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Udine - Borgo San Lazzaro

Nei tempi antichi l’odierna Via Anton Lazzaro Moro era detta Borgo San Lazzaro e faceva parte della antica Ville Ongiarèsce, che prima della V cerchia di mura (eretta nel XIV secolo) si trovava Caratteristica di queste vie è, nonostane diverse ristrutturazioni, l’aver mantenuto in moltissime case le facciate ottocentesche, assieme ad altre che presentano molti elementi cinquecenteschi.

Numerosi sono i portoni che conducono in piccole aie con casette rustiche interne. Mentre la vicina Via Mantica presenta numerose case e palazzi di un certo prestigio, mentre Via Moro offre la sua connotazione architettonica che rispecchia il suo passato molto più popolare.

Fuori la porta, già sec. XIII esisteva, circa dove oggi vi è l’incrocio tra Via Martignacco e Via Tolmezzo, un ricovero per lebbrosi, dove Uccelluto de Uccellis nel 1285 innalzò una chiesetta dedicata a San Lazzaro. Da ciò venne il nome di Bòrc dai Lebròs o Bòrc San Làzzar. È del 1305 un documento che riporta: “In villa superiori Utini in Via S. Lazzari Leprosorum”. Debellata la lebbra, l’ospizio venne assegnato all’Ospedale Maggiore, quindi, dal 1564, fu retto dai frati Cappuccini che più tardi si trasferirono in Via Tiberio Deciani.

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Via Anton Lazzaro Moro nel Dopoguerra

Nella prima metà del Cinquecento lavorò nel borgo il pittore Giovanni Battista Grassi, discepolo del Pordenone, che affrescò con una crocifissione un palazzo in via Mantica su incarico della Confraternita di Santa Lucia. Fu riscoperto nel 1876.

Nel 1571 l’ospizio di San Lazzaro fu raso al suolo per ragioni militari, temendo un invasione turca. La chiesa e il cimitero, erano rimasti al Comune, mentre il rimanente era stato venduto all’asta, all’epoca delle soppressioni napoleoniche.

Durante la l’occupazione francese il lazzaretto fu adibito a cimitero militare e così rimase fino al 1849, quando fu destinato a tale scopo un terreno fuori a Porta Pracchiuso.

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Via Anton Lazzaro Moro alla fine degli anni '50

Nel 1733 fu fondata l’attuale chiesa del Redentore e Santa Lucia in Via Mantica, che prendeva la titolazione per la santa dalla chiesa che esisteva all’inizio di questa via, sull’incrocio con Via Mazzini. Fu costituita in parrocchia nel 1747, anche se fu ultimata solo nel 1838. Dal 1747 giunsero i frati Agostiniani che fondarono un convento e vi rimasero fino al 1772, anno della soppressione dell’ordine.

Al civico 47 di via Moro nacque Giovan Battista Periz, il giovane operaio udinese, uno dei primi antifascisti di Udine ad opporsi al dilagante squadrismo fascista e in seguito deportato a Mauthausen. Fu insignito della medaglia d’argento al valor militare dopo la seconda guerra mondiale. Nella stessa via vissero e lavorarono per un periodo anche i fratelli Dino, Mirko e Afro Basaldella, celebri pittori e scultori.

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Porta San Lazzaro

Sopravvissuta a sette secoli e a due Guerre Mondali, Porta San Lazzaro venne barbaramente demolita nel 1955 per esigenze di traffico, ignorando un’importante testimonianza trecentesca.

Il nome attuale della via è dedicato al naturalista sacerdote Anton Lazzaro Moro, nato a San Vito al Tagliamento nel 1687 ivi morto nel 1764, anche se bisogna notare che la via popolarmente è ancora chiamata San Lazzaro.

 

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Scorcio di Via Anton Lazzaro Moro nel 1965
La trattoria pizzeria “Alla Lampara” si appoggia ancora oggi alle vecchie mura. Sul lato nord di Piazzale Diacono si trova il Palamostre, un complesso polifunzionale progettato dall’arch. Gianni Avon e realizzato nel 1971.
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La Trattoria Pizzeria Alla Lampara

 

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