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Cercivento – Museo La farie di Checo

Indirizzo: Via Plan da Farie

Città: 33020 Cercivento (UD)

Tel.: +39 0433 778768

www: www.carniamusei.org

Mail:  carnia.musei@cmcarnia.regione.fvg.it

Biglietto: Ingresso gratuito

Orario di apertura:apertura su richiesta. Responsabile Candido Silverio.

Tempo medio di visita: 1 ora

Servizi offerti: visite guidate; parcheggio

Fruibilità: parzialmente accessibile ai disabili 

Fàrie, in friulano, significa fucina. La farie di Checo è appunto una memoria etnografica sul mestiere del fabbro e mostra com’era organizzata sino a circa la metà del novecento un’officina di questo tipo.

Questa può ben rappresentare questo ambito di lavoro, essendo registrata sin dal 1426. Infatti in uno scritto del 10 giugno di quell’anno si legge di un certo Giacomo “fabro” nel “plan da fàrie”. Altra citazione è quella del 13 settembre 1670, quando a Giuseppe De Conti, “fâri” (fabbro), viene consentito dal Gastaldo di Tolmezzo l’uso dell’acqua della “roe” (roggia), proveniente dal fiume Bût. In questo documento leggiamo che l’officina disponeva di due magli, due fucinali e una mola per affilare.

Ininterrottamente la fàrie continuò nella sua opera. La ritroviamo in un documento del 12 agosto 1804, in cui si rinnovano a Francesco Morassi le usuali concessioni.

Divenne poi “Fàrie di Checo” (di Francesco) quando nel 1902 fu acquistata da Francesco Dessi, che vi lavorò sino al 1955. A lui successe il figlio Francesco che la condusse sino al 1966.

In quell’anno un alluvione creò degli smottamenti che rovinarono il corso d’acqua, che non poteva più raggiungere la fàrie ed azionarne i meccanismi.

Donata alla Comunità Montana della Carnia nel 1984 da Candido Silverio, nipote di Francesco Dessi, nel 1987 si decise di recuperare questo autentico pezzo di storia. Fu restaurata e ricreato un corso d’acqua che ancora adesso aziona gli ingranaggi. Venne inaugurata nel 1990.

Oggi si possono ammirare in funzionamento il mantice, il maglio e la mola.

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