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Trieste - Palazzo del Tergesteo

In Piazza della Borsa sorge l’ampio e maestoso Palazzo del Tergesteo, fatto erigere da un sodalizzio di commercianti triestini detta “società del Tergesteo”, per costituire un luogo per incontri di affari.

Venne costruito fra il 1840 e il 1842 in seguito ad un concorso bandito nel luglio del 1838. Il concorso si prolungò sino al gennaio del 1840, quando vennero decisi anche più precisamente il numero dei piani. L’appalto fu assegnato all’ingegnere e architetto triestino di origine belga Francesco Bruyn (1794-1859),

Bruyn utilizzò parte di altri disegni in concorso: per la galleria interna quella del milanese Andrea Pizzala; per le facciate esterne quelli del triestino Antonio Buttazzoni. Fu uno degli ultimi palazzi ispirati allo stile neoclassico, ormai incalzato da quello eclettico. Fu edificato dove sorgeva il vecchio palazzo della Dogana e prima ancora del Palazzo del Governo di Trieste.

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Piazza Borsa nel 1854 - Dis. M. Moro

Venne inaugurato sul finire dell’agosto del 1842. Posto nel centro della vita cittadina dell’epoca, la sua galleria era aperta originariamente su tutti e quattro i lati. Subito dopo la costruzione, tuttavia, venne affittato alla “Società dei Commercianti” che nel 1844 vi pose la sede della Borsa.

Qui, dal 1842 al 1883 trovò sede anche il Lloyd Austriaco, che oltre al contributo alla vita economica, ne darà uno anche a quella culturale, dando vita presso la propria tipografia alle pubblicazioni “la Favilla” e “Osservatore Triestino”.

Durante la Seconda Guerra Mondiale fu utilizzata come deposito, facendo soffrire non poco la struttura. Il Tergesteo verrà restaurato nel 1957 dall’arch. Alessandro Psacaropulo, che cambiò l’originale copertura a spioventi della galleria, per motivi dettati da problemi statici, ma dando maggior proporzionalità all’edificio. La soluzione moderna si accordò molto bene con la struttura originale.

I gruppi che ornano in alto la facciata del Tergesteo verso piazza della Borsa, sono dello scultore Pietro Zandomeneghi e rappresentano la città di Trieste che ricorda la dea del mare Tetide, all’interno di una conchiglia trainata da quattro cavalli che corrono sul mare, con alla destra Mercurio.

Le sculture sulla facciata posteriore, verso il Teatro Verdi, sono opera di Antonio Bianchi e rappresenta Nettuno con mercurio e le allegorie della Geografia e della Storia.

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