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Udine - Palazzo di Varmo-Buiatti

Palazzo di Varmo-Buiatti, noto anche come Casa Arcano-di Varmo-Buiatti, si trova al civico 41 di Via Aquileia a Udine. Venne per la prima volta abitata dalla famiglia Tracanelli con il capofamiglia Giobatta, attorno alla metà del Seicento. Venne quindi ceduta dai suoi nipoti, nel 1699, ai fratelli Buiatti. Rimase a questa famiglia per tutto il XVIII secolo.

Nel 1795, mons. Nicolò Buiatti, fece fare dei lavori di ristrutturazione che comportarono l’ampliamento dell’abitazione creazione di una casetta adiacente al palazzo e un sottoportico. Nel 1836 Caterina Beltrame, ved. Buiatti, ultima erede di questo ramo della famiglia, cedette la casetta e parte del palazzo al conte Giovanni Morelli de Rossi, già proprietario di altri edifici in Via Aquileia. Questi, dopo alcuni rimaneggiamenti che gli dettero l’aspetto attuale, lo cedette nel 1839 a Giovanni Schiavi.

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~ Palazzo Di Varmo - Buiatti ~

Dopo alcuni passaggi di proprietà, venne acquistato nel 1897 dal dott. Gio.Batta di Varmo. Nel 1935 passò alla famiglia D’Orlandi. Durante la Seconda Guerra Mondiale subì alcuni danni per le schegge dei bombardamenti. Nel dopoguerra fu restaurato, con la scelta di coprire il bugnato liscio del pianterreno con un’intonaco colorato.

Il lato del palazzo di Varmo-Buiatti che si vede dalla via, si può definire modesto. Tuttavia essa cela un sorprendente interno. L’ingresso vero e proprio della casa si ha dal cortile, dove si apre un portoncino in cui si accede ai piani superiori. La prima sorpresa, tenuto conto delle non grandi dimensioni dell’edificio è lo scalone monumentale.

A fianco, in un vano, un bel lavabo del ’700 sormontato da uno stemma marmoreo dentro il quale è raffigurato un giovane che falcia il grano mentre dall’alto scende la pioggia. A metà scala, due pregevoli ritratti monocromi con un uomo e una donna.

In cima alla scala, in una grande stanza rischiarata da quattro grandi finestre, ci sono le mirabili pitture di Giuseppe Morelli, un artista poco conosciuto che merita una segnalazione, rappresentando severe architetture scenografiche dai sorbii colori. Questi affreschi furono realizzati nel 1794. 

La superficie delle pareti è marcata da colonne e semipilastri di ordine ionico in finto stucco tra cui campeggiano, entro lineari cornici, vedute di Roma, eseguite in affresco con finezza e precisione. Sovrastano queste vedute delle specchiature con ornati in finto stucco e un medaglione al centro.

Subito sopra, attorno alle pareti, corre un’elegante cornice dalla quale prende origine una nuova e complessa struttura architettonica che con pilastri, colonne in finto marmo rosso, capitelli corinzi, arcate, illusionistiche aperture ovali sul cielo, cupola al centro e quattro nicchie agli angoli con statue dipinte in finto marmo, coprono completamente il soffitto.

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