la tradizione basilicale. La penombra, sottolineando la maestosità del luogo, vuole indurre ad un clima di raccoglimento. Tra le opere d’arte troviamo tre opere provenienti dalla chiesa di via Antonio Zanon: “Madonna con bambino e tre Santi” di Palma il Giovane (1620-1628); “Madonna e Ss. Nicola e Giovanni Battista” di Francesco Bassano (1608-1609); Apparizione della Vergine a San Filippo Neri di Antonio Balestra (second metà del XVII secolo).

Al centro del presbiterio “Crocifisso e Santi”, opera bronzea circondata dal marmo rosso di Aurelio Mistruzzi (1939). Sempre suoi i due altorilievi dell’altare. La Via Crucis è formata da altorilievi dell’artista Giannino Castiglioni (1937). Nel catino absidale un grande Cristo Risorto fatto a mosaico, opera di Fred Pittino (1969).

La cripta, come gli sfondi delle navate è rivestita di marmi che portano incisi i 25.000 nomi di militari esumati nei cimiteri di guerra del Friuli, caduti nella prima guerra mondiale.

 

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