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Udine - Palazzo Giacomelli

Palazzo Giacomelli sorge all’angolo tra via Grazzano e Via Brenari, nel comune di Udine, illuminato dalla vicina piazza Garibaldi. Venne costruito nel XVI secolo e fu inizialmente proprietà di diverse famiglie nobili. Un documento ricorda che il 24 luglio 1584, Ludovico e suo figlio, dei conti di Codroipo, lo cedono alla famiglia Deciani per 3400 denari.

Nel 1711 palazzo Giacomelli venne dato in comodato ai fratelli Monaco e, dall’inventario, sappiamo che la casa era stata riccamente arredata dalla famiglia Deciani. I Deciani lo vendettero definitivamente verso il 1719 alla famiglia Gabrielli, che cercava una sede di prestigio e l’acquistò per 8.000 ducati.

 

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Palazzo Giacomelli

Agli inizi dell’Ottocento i Gabrielli ospitano nella loro casa, tra altri illustri, il prefetto che vi fissò la dimora nel 1809, il Conte di Reuss nel dicembre 1813 e poi il conte di Thurn, commissario civile, che pure fissò qui la sua residenza nel 1814. Una festa da ballo del 1821 restò particolarmente impressa nella memoria cittadina.

Nel 1835 Palazzo Giacomelli risulta il recapito del medico Bortolo Aprilis e, dopo un breve possesso dal 1844 del nobile Antonio Caimo Dragoni, parente, nel 1846 diviene di proprietà di Leone Luzzato, che dispone anche di cambiare l’ingresso, riunendolo con quello dell’orto.

Nel 1856 viene acquistata da Pietro Magistris, che il 6 agosto presenta domanda per costruirvi una filanda a vapore al secondo piano e sulla parte posteriore. La domanda fu accolta con molto favore e si eresse quella che risulterà la più grande filanda della città. Purtroppo non durerà a lungo per il sopraggiungere, nel 1860, di una grave crisi nel settore. Ed infatti nel 1863 abiamo una relazione di stima dei caseggiati e della filanda, che descrivono la casa come signorile, solida e dagli infissi efficienti.

Nel 1876 vi aprono un negozio di sete i fratelli Bonanni, sino a quando nel 1900 viene acquistata da Sante Giacomelli, appartenente ad una famiglia di imprenditori tessili, che si distingue anche per impegno politico ricoprendo varie cariche pubbliche. Il palazzo però nel Novecento andrà lentamente in abbandono, sino al 1970, quando verrà acquistato dal Comune di Udine.

Oggetto di un lungo restauro, dovuto anche alla vicinanza della roggia che aveva intaccato le fondamenta, lo si è scelto come sede del Museo Etnografico del Friuli, che aveva un tempo sede in Via Viola ed era chiuso dal 1984. Nel 2008 si è terminato il restauro statico e il 22 ottobre 2010 si è potuta inaugurare la nuova sede del museo.

 

Palazzo Giacomelli si presenta con la facciata in mattoni rossi faccia a vista (frutto del restauro ottocentesco voluto dal pittore Giovanni Masutti) e zoccolatura in pietra, in cui spicca una imponente trifora serliana con balaustra e il portone architravato, monumentale testimonianza del periodo rinascimentale. Ancora del Masutti la fascia a fresco con festoni e motivi geometrici sotto il tetto.

Il salone centrale è con pittura a tempera e con il soffito affrescato, in cui sono rappresentate Europa e Africa, allegoria che si rifà al canale di Suez, opera sempre del Masutti. Da segnalare l’arredamento ligneo di fine Ottocento, ancora integro, della sala detta Brusconi, che il noto falegname udinese Antonio Brusconi (Udine 1852 - ivi 1928), tra i maggiori ebanisti e mobilieri friulani dell’epoca, arredò con la collaborazione del grande intagliatore Emilio Bortolotti.

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