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Pordenone - Castello di Torre

Percorrendo il bel Viale della Libertà che si diparte da Piazza Risorgimento e che attraversa la zona residenziale moderna della città, si giunge a Torre, luogo è assai antico, che molto probabilmente fu il primo nucleo di Pordenone.

Al centro del paese il Castello dei conti di Ragogna, situato su un leggero rilievo di un’ansa del fiume Noncello, in una zona ricca di risorgive. Il Castello di Torre sorto su un precedente castelliere, dapprima fu dei signori di Prata poi nel 1293 fu chiesto dal patriarca Raimondo della Torre. Nel 1307 venne assegnato a Corrado Pelizzo che s’impegnò a difendere per la Cattedra Aquileiese. Invece se ne impadronì il conte di Gorizia e lo tenne nonostante l’opposizione del patriarca Pagano della Torre (1317).

Castello di Torre (Foto www.comune.pordenone.it)

Nel 1334 figurano feudatari i signori di Porcia, ai quali lo tolse il patriarca Bertrando. Nel 1350 fu ripreso da Biachino di Porcia con l’aiuto dei Spilimbergo, ma nel 1274 tornò al patriarca Marquardo di Randeck che lo restaurò.

I signori (poi conti) di Ragogna, che avevano dovuto rinunciare all’avito Castello, furono risarciti con quelli di Torre e Zoppola, assieme al garrito di Valromana (1390) e per esso sedettero al Parlamento Friulano.

Nel 1399 i Torre Ragogna dovettero pure rinunciare a Zoppola e a Valromana e nel 1402 ebbero a sostenere forti contrasti col tedesco Mordex capitano di Pordenone che non voleva riconoscerli, per il motivo che essi non intendevano accettare il «giurato» nominato dalla casa d’Austria per l’amministrazione della giustizia.

I Pordenonesi assalirono il Castello di Torre dandogli fuoco, causa del quale, perirono il Ragogna, la moglie e i sei figli, mentre due maschi e una femmina poterono salvarsi gettandosi dalla finestra. Ma furono presi e quanto di prezioso conteneva il maniero divenne preda dei vincitori.

Del Castello rimase solo la torre che più tardi venne restituita ai conti di Ragogna che poi vi aggiunsero nel corso dei secoli altre costruzioni più basse addossate ad essa.

Nello spiazzo antistante il Castello di Torre e nell’interno, vario materiale di scavo trovato in loco e altrove riunito nel corso della sua vita dall’ex proprietario il conte Giuseppe di Ragogna (1902 – 1970), che per testamento deciderà la destinazione a museo.

Attualmente è la sede del Museo Archeologico

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