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Erto e Casso (PN)

Erto e Casso - Storia

Erto e Casso erano due comuni distinti poi riuniti in un solo comune che è il più occidentale del Friuli. L’insediamento umano in queste zone è di epoca antica. I ritrovamenti archeologici ad Erto sono di epoca tardo-imperiale.

Il nome di Erto deriva dall’aggettivo latino erctus che significa “ripido”, mentre Casso deriva dal latino capsum da intendersi come “luogo chiuso”.

Prima che sorgesse la frazione di S. Martino dove c’era la chiesa più antica del comune, esisteva un abitato di nome Vigo, toponimo di sicura origine romana. Erto dipendeva sin. dall’VIII sec. dalla pieve di Sesto al Reghena.

Casso è più recente e viene ricordato per la prima volta nel 1331, sorto probabilmente da un insediamento temporaneo di pastori e carbonai della Val del Piave. Numerose furono nel basso Medioevo le liti tra i due centri per il godimento dei beni comunali che si risolsero con la loro divisione.

Nonostante la riunificazione dei due comuni nel 1866 le dispute continuarono poiché la frazione di Casso mirava ad unirsi con Longarone con cui è sempre stata legata ecclesiasticamente per la dipendenza della pieve di Castellavazzo.

Il paesaggio della Val del Vajont ha subito un radicale mutamento in seguito alla rovinosa frana del monte Toch avvenuta il 9 ottobre 1963. Un’immensa onda sollevata dalla frana precipitata nel lago del Vajont, investì il versante destro della valle su cui si trovavano i centri di S. Martino, Erto, Casso, cancellando abitazioni e strade, provocando la morte di circa duecento persone e lasciando dietro a se un deserto di roccia e fango.

Un’altra grandissima massa d’acqua piombò su Longarone e dintorni distruggendo tutto e causando migliaia di morti. Dopo il 1963 la nuova Erto è sorta in località Stortan.

 

 

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