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Gorizia - Palazzo Cobenzl-Codelli - Arcivescovado

Il Palazzo Cobenzl-Codelli si trova in via dell’Arcivescovado 49 a Gorizia. Fu costruito nel 1587 per volere del conte Giovanni-Hans della nobile famiglia dei Cobenzl, baroni di Prosecco, Luegg, Leitenburg e Mossa, signori di San Daniele del Carso.

Agli inizi del Settecento, il barone Agostino Codelli, nato a Gorizia nel 1683, utilizzando la cospicua eredità dello zio Pietro Antonio, acquistò questo palazzo, che era considrato il più elegante della città. Lo abbellì con la costruzione, nel 1746, della cappella dell’Esaltazione della Santa Croce.

Il barone Codelli ebbe in proprietà il palazzo sino alla sua morte, il 20 luglio 1749. Due anni prima però, nel 1747, il barone Agostino aveva messo il proprio palazzo, con tutte le sue pertinenze, a disposizione dell’Imperatrice Maria Teresa, per destinarlo ad un’eventuale sede per l’arcivesco, quando si sarebbe creata, come si parlava da tempo, l’Arcidiocesi di Gorizia. L’imperatrice lo ricompensò nominandolo barone de Fahnenfeld il 12 marzo 1749.

Acquisito dall’erario alla morte del barone, il palazzo fu appunto destinato come sede della nuova arcidiocesi di Gorizia, nata dalla divisione del Patriarcato di Aquileia del 1751. Divenne la residenza del primo Arcivescovo di Gorizia Carlo Maria d’Attems e dei suoi successori.

Il palazzo dell’Arcivescovado Cobenzl-Codelli è uno degli esempi migliori del barocco goriziano, con linee semplici ma armoniose. Due bracci laterali si protendono verso il colle del castello, dove un tempo c’era il giardino e il vigneto. Fra il 1899 e il 1902 venne costruita una nuova ala che collegò i due bracci, chiudendo la vista verso il colle. Il palazzo assunse una pianta quadrata.

 

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