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Santa Maria La Longa - Ammutinamento della Brigata Catanzaro

L’ammutinamento della Brigata Catanzaro fu probabilmente il più noto episodio di ribellione verificatosi nell’Esercito Italiano durante la Prima Guerra Mondiale, ma analogo ad altri accaduti su diversi fronti di guerra, specie negli anni 1916/17, nati dalla frustrazione per il lungo e sanguinoso conflitto che sembrava non aver fine.

La Brigata Catanzaro venne costituita il primo marzo 1915, composta dal 141° e 142° reggimento. Nei primi giorni del conflitto venne destinata in Friuli e inquadrata nella III Armata.

Impegnata principalmente sul Carso, ma anche in altri settori, in numerosi combattimenti, risultò tra le unità più valorose e tenaci e le bandiere dei suoi reggimenti vennero decorate rispettivamente di medaglia d’oro e d’argento.

Anche Achille Beltrame raffigurò sulla I pagina della Domenica del Corriere un episodio di valore sul monte Mosciagh, che la coinvolse con il 141° reggimento.

Dopo diversi scontri nella zona del Carso, il 25 giugno 1917 la Brigata venne mandata in riposo a Santa Maria la Longa. Dopo un po’ di giorni, si sparse la notizia che l’unità sarebbe stata rispedita a breve in prima linea. La cosa fece montare la protesta che si tramutò in vera e propria rivolta la sera del 15 luglio 1917, quando la partenza era imminente.

La rivolta scoppiò nei baraccamenti del 141° verso le ore 22 e si estese anche a quelli del 142°. Si ebbero delle vere azioni di guerriglia indirizzate contro ufficiali e comandi, con scontri a fuoco di fucileria e bombe a mano ed attacchi manovrati.

A sedare la rivolta fu inviata una compagnia di Carabinieri con il supporto di mitragliatrici e autocannoni. Interverranno poi anche reparti di cavalleria. Si uniscono alla rivolta elementi della VI compagnia del 142° reggimento e del 371° mitraglieri. Gli scontri proseguirono sino all’alba. Ci furono una decina di morti tra ufficiali e soldati e una trenitina di feriti.

Terminato il tumulto, il comandante di Brigata ordino subito la fucilazione per quattro soldati colti con i fucili ancora caldi e per altri dodici scelti in seguito tra le unità del 141° e dodici tra quelle del 142°.

Il 16 luglio, i ventotto soldati vennero fucilati sul muro del Cimitero di Santa Maria La Longa, alla presenza di una compagnia per reggimento, schierate. Gabriele D’Annunzio presente all’episodio, dopo mezzogiorno andrà a fare visita ai corpi dei giustiziati e porrà sopra delle foglie d’acanto, simbolo dell’immortalità, che vennero poi tumulati in una fossa comune.

Non ci furono altri episodi di questo tipo nella Brigata. Dopo il ritorno al fronte, la Catanzaro si distinse come prima per coraggio, venendo citata dal bollettino di guerra del 25 agosto 1917.

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