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Aviano - Chiesa di Santa Giuliana

La chiesa di Santa Giuliana si trova in Piazzale Castello, presso il cimitero di Castello d’Aviano, località del Comune di Aviano, in provincia di Pordenone.

Nel 1329, come riporta un documento, Martinuzio di Aviano, camerario della chiesa di Aviano, espose al Patriarca di Aquileia le esigenze della popolazione che avevano portato ad erigere una nuova chiesa fuori dalle mura. Infatti, la vecchia chiesa era ormai insufficiente alle esigenze del borgo, soprattutto per le sepolture.

La chiesa fu intitolata a Santa Giuliana. Successivamente subì vari rimaneggiamenti, tra cui quello del 1527 che portò alla rivisitazione della facciata con la realizzazione di un nuovo rosone, il portale e due porte laterali, a cui vi lavorarono l’architetto Pietro da Spilimbergo e il lapicida Matteo da Serravalle. L’edificio oggi si presenta con stile romanico, con la pianta a navata unica.

L’interno della chiesa di Santa Giuliana, completamente affrescato, costituisce uno tra i più vasti cicli d’affreschi di epoca tardomedievale esistenti in regione. Realizzati tra il 1329 e la fine di quel secolo, risultavano coperti sino al 1955, quando lavori di consolidamento li portarono alla luce, grazie al restauratore pordenonese Gino Marchetot e a Giancarlo Magri. Purtroppo la copertura, dovuta forse a ragioni di contrato a qualche epidemia, cagionò alcuni danni.

All’interno, sospeso sotto l’arco trionfale del presbiterio, si trova un crocifisso ligneo del XVI secolo, attribuito alla scuola friulana. Un altare ligneo dorato, datato alla metà del Seicento, sembra della bottega di Andrea e Giovani Battista Ghirlanduzzi da Ceneda. L’acquasantiera e il lavabo della sacrestia sono anch’esse opere cinquecentesche di Matteo da Serravalle.

L’altare della chiesa di Santa Giuliana conteneva un tempo una pala di Gianfrancesco da Tolmezzo del 1507, raffigurante la Madonna con Bambino tra santi, attualmente conservata presso il Museo di Pordenone. Lo stesso pittore realizzò due affreschi ai lati dell’arco del presbiterio: l’”Abbattimento degl’idoli”, ancora presente ma molto rovinato, e uno raffigurante i Santi Giovanni Battista e Leonardo, staccato e portato nel museo di Pordenone. Queste opere furono a lungo nascoste da due altari seicenteschi, ora spostati lateralmente.

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