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Udine scomparsa - Il Cinema Eden

di Giorgio De Zorzi

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~ Il Cinema Eden ~

Nell’area ove ora sorge l'ex Palazzo dell’UPIM (tra Piazza Belloni, Via Cavour e Via Savorgnana), un tempo si trovava il cinema Eden, che era il più grande della città.

Prima, nella stessa area sorgeva il palazzo cinquecentesco della nobile famiglia Belloni. Posta al n. 3 della via, aveva nella facciata un gigantesco San Cristoforo dipinto da Pomponio Amalteo.

Questa casa venne abbattuta e sostituita con un edificio di stile liberty, che ben si univa al vicino costruendo palazzo comunale. Il progetto dell’opera fu ideato dall’architetto Provino Valle. Il risultato fu un opera elegante e leggera che, come scrive Maurizio Buora, “aveva richiami della poetica transalpina e in particolare di Wagner”.

L’edificio era stato pensato con dei negozi prospicienti su Via Cavour e con un bar, da cui si poteva accedere direttamente alla biglietteria del cinema, che aveva l’ingresso nell’allora Via Belloni. Questo bar poi acquisirà il medesimo nome, Eden Bar, e sarà uno tra i più frequentati della città. Venne finanziato da una cordata di imprenditori con a capo il commerciante Marco Sartori e realizzato dall’impresa D’Aronco. L’impianto luci invece era stato eseguito dalla ditta Agnoli & C.

Il Cinema Eden venne inaugurato il 16 aprile 1922, giorno di Pasqua, candidandosi a divenire la più grande ed elegante sala della città. Contava 750 posti divisi in platea, galleria e loggione.

La sera dell’inaugurazione fu proiettato il film “Marion”, del 1919, con Francesca Bertini. La serata era di gran gala e il giorno dopo i giornali presentarono puntuali i resoconti, sottolineando come la proiezione fosse “gremita di scelto pubblico”.

L’inaugurazione si concluse con un “sontuoso rinfresco” presso il Trombone di via Pracchiuso, accompagnato musicalmente dalla “insuperabile filantropica e futuristica Jazz band scout musik Pikmat” di Eugenio Pignat. Si tenne per l’occasione anche una pubblica colletta, che raccolse 127 lire, donate alla vicina Casa di Riposo.

Il cinema si distinse per offrire i titoli di maggior richiamo, ottenendo spesso grandi successi di pubblico. Qui nel 1926 si proiettò con grandissimo concorso di folla, anche il documentario sulla prematura morte di Rodolfo Valentino.

La direzione era saldamente tenuta in pugno dal Cavalier Remo Volterra, che con autorevolezza e savoir-fair riusciva ad incanalare la folla fino a riempire ogni ordine di posti.

Un’altra figura fondamentale fu il direttore d’orchestra Virgilio Aru, che provenendo dal Moderno di Via Aquileia, il 16 settembre 1926 iniziò a dirigere l’orchestra dell’Eden, composta da 10 elementi. Accompagnò quel giorno la pellicola “Madame Sans Gêne” con Gloria Swanson. Si distinse per la capacità di interpretare le pellicole, anche con brani da lui composti. Divenne una celebrità cittadina.

Quella che però per Aru sembrava una luminosa carriera, venne troncata con il sonoro, che all’inizio degli anni Trenta si impose anche in Italia. Il 22 gennaio del 1931 si proiettò all’Eden il primo film parlato: “Sei tu l’amore?”, prodotto a Hollywood con attori italiani, tra cui Alberto Rabagliati. Seguito dal cortometraggio Topolino pianista. Ad Aru non rimase che trasferirsi a Roma in cerca di fortuna, con la numerosa famiglia.

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L’Eden mutò nome ai tempi della guerra d’Etiopia, in epoca di sanzioni, per ragioni di “antipatia” verso il primo ministro inglese Eden: venne chiamato Savoia. Quando Udine, nel settembre 1943, venne occupata dai Tedeschi, anche il nome Savoia assunse una certa inopportunità politica.

Si cambiò quindi nuovamente nome e il 25 ottobre di quell’anno, con la proiezione della pellicola “Calafuria”, con Doris Duranti, il nome divenne quello di Garibaldi. Terminata la guerra, Garibaldi era divenuto il simbolo del Fronte Popolare e quindi, a scanso di equivoci, i proprietari gli misero un nome “sicuro” e non schierato: Centrale.

Purtroppo questo bell’edificio fu abbattuto nell’inverno del 1958, a causa di amministratori poco lungimiranti. Al suo posto venne costruito un palazzo moderno, l’attuale, per ospitare i nuovi magazzini UPIM.

Scrive Renzo Valente nel suo bel libro “Udine 16 millimetri”: «Per me l’Eden era il principe dei cinematografi cittadini. Il più chic. Intanto il nome. Poi il posto, più i terrazzini fuori, che se a uno il film non andava, poteva venir a prendere il fresco sul davanti in piazza Vittorio oppure in Via Cavour...».

 

Bibliografia:

Guida di Udine; di Maurizio Buora; 1986, Ed. Lint - Trieste.

Udine 16 millimetri; di Renzo Valente; 1987; Arti Grafiche Friulane.

Vecchi Cinema Udinesi; di Mario Quargnolo; 1977, Ed. La nuova base - Udine.

 

 

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