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Udine - Piazza Primo Maggio

La Piazza Primo Maggio di Udine si trova ai piedi del colle del Castello. La sua origine è singolare. Tralasciando la leggenda che vuole sia il risultato dello scavo dei soldati di Attila per erigere il colle con cui il loro re potesse ammirare l’incendio di Aquileia, questa depressione agli albori della città raccoglieva le acque delle rogge.

Qui si era formato un lago comunicante con le fosse del Castello. Il lago si estendeva grande e profondo. Esso serviva da difesa del castello e, per raggiungere il colle, lo si attraversava in barca. Un’altra leggenda narra come al centro del lago vivesse un mostro che insidiava la gente per divorarla. Un giorno giunse un santo, abile guerriero, che lo uccise. E si dice che sia una costola dell’orribile bestiaccia quella conservata presso l’archivio del convento della vicina Madonna delle Grazie.

Più tardi, verso il XIII secolo furono arginati i margini della depressione ed il lago, pare, andò asciugandosi in fretta. Tanto in fretta da costituire una meraviglia, se anche il Boccaccio nel suo Decamerone, citando esplicitamente Udine, ispira vagamente la quinta novella della decima giornata a questo fatto.

Il luogo però rimase sempre basso ed umido, nonché usato come cloaca pubblica. Il terreno era demaniale, dapprima usato dai Patriarchi e poi abbandonato al pubblico. Da esso si prelevava fango e argilla per le costruzioni.

Con l’arrivo della repubblica di Venezia, i Luogotenenti cercarono di coltivarlo, ma visti gli scarsi risultati, lo cedettero alla città contro un censo perpetuo. Nel 1530 alcuni cittadini fecero istanza per sistemare la cloaca e rendere meno malsano il posto, cosa che fu fatta.

In piazza Primo Maggio si organizzarono spettacoli, mercati e fiere, tra cui quella di Santa Caterina. Con il tempo, utilizzando macerie e pietrame si formarono due strade rialzate, fiancheggiate da tigli e così, sia da Via Manin che da Via Portanuova, si poteva raggiungere la Basilica della Madonna delle Grazie. Le strade dividevano la piazza in tre "ciàmps”, appezzamenti nel mezzo dei quali vi erano degli stagni detti “pòzzis”. Lo stagno verso Via Liruti era detto Bàcine, quello in mezzo Nòbil, ed il terzo, verso la Roggia e Via Verdi: Bòvin. Oggi rimane memoria concreta solo di quello nel mezzo della piazza, sostituito in seguito dalla fontana.

L’amministrazione francese, nel 1808 decise la sistemazione della piazza e venne segnata l’ellisse e si piantarono i platani. E vi sistemarono anche la ghigliottina, che venne ripetutamente usata. Nell’Ottocento, fino al 1899 qui c'era anche il foro boario, cioè il mercato del bestiame, che venne in seguito spostato in Braida Bassi.

Il nome della piazza fu sempre Zàrdìn, Zàrdìn Grant, “Giardino” o “Giardino Grande” tuttora così chiamato. Nel 1866 le venne dato il nome di Piazza D’Armi poi, dopo l’assassinio del re Umberto I, qualcuno fece murare una targa col nome del re, senza nessuna delibera comunale. Ma nessuno ebbe poi il coraggio di abbatterla. Nel 1945 venne denominata Primo Maggio 1945 per celebrare il ripristino della festa del lavoro dopo l’abolizione fascista.

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Il foro boario per S. Valentino - 14 febbraio 1897

All’interno della Piazza I Maggio si trova oggi anche il giardino dedicato a Loris Fortuna. Oltre al colle del Castello, altri edifici notevoli presenti intorno alla piazza sono: il Santuario Basilica delle Grazie e il Liceo Classico Jacopo Stellini, che fu sede del Comando Supremo durante la Prima guerra mondiale.

 

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