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Rivignano Teor - Storia di Rivignano

Il nome Rivignano forse è un toponimo prediale in -anu da Arvenius o da Rivinius. Poche sono le notizia di Rivignano in quanto nei tempi antichi più importanti erano le frazioni di Flambruzzo e soprattutto Ariis dove c’era uno storico castello. La rocca fu innalzata nei tempi antichi sul fiume Stella.

Nel Duecento s’incomincia a fare il nome dei signori di Ariis (de Argis). Ad essi nel 1226 subentrarono gli Attems che nel 1275 il Patriarca di Aquileia li riconobbe come feudatari. Verso la fine del secolo spari anche questa famiglia e divenne signore nel 1300 Achilotto (abitante a Varmo). Già nel 1301 Musato di Cividale ne resse le sorti per il Patriarca, finché ne chiesero il possesso i della Torre cacciati poco prima (1313) da Milano. Comoretto d’Ariis lo consegnò al Patriarca perché ne investisse il conte di Gorizia. Finalmente la rocca fu in possesso della nobilissima famiglia dei Savorgnan (1339) e ne fu infeudato Egitore qm. Costantino.

Questa casata che tanta parte ebbe nella storia del Friuli usò pure il titolo di marchesi di Ariis e mantenne il feudo sino all’Ottocento. Nel 1413 il castello fu assediato dall’imperatore Sigismondo di Germania, che però non poté impadronirsene per l’eroica resistenza oppostagli. Nel 1492 se lo divisero i quattro fratelli Savorgnan. Sotto Venezia questa rocca fu tenuta in grande considerazione e Giovanni Moro scriveva nella sua relazione: “Se non si può difendere Cividale, è importante il castello di Ariis, il quale non deve lasciarsi cadere in man di uomini” (1527).

Il castello, come molti altri, in tarda epoca veneziana fu trasformato in palazzo e denominato Villa Otellio, come possiamo oggi ammirare. Questa rivela le sue origini nella robustezza delle mura e per qualche resto del vetusto maschio feudale. Nelle raccolte dei Savorgnan esiste un dipinto ad olio forse del cinquecento ove si vede il Castello di Ariis con le torri, la Chiesa e il mastio.

Con la caduta di Venezia il Friuli passò sotto il dominio austriaco e Rivignano ne segui la sorte  sino al 1866, quando ritornò all’Italia. Nella I Guerra Mondiale si ritròvò quasi a ridosso del fronte e la sua vita venne coinvolta nelle attività belliche. Vide il passaggio delle truppe Austro-Ungariche dopo la rotta di Caporetto nel 1917.

• Viaggio in Friuli Venezia Giulia

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Novembre 1917 - Austriaci in piazza

 

 

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