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Cividale del Friuli - Palazzo dei Provveditori veneti

Il Palazzo dei Provveditori Veneti o del Pretorio si trova in Piazza Duomo a Cividale del Friuli, comune in provincia di Udine.

Nel 1553, Venezia decise di creare a Cividale un provveditorato per il territorio, separato da Udine. Questo Provveditore necessitava di una sede e quindi nel 1559 si decise di realizzare questo palazzo e tra il 1565 e il 1596 si procedette alla costruzione della parte principale, su un progetto, sembra, di Andrea Palladio (le linee comunque appaiono chiaramente ispirate allo suo stile). Il luogo venne scelto perché qui in precedenza sorgevano le rovine dell’antico palazzo Patriarcale, lesionato dal terremoto del 1511.

Se comunque il Provveditore cominciò ad abitarlo dal 1585, anche se non nel piano nobile, ma al piano terra, solo dal 1607 in poi tutte le figure ufficiali facenti parte la “corte” del pretorio vi posero i loro alloggi. Con il completamento delle scuderie nel 1615 può considerarsi terminato.

Qui si tenevano le udienze e si svolgevano le funzioni pretoriali, ma vi era anche il luogo in cui si riuniva l’arengo dei contadini per la zona di Cividale.

La Repubblica di Venezia nel 1779 deliberò di cedere il palazzo alla Comunità della città ducale che lo elesse a sede del consiglio dal 1796. Durante governo austriaco divenne sede di alcuni uffici pubblici e per varie funzioni amministrative.

Dal 1895 sino a pochi anni fa, il palazzo ospitava la Pretura. In seguito, integralmente ristrutturato, dal 1990 ospita il Museo Archeologico Nazionale.

Il palazzo è di due piani: quello inferiore più alto ha un sottoportico con dieci pilastri in massiccio bugnato rustico e tre portali d'ingresso.

La parte superiore ha tre finestre divise da lesene rettangolari e al centro tre finestre curvate In questo palazzo si sono avvicendati oltre 150 provveditori veneti e 19 di essi hanno lasciato epigrafi, busti e stemmi che costellano la facciata. Le iscrizioni prima del 1596 sarebbero opera di Marcantonio Nicoletti e Maffio Locatelli. Tra i busti spiccano quello in alto a destra di Andrea Pisano (1609-1610) e sotto, quello centrale di Santo Contarini (1588- 1590).

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