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Udine - Giardino Ricasoli

Il Giardino Ricasoli si trova a Udine in piazza Patriarcato, di fronte al palazzo Arcivescovile. Si tratta di un bel giardino pubblico, contornato dalla Roggia di Palma e intitolato al barone Bettino Ricasoli, secondo presidente del Consiglio italiano (1809-1880).

Si estende su una superficie di circa 9000 mq, in rilievo rispetto al piano circostante, che secondo alcuni studiosi rappresenta i resti del castelliere che sorgeva dove poi nacque Udine o la terra di riporto dovuta allo scavo della roggia.

L’area dove si trova il Giardino Ricasoli era un tempo destinata ad orto ed era di pertinenza delle case Colloredo, poi divenute il convento dei padri Filippini, fino alla soppressione napoleonica del 1810. La proprietà passò al demanio che la trasformò in giardino pubblico nel 1866.

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In questo giardino spicca il monumento equestre a Vittorio Emanuele II. Sebbene sin dal 1866 Udine volesse in qualche maniera omaggiare il sovrano, solo in seguito alla morte del re, il 9 gennaio 1878, il progetto per l’erezione in Udine di un monumento prese il via, sostenuto da una pubblica sottoscrizione promossa dalla Società Operaia. Venne creata una commissione che sovraintedesse al progetto che, fra qualche polemica, scelse il disegno proposto da Andrea Scala. Per contenere le spese fu acquistato il modello in gesso della statua realizzata dal milanese Luigi Crippa che verrà poi posta a Roma, sul Pincio, e fuso dalla ditta De Poli di Udine.

Fu la prima statua equestre in onore del Padre della Patria (l’unica a Udine). La statua è alta più di tre metri e pesa oltre le tre tonnellate. Fu posta sul terrapieno della piazza che portava il suo nome, poi dal 1945 divenuta Piazza della Libertà, la statua venne inaugurata il 26 agosto 1883.

Il basamento è in pietra piasentina e la statua in bronzo. Sul prospetto del dado inizialmente era stato stabilito d’incidere l’iscrizione del senatore Tullio Massacrai: “Qui tra il leone veneto e i simulacri della pace e della giustizia Udine consacra la effigie di Vittorio Emanuele II re liberatore che a tanta mole di gloria e di vicende di casi diede sempre corona la indipendenza della patria”.

In seguito il Consiglio Comunale deliberò l’applicazione della più coincisa iscrizione: A VITTORIO EMANUELE II / I FRIULANI / MDCCCLXXXIII. Con la fine della Seconda Guerra Mondiale e l’avvento della Repubblica, nel 1947 la statua fu trasferita dalla piazza centrale al luogo odierno.

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Re Vittorio Emanuele II

Sempre nel Giardino Ricasoli troviamo il busto di Giuseppe Mazzini (1805-1872) di Giulio Monteverde su una colonna già presente nella loggia del Lionello. Gli ideali mazziniani si erano profondamente radicati in Friuli. Su iniziativa di Augusto Berghinz, si costituì tra gli emigranti in Argentina un comitato che inviò in Patria fondi e ricordi di onoranze risorgimentali.

Nel 1922, il medesimo comitato fece omaggio del busto a Giuseppe Mazzini che fu qui collocato solo nel 1956. Il rapporto degli argentini con la patria continuò anche nel 1971 con la lapide e il virgulto di pino posti presso la scala che sale al Castello.

Una statua, posta lungo il vialetto principale del Giardino Ricasoli, è dedicata a Minerva. Si tratta di un’opera di Antonio Butti da Viggiù, realizzata nel 1820. Faceva parte di un progetto che prevedeva la realizzazione di altre statue raffiguranti Cerere, Apollo e Mercurio, che avrebbero dovuto essere poste attorno al monumento della pace di G. B. Camolli posto in piazza Libertà. Il pittore Odorico Politi rilevò alcuni difetti di esecuzione e il progetto fu sospeso.

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Busto di Girardini

Altri due monumenti sono posti ai margini del Giardino Ricasoli: il busto di Giuseppe Girardini (1856-1923), statista e giurista fratello del poeta Emilio, posto di fronte alla chiesa di S. Antonio Abate; il monumento a Giuseppe Ellero (1866-1925), poeta e drammaturgo, opera di Aurelio Mistruzzi (1931).

Da un punto di vista botanico sono presenti diverse specie, sia autoctone che esotiche, con alcuni esemplari di dimensioni piuttosto imponenti.

Tra questi una rovere (Quercus petraea), un calocedro (Calocedrus decurrens), una sequoia (Sequoia sempervirens), diversi cedri (Cedrus spp.), un gelso (Morus alba) ed un Chamaecyparis lawsoniana. Belli anche due faggi penduli (Fagus sylvatica var. pendula), posti presso l’ingresso e presso la fontana principale.

 

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