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Rive d'Arcano - Castello di Arcano superiore

Il Castello di Arcano superiore si trova nella località omonima, nel Comune di Rive d'Arcano, in provincia di Udine. Il Castello appartenne per secoli all'illustre famiglia nobile dei d’Arcano, i cui fasti ebbero inizio con Leandro de Cornu (1161) proprietario di un castello presso il corso d'acqua omonimo vicino a San Daniele del Friuli.

Suo figlio Ropretto (1167-1211) diede origine ai Tricano (da cui Arcano), così chiamati nel Medioevo per i tre cani neri posti nello stemma di famiglia. Furono anche signori di Moruzzo (poi estinti) e, con i Conti Asquini, consignori di Fagagna.

In realtà i castelli d’Arcano furono due. Il primitivo sorgeva nelle vicinanze, al posto della Chiesetta di San Mauro, dove un tempo si trovava una villa rustica romana. Al posto di quel castello fu edificato un secondo, che è quello attuale, cambiando luogo probabilmente per motivi strategici.

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I membri di questa famiglia parteciparono alle lotte del Friuli, schierandosi ora col Conte di Gorizia, ora con il Patriarca di cui erano Marescialli e Gonfalonieri. Nel 1299 Leandro d'Arcano dovette consegnare ai nemici del Patriarca cavalli e bandiere. In seguito alle sfortune politiche della famiglia, il primo castello andò in rovina e rimase solo il secondo.

I d'Arcano sedevano nel Parlamento Friulano ed entrarono nel Consiglio Nobile di Udine e nell'Ordine di Malta. Nel 1667 furono creati conti e vantavano il possesso pure dei castelli di Montereale, Buia, Moruzzo, in Friuli, e Castelvenere in Istria.

Quello che oggi vediamo, è uno dei castelli meglio conservati del Friuli. Dopo il terremoto è stato consolidato ed oggi si presenta splendidamente. Ha strutture di epoca diversa (secolo XIII-XVI) ed è sorto su una precedente costruzione fortificata forse del secolo X. Presenta mura merlate, il passo di ronda, un massiccio mastio, le torri di vedetta e il resto di un ponte levatoio.

All'interno conserva affreschi settecenteschi del veneziano Andrea Urbani, con temi bucolici ed agresti. Uno di questi affreschi ricorda simpaticamente un servitore, raffigurato in piedi ed in livrea, accompagnato da una laconica ma molto ironica scritta: "Angelo Candussio servi fedelmente bevè terribilmente. Nato 1730". Completano la decorazione alcune tele raffiguranti membri della famiglia Arcano.

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Nella Chiesetta del Castello dedicata a Santa Maria della Neve, la cui costruzione risale alla prima metà del secolo XIV vi è conservato un altare settecentesco con statue di San Paolino d'Aquileia e del Beato Bertrando, con un bassorilievo raffigurante Sant’Ermacora.

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Al castello di Arcano superiore è legata la misteriosa vicenda di Francesco d'Arcano, che nel 1635 sposò Todeschina di Prampero, uccisa in seguito a pugnalate per gelosia. Todeschina, morente, scrisse le proprie iniziali con il sangue su un muro del castello, rimaste visibili fino al terremoto del 1976. Il cadavere venne fatto murare dal marito e fu ritrovato agli inizi del Novecento, durante alcuni lavori di restauro.  

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