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Udine - Chiesa di San Valentino

A circa metà di Via Pracchiuso, a Udine, sorge la chiesa di San Valentino, voluta dalla Confraternita di San Valentino. Il 14 febbraio 1513 la Confraternita ricevette in donazione l’area che comprendeva una casa con stalle cortile e orto, dal conte Manino dalla famiglia Manini de Bucy, originaria di Fiesole emigrata a Udine dalla Toscana nel Duecento, in seguito alle lotte tra Bianchi e Neri. Negli anni seguenti, raccolti dei fondi, si cominciò la costruzione dell’edificio. La chiesa fu terminata nel 1574, anche se la facciata fu ultimata solamente nel 1903, dall’arch. Giovanni Del Puppo.

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La chiesa di San Valentino prima del 1903

Nel 1581 divenne parrocchia. I parrocchiani si votarono al santo, invocato anche contro le pestilenze e il “mal caduco” cioè l’epilessia. Nel 1658, dopo la peste che aveva colpito Borgo Pracchiuso i parrocchiani fecero richiesta a Roma per avere il corpo di San Valentino da venerare.

Il vescovo di Sutri li accontentò parzialmente e mise a disposizione il corpo di un martire seppellito nel cimitero di Santa Ciriaca, che giunse a Udine l’8 agosto 1664. I parrocchiani gli attribuirono il nome di San Valentino e fu esposto alla venerazione, dietro l’altare centrale dove si trova tuttora. Nel 1996 la chiesa è stata restaurata, riportandola all’antico splendore.

La chiesa di San Valentino si presenta in stile architettonico veneto rinascimentale. È ricca di decorazioni e dipinti in un contesto del più puro barocco veneziano. Gli altari sono di pietra di Orsera d’Istria con delicati motivi in marmo giallo di Siena e rosso di Verona, mentre le colonne dei quattro altari della navata principale sono di levigatissimo marmo nero.

Risaltano nella loro bellezza anche i graffiti dell’antipodio dell’altare maggiore, con intarsi di scuola veneziana. Interessanti anche i dipinti: le pale di Pietro Venier e della figlia; il dipinto di Francesco Cucchiaro raffigurante San Valentino con altri santi; ci sono opere di Antonio Medi e padre Fabio Griffoni. Rilevanti anche il Martirio e il miracolo di San Valentino e L’Ascensione, opere della scuola veneta del Venier. Vasta è anche l’iconografia del santo, raffigurato con i paramenti sacerdotali, il calice, il libro, la palma del martirio.

Ogni anno il 14 febbraio, giorno del santo, si tiene in Borgo Pracchiuso una fiera in cui la chiesa è meta di visite devozionali per l’acquisto di pani, chiavette e ceri benedetti.

 

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