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Clauzetto - Le Grotte di Pradis

Le Grotte di Pradis si trovano presso l’abitato di Gerchia, a Pradis di Sotto, località del Comune di Clauzetto in provincia di Pordenone. Sono un sito di grande interesse naturalistico, archeologico e speleologico.

Fu don Giacomo Bianchini, parroco di Pradis negli anni Venti del XX secolo, che per primo ne intuì il valore ambientale e scentifico, catturato dalla loro bellezza. Dedicò ad esse nel 1921 anche alcuni versi tra cui questi:

A' piedi son l'acque / che cascan dal monte
E fanno un rumore /  che sembra un ruggir;

Poi limpide scorron / qual tacito fonte,
Poi in breve s'occultan / ne' sassi a morir.

Siccome nel mondo / vi è tutto che serve
A qualche disegno / fissato nel ciel;

Le grotte di Pradis / son doni e riserve
Pel tempo futuro / dei servi fedel.

Così in questo cerchio / racchiuso fra' monti
Col taglio di un raggio / che il Cosa gli fa.

 

Dopo un’esplorazione negli anni Cinquanta da parte della Commissione Grotte E. Boegan di Trieste, nel 1964 il sucessore di don Bianchini, don Terziano Cattaruzza, di concerto con i parrocchiani iniziò ad allestire delle opere per favorire la visita ed una valorizzazione turistica delle grotte e anche una fruizione di tipo religioso.

Oggi il complesso delle Grotte di Pradis permette di visitare la Grotta della Madonna, un’ampia cavità che può contenere sino a mille persone e che dal 1968 è detta Tempio Nazionale dello Speleologo. Qui si celebrano delle funzioni religiose tra cui quella della vigilia di Natale, assai toccante e partecipata. Al suo interno la statua della Madonna delle Grotte opera dell’artista Costantini di Assisi.

Sicuramente affascinante la profonda forra formata dal Torrente Cosa e dal suo affluente il Rio Molat. L’Orrido di Pradis, intitolato a don Giacomo Bianchini, si può visitare sino sul fondo con una scala che scende lungo le pareti e formata da 207 scalini. Qui è stato posto un crocifisso di bronzo opera del M.° Gatto di Treviso. Spettacolare la cascata con cui il Molat si getta nel Cosa.

La Grotta Verde, nella preistoria luogo di riparo per uomini e grandi animali, deve il suo nome al meraviglioso color smeraldo del suo interno, creando un’atmosfera magica e fiabesca.

In prossimità delle grotte si trova il Museo della Grotta di Pradis, che mostra i ritrovamenti archeologici del luogo, ricostruendo la frequentazione di questo sito paleolitico.

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