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Tavagnacco - Biografia di Egidio Feruglio

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Egidio Feruglio ai tempi del diploma

Egidio Stefano Feruglio (Feletto Umberto - Tavagnacco (UD), 01/09/1897 – Udine, 14/07/1954) fu un geologo di fama internazionale. Settimo di dodici figli, crebbe nella sua Feletto. La sua prima pubblicazione vide la luce nel 1913, quando aveva soli 16 anni, stimolato dagli scritti del Marinelli. A questa ne seguirono numerose, sempre sulle tematiche geologiche della zona. Si diplomò presso il Liceo Classico Stellini nel 1914 e, benché giovanissimo, divenne uno dei più stimati animatori del Circolo Speleologico Friulano.

Si laureò a Firenze il 31 luglio 1920, a 23 anni, a pieni voti con lode in Medicina e Scienze Naturali, dopo essere stato al fronte nella I Guerra Mondiale, arruolato come ufficiale negli alpini dell'8° Reggimento, dislocato sulle Alpi Friulane e poi nel Trentino e sul Grappa.

Dal 1920 al 1925 fu assunto come naturalista presso la Stazione Chimico Agricola Sperimentale di Udine e anche, dall’ottobre del 1922 al marzo 1925, assistente presso l’Università di Cagliari, dove approfondì la geologia del bacino del Flumendosa.

Numerose sono le opere e le pubblicazioni redatte appena laureato, ma la maggior mole di lavoro scientifico venne pubblicata negli anni 1924-25, prima di lasciare l'Italia per l'Argentina. Citiamo in particolare due monografie di maggior spicco e precisamente "Le Prealpi fra l'Isonzo e l'Arzino. Descrizione Geologica", pubblicata nei Bollettini Dell'Associazione Agraria Friulana (1925) e "La zona delle Risorgive del Basso Friuli fra il Tagliamento e la Torre", pubblicata negli annali della Stazione Chimico Agricola Sperimentale di Udine (1925).

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Egidio Feruglio con la Famiglia nel 1946

A questa due notevoli pubblicazioni va aggiunto il pregevole rilevamento del Foglio geologico UDINE del 1925 scala 1:100.000, ritenuto valido ancora ai giorni nostri.

Nel 1925 si trasferì in Argentina per divenire assistente geologo alla “Direzione Generale dei giacimenti petroliferi Fiscal", presso i quali lavorerà fino al 1928, conducendo numerose ricerche di giacimenti petroliferi nelle province di Chubut, Jujuy, Mendoza, Rio Negro, Salta, Santa Cruz.

Ritornato in Italia nel 1928 per specializzarsi nello studio dei fossili presso l’Università di Bologna, ne approfittò per sposarsi l’8 ottobre con Amelia Magrini, ad Ovaro. Ripartito nuovamente per l’Argentina, iniziò a seguire delle ricerche geologiche in Patagonia e nella provincia di Salta, per conto della "Yacimientos Petrolíferos Fiscales".

Sarà quindi nuovamente in Italia tra il 1932 e il 1934, dove lavorerà per l’Istituto Geologico dell’Università di Bologna, a capo della sezione di paleontologia. Curerà particolarmente la ricerca sui fossili delle Alpi Orientali. Presa la libera docenza in paleontologia, dovrà rinunciarivi per il rifiuto di iscriversi al partito fascista.

Nel 1934 si recò ancora in Patagonia sempre su incarico della "Yacimientos Petrolíferos Fiscales". Nel 1937 si trasferì alla sede centrale di Buenos Aires, conducendo ricerche in varie province e nelle regioni della Patagonia e Terra del Fuoco.

Nel 1940 gli fu affidato il compito di riorganizzare l’Istituto di studi petroliferi dell’Università di Mendoza, dove creerà anche un corso di genealogia per la Facoltà di Agraria. Diventerà professore ordinario di geologia e petrologia nel 1941. Le sue ricerche lo portarono ad esplorare molte zone dell’America Latina, tra cui Uruguai, Cile, Brasile, la Cordigliera del Lago Argentino. Acquistò notevole fama e verrà indicato come il miglior conoscitore del territorio argentino. Pubblicherà a Buenos Aires la sua opera maggiore: “Descripciòn Geològica dela Patagonia”.

Rientrato in Italia nel 1948 per educarvi i figli, insegnò all’Università di Pisa, per poi occupare la cattedra di Geologia dell'Università di Torino, da riorganizzare dopo i danni causati dalla guerra. Nel 1952 morì il figlio diciassettenne, fatto che lo spinse ad accettare il trasferimento all’Università di Roma, dove insegnò fino alla morte, che avvenne all’Ospedale Civile di Udine il 14 luglio 1954.

Porta il suo nome il "Museo Paleontologico Egidio Feruglio" a Trelew, in Argentina e una delle grotte di Villanova, in provincia di Udine. Nel 1997, per il centenario della nascita, gli sono state intitolate le scuole medie di Feletto Umberto.

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