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Udine - Piazza XX Settembre

L’area dove oggi si trova Piazza XX Settembre era occupata dal palazzo della famiglia della Torre o Torriani. Il palazzo che vi sorgeva fu una prima volta demolito il 27 febbraio del 1511, durante la famosa rivolta del Giovedì Grasso, promossa dai Savorgnan, che avevano particolarmente in odio i della Torre. In seguito il palazzo fu ricostruito dal conte Girolamo della Torre nel 1540. Venne poi venduto nel 1580 al mercante di origine tedesca Martino Marchesi, che provvide ad arricchire il palazzo con statue ed arredi. Questi però non ebbe eredi ed il palazzo rientrò tra le proprietà dei della Torre.

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Rimase proprietà dei della Torre sino alla sua confisca e demolizione, pena accessoria al bando ed alla condanna a morte del conte Lucio Antonio della Torre, emanata il 17 luglio 1717, per ordine del supremo Consiglio dei Dieci, dopo che si era reso colpevole di moltissimi reati di sangue e aver creato una banda che spadroneggiava in tutto il Friuli costituendo un autentico contropotere.

Nell’agosto del 1717 si procedette alla demolizione, con il Luogotenente Giovanni Sagredo che diede i primi colpi di piccone. Venne eretta una colonna a testimonianza dell’infamia scesa su quella famiglia. Il fondo venne quindi detto del “Fisco Turian”.
Furono salvate solo due statue del giardino, raffiguranti Ercole e Caco, che vennero poste in Piazza della Libertà dove si trovano tuttora. C’era poi la cappella del palazzo, ora demolita, che venne donata alla Confraternita dei Bombardieri che la dedicarono a Santa Barbara.

Nel 1797, con l’arrivo dei Francesi ci fu la caduta della repubblica Veneta. Nella notte tra il 28 e 29 luglio di quell’anno la colonna a memoria dei delitti del conte Lucio, venne abbattuta. I della Torre ottennero la restituzione del fondoche fu adibito a mercato privato dei polli, del pesce e di altre cose.

Questo fondo fu venduto poi alla famiglia Antivari nel 1864, che la cedette alla famiglia Angeli, che a sua volta la vendette al Comune nel 1868. L’amministrazione decise di adibirla, dopo averla livellata e selciata, alla vendita delle granaglie e venne perciò chiamata "Plàzze dai Grans" (Piazza dei Grani). Il mercato che si teneva ogni mattina era tra i più frequentati di Udine. Il 7 settembre 1895, con delibera del consiglio comunale, fu intitolata al XX Settembre 1870, data che ricorda l’ingresso dei bersaglieri a Roma attraverso la breccia di Porta Pia.

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Nel lato nord di Piazza XX Settembre c’era la casa Angeli che fu abbattuta nel 1917 dopo un bombardamento che l'aveva danneggiata, per far posto al palazzo INA, eretto su progetto di Provino Valle. La sistemazione della piazza che, è sopraelevata da due lati, si deve a vari interventi, di cui l’ultimo nel dopoguerra. Nell’angolo nord-est si trova la “vera” di un pozzo, costruita nel 1588, sulla quale, verso l’alto, si vede il monogramma della Confraternita di S. Maria dei Battuti.

Nel 2008, l’amministrazione comunale ha deciso di destinare l’area da parcheggio a mercato, trasferendo quello che si tiene abitualmente in Piazza Matteotti. Il 6 aprile 2010, la ditta Simonetti SNC su incarico della Soprintendenza alle Belle Arti, diretta dall’archeologa Angela Borgazoni, ha effettuato una serie di carotaggi nel sottosuolo di varie zone della piazza, alla ricerca delle tracce dell’antica chiesa di Santa Barbara e di altre costruzioni del passato, raggiungendo una profondita di 2.60 m sotto il plateatico.

Nell’estate del 2010 è cominciato il rifacimento da parte del Comune di Udine di Piazza XX Settembre, che prevedeva la nuova lastricatura e l’istallazione di elementi di servizio tecnici e per eventuali venditori. Il 23 dicembre 2010 la nuova piazza è stata inaugurata.

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Bibliografia

Della Porta, Giovanni Battista; Toponomastica storica della città e del Comune di Udine - A cura L. Sereni, G. Frau.; 1991; Udine; Società Filologica Friulana;

Messaggero Veneto; Trovati i resti della chiesa di Santa Barbara; Giacomina Pelizzari; 07/04/2010; Udine.

 

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