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Udine - Borgo Poscolle

La Villa di Puscùel (Poscolle) è uno dei borghi più antichi di Udine. Il suo nome è di origine oscura, potrebbe derivare dal latino “post collem”, ovvero dietro al colle. Durante il Regno Italico francese, la Via fu detta Eugenia.

Nella via ci sono parecchi vicoli: quelli della parte sinistra, escluso Vicolo Raddi, portano in Via Grazzano, quelli della parte destra in Via Viola. Essi offrono pittoreschi scorci di epoche passate.

Via Poscolle parte dall’incrocio di Via Cavour con Via Canciani e conduce in Piazzale XXVI luglio. Si staccava cioè dalla porta che si apriva nel secondo recinto murario della città (di cui si può vedere ancora i resti nel cortiletto interno dell’edificio al n. 3) per condurre verso ovest. Lungo questa via sorsero delle case che formarono un borgo.

In un rogito notarile del 13 novembre del 1292 si legge: “medietas unius mansi sciti in villa de Postcolles”. Nel Trecento, in questo borgo sorgeva già qualche elegante e solitario palazzo, costruito dopo il ponte sulla roggia. Borgo Poscolle venne incluso nella città con la costruzione del V recinto, nel XIV secolo

Partendo dall’incrocio con Via Canciani, al n. 6, sulla sinistra, troviamo il palazzo seicentesco Palazzo Tritonio-Moroldi-Beretta, posto sull’angolo con Via del Gelso (questo nome diriva da un grande gelso che si strovava nella via, un tempo chiusa, e che si dice che fosse stato piantato da Antonio Zanon). Nel lato di Via del Gelso si trova una storica trattoria, chiamata appunto “Al Gelso”.

Ancora sulla sinistra, al n. 8, si trova Palazzo della Frattina, dove nel Cinquecento si vendeva il sale e da cui prese il nome la viuzza che lo costeggia. Di fronte, al n. 11 si trova il settecentesco Palazzo Muratti, dove visse il garibaldino Giusto Muratti.

Adiacente, al n. 13 una casa trecentesca. Qui per anni ebbe sede l’enoteca “Spezieria pei sani”, aperta in “concorrenza” alla farmacia (spezieria) di fronte. Con la dominazione veneziana, sembra che qui avesse sede  «l’Ufficio Veneto del saggio dell’oro» o come veniva chiamata la «Casa del Leone», anche se non ci sono notizie certe.

Agli inizi dell’Ottocento, al n. 43, nel palazzo D’Attimis-Maniago, viveva il conte Fabio di Maniago (1774-1832) e i suoi fratelli, un erudito scrittore d’arte, educato in un collegio a Modena, che viaggiò in tutta Italia, in Germania Francia ed Inghilterra, acquisendo una ricca esperienza artistica consultando numerosi archivi.

Pubblicò a Venezia nel 1819 una Storia delle arti friulane che ebbe un enorme successo tanto da ripubblicarla ampliata nel 1823 a Udine, e una Guida di Udine edita nel 1825 e ristampata postuma con l’aggiunta della Guida di Cividale, a San Vito al Tagliamento nel 1839. Sono ancor oggi pubblicazioni valide, basi per una scrupolosa ricerca artistica.

Fino alcuni anni fa, prima che fosse demolito, al n. 24 di Via Poscolle c’era l’antico “Albergo Roma”. Un tempo si chiamava “Al Cavallino” e qui sostarono parecchi patrioti italiani condannati allo Spielberg, fra cui, il 28 marzo 1822, Silvio Pellico e Piero Maroncelli, e l'11 febbraio 1824 Federico Confalonieri, l'Arese ed altri. Un'epigrafe ricorda il fatto.

Nella Udine della Bella Epoque, sul finire dell’Ottocento, in fondo alla via, trovava il suo perché anche Al Frittolino, situato all’incirca dove oggi c’è il civico 58, degno parente della “Taverna ai Piombi”, la cui clientela era talmente scelta che il proprietario teneva sotto chiave i bicchieri e saldava il mestolo dell’acqua a una catena.

Fu Borgo Poscolle a salutare l'ingresso in città dell’esercito Italiano, dopo la riunificazione nel 1866. Nel 1866 la Porta che si trovava in fondo alla via poco prima di Piazzale XXVI Luglio fu rinominata Porta Venezia.

Nel 1925 si cominciò la costruzione nel piazzale XXVI luglio del Tempio Ossario, per raccogliere le spoglie dei soldati caduti nella prima guerra mondiale. Venne terminato nel 1931, ospitando ben 25.000 salme.

In fondo a Borgo Poscolle, in piazzale XXVI Luglio, sorge il Monumento alla Resistenza, opera del 1969 degli architetti Gino Valle e Federico Marconi, con scultura di Dino Basaldella (1969). Un epigrafe ricorda i 3.463 Caduti e Dispersi, i 10. 0000 deportati e i 17.124 partigiani combattenti garibaldini e osovani che, per 22 mesi hanno lottato nella guerra di Liberazione in Friuli. Le parole incise sono di Pietro Calamandrei e venne inaugurato il 25 aprile 1969.

Negli anni Cinquanta venne demolita l’antica porta di Poscolle, autentico simbolo del Borgo.

Abbellita con palazzi di varie epoche, Borgo Poscolle fu detto anche la “gran Via” per i negozi e i palazzi presenti. Contava molte trattorie tra le più rinomate di Udine, tra cui il Lepre e il Roma, questo per molti anni ritrovo del circolo della stampa.

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