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Trieste - Piazza UnitÓ d'Italia

Piazza Unità d'Italia è considerata dagli abitanti di Trieste come il "Salotto della città" ed è la piazza aperta sul mare più grande d'Europa. La piazza fu sin dall’inizio denominata Piazza Grande, perché era la maggiore della Trieste antica e, anche se non la più grande, certo la principale della città moderna. Sorge dove, in epoca romana, c’era il porto, che fu poi interrato.

La struttura originaria era però ben diversa, infatti non si apriva come oggi sul mare ma era chiusa proprio dall’antico palazzo del Comune, che verso la metà del XIII secolo era stato eretto di fronte a quello attuale. Questa Piazza Grande, quadrilatera e regolare, sgombra da ogni materiale, e per la quale vigevano perfino leggi speciali, pareva più che una piazza una vasta sala, in cui dai patrizi venivano continuate le discussioni incominciate a palazzo. È insomma, fin dal medioevo, luogo di riunione, di divertimento, d’affari.

Nel corso dei secoli subì infinite mutazioni e fu sede di avvenimenti storici eclatanti: dalla famosa uccisione di Johann Joachim Winckelmann, famoso archeologo tedesco, avvenuta nel 1768 nella Locanda Grande, uno dei primi locali della città poi chiamata Osteria Grande nel 1865, quando fu riedificata; fino al raduno della folla nei giorni del ricongiungimento all’Italia dopo la prima e seconda Guerra Mondiale.

La piazza fu rimodernata nel 1780 con la costruzione del palazzo ora Pitteri. Quindi proseguì nel 1829 con casa Stratti, che ospita oggi il Caffè degli Specchi e nel 1869-75 col nuovo Palazzo Comunale. Si decise quindi nel 1871 la demolizione del teatro e della chiesa dedicata ai santi Rocco e Pietro e infine nel 1872 della Locanda Grande, consentendo alla piazza di affacciarsi sul mare. Con l’edificazione del palazzo Gairinger (1872), del palazzo del Lloyd Triestino (1880) e più tardi del palazzo del Governo (1904) la piazza assumeva la sua conformazione attuale, che è una delle più belle e singolari d’Italia.

Un lato della piazza da sul Bacino di S. Giusto, verso il Porto Vecchio (o Porto Dogale), tra il Molo Audace, che prende il nome dal cacciatorpediniere che vi sbarcò i primi soldati italiani il 3 novembre 1918 e il Molo dei Bersaglieri, così chiamato perché nella stessa data vi sbarcarono i Bersaglieri. Lo sguardo da qui spazia sul mare e, a destra, su un ampio tratto della costa. Il Porto Dogale o Porto Vecchio che si apre tra il Punto Franco Vecchio e il Punto Franco Nuovo è adibito per il traffico di piccolo cabotaggio e al movimento dei passeggeri, alle imbarcazioni da diporto e a quelle sportive.

Ha sei moli di diverse grandezze; partendo da N: Molo Audace, Molo dei Bersaglieri, della Pescheria, Venezia, Sartorio, F.lli Bandiera. L’area totale è di 33.000 mq circa; lo sviluppo delle banchine è di 3.600 m. Il molo Audace, già S. Carlo, è forse il più famoso. Fu costruito nel 1754 sopra la carcassa della nave da guerra austriaca S. Carlo che era colata a fondo.

Dall’estremità si gode una bellissima vista delle colline e specialmente di quella popolare di Scórcola fino, con il bel tempo, a quella delle Alpi Cadorine e di parte delle Carniche. È la passeggiata tradizionale dei triestini nelle sere estive.

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