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Trieste - Chiesa di S. Antonio Taumaturgo o Nuovo

Al termine del Canal Grande, tra Via Rossini e Via Bellini, sorge la Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo o Sant’Antonio Nuovo. Essa da il nome allo spiazzo antistante che si chiama appunto Piazza di Sant’Antonio Nuovo.

In questo luogo, fino alla metà Settecento, sorgeva una Cappella dedicata all’Annunciazione. Questa cappella era privata e faceva parte della casa di Antonio Rossetti che sorgeva lungo il canale, oggi sede dell’Hotel de la Ville. La cappella veniva concessa per uso pubblico dal Rossetti, ma divenne via via insufficiente per il grande afflusso.

Fu così deciso, tra il 1768 e il 1771 di erigere una chiesa dedicata a Sant’Antonio Nuovo, in stile barocco. Ben presto però anche questa, che era divenuta parrocchia, si dimostrò troppo piccola per gli uffici sacri a cui era destinata e si decise di ingrandirla ulteriormente.

La nuova versione fu progettata da Pietro Nobile, il massimo esponente del Neoclassicismo triestino, a cominciare dal 1808 ma la prima pietra fu posta solo nel 1827 e la costruzione fu terminata nel 1842. Venne consacrata nel 1849.

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La chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo oggi è la più vasta chiesa cittadina (m 92 x 28). Si presenta come un’imponente e sobria costruzione neoclassica, che si ispira al Pantheon di Roma, con un pronao esastilo terminante nell’attico con balaustra dove sono poste sei statute di martiri triestini, opera di Antonio Bosa. Prima che il canale fosse interrato, giungeva sin davanti alla facciata con le sue acque, ove la chiesa si specchiava.

Grandioso l’interno a tre navate, con le volte laterali a crociera e tre altari per ogni navata laterale. La cupola centrale è posta su pennacchi. Nell’abside affresco con l’Ingresso di Gesù a Gerusalemme di Sebastiano Santi, alle pareti una bella Via Crucis opera di artisti triestini.

Le grandi tele ottocentesche sono state commissionate appositamente per la chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo e sono opera, tra gli altri, di: Odorico Politi, Lodovico Lipparini, Michelangelo Grigoletti e Natale Schiavoni. Tra queste opere spiccano la “Presentazione al Tempio” di Felice Schiavoni e il “San Giuseppe” del Schönmann, che nel paesaggio offre una veduta di Trieste del 1840.

Con la chiesa comunica la Cappella della Visitazione, che contiene una bella pala di A. Longhi del 1769.

 

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