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Sacile - Sagra dei Osei

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Manifesto 2012

La Sagra dei Osei (degli uccelli) di Sacile è una tra le manifestazioni più antiche d’Italia. Nel 2012, quando abbiamo realizzato questa scheda, ha raggiunto la 739a edizione.

Le sue origini, medievali, risalgono ad un mercato, detto di San Lorenzo, che si teneva il 10 agosto presso le mura della città. La mercie più richiesta erano gli uccelli da richiamo, utili per l’uccellagione, praticata anche a livello popolare, che aveva il suo culmine di attività tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno.

La prima attestazione documentale di questa fiera è del 2 agosto 1274, quando il Patriarca di Aquileia Raimondo della Torre concede a partire da quell’anno il trasferimento del mercato all’interno delle mura e precisamente nella piazza della città, probabilmente per farlo rientrare nella tassazione cittadina. Questo atto sancisce l’inizio di quella che oggi conosciamo come la Sagra degli Osei.

Questo mercato si ampliò e divenne un appuntamento fisso per il commercio non solo degli uccelli, ma di tutti gli animali da cortile, oltre che alle solite mercanzie.

La fiera proseguì negli anni praticamente immutata sino all’Ottocento, quando ritornò a specializzarsi sul mercato degli uccelli e di tutti gli articoli che li riguardavano. All’inizio del Novecento si volle dare maggior respiro alla manifestazione, per farla conoscere oltre i confini del circondario.

Notevole impulso in questo senso lo diede l’on. Luigi Gasparotto che si prodigò verso questo obiettivo. I risultati si concretizzarono nell’agosto del 1907 con l’articolo di Arnaldo Fraccaroli sulla Domenica del Corriere dal titolo “Delirio di mille armonie sovrapposte, diseguali e fantastiche” che descrisse la manifestazione dandole risonanza nazionale.

L’anno successivo arrivò anche la televisione d’allora: una tavola della Domenica del Corriere di Achille Beltrame. Nel 1909 si redasse un nuovo specifico regolamento. Negli anni seguenti la manifestazione proseguì, anche durante la Prima Guerra Mondiale. La sua popolarità crebbe continuamente, ispirando anche, nel 1923, una commedia in tre atti di Alberto Colantuoni, titolata appunto “La Sagra dei Osei”.

La notorietà portò ad assegnare diversi nomi fino a quello di “Sagra dei Osei di Sacile”, che appare per la prima volta l’11 agosto del 1926, nella rivista “La Patria del Friuli”, ottenendo fortuna nonostante alcune polemiche per l’uso del dialetto e non dell’italiano. Nel 1957 aggiunse la definizione di “Esposizione nazionale”.

La Sagra dei Osei si svolge ancora oggi con un gran concorso di persone ed ha come eventi principali la gara di bel canto degli uccelli e la gara di chioccolo, riproduzione di versi degli uccelli con la bocca.

 

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