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Grado – Santuario di Barbana

Sull’isola di Barbana, all’estremità orientale della Laguna di Grado, sorge un Santuario Mariano. L’isola ha un’estensione di tre ettari e dista circa 5 km da Grado. Pare che il suo nome derivi da Barbano, un eremita che visse qui nel VI secolo creando una comunità.

Tra il V e il VII secolo si formò la laguna con l’allagamento delle basse terre aquileiesi. Sull’isola precedentemente ospitava un tempio votato ad Apollo Beleno, che probabilmente serviva anche da luogo di quarantena o da lazzaretto.

Secondo la tradizione fu proprio l’eremita Barbano con il suo compagno Tarilesso, originari del trevisano, a ritrovare nel 582, dopo una violenta mareggiata che aveva allagato molte terre, una icona della Madonna, ai piedi di un olmo (o secondo altri sui suoi rami).

Questa violenta mareggiata tuttavia risparmiò la città di Grado e il Patriarca Elia volle costruire una chiesa in quel luogo, che all’epoca era lontano dalla linea di costa. Nacque una comunità di monaci che visse presso il santuario per quattro secoli. Intanto l’impaludamento proseguiva e sappiamo da un documento di Papa Gregorio III che nel 734 Barbana era diventata un’isola.

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La chiesa nei secoli seguenti venne più volte ricostruita e l’immagine della Madonna andò perduta. Presso il Santuario, verso il Mille, subentrarono i benedettini, che per circa cinque secoli rimasero ad officiare qui i riti. Di quest’epoca ci è pervenuto un bassorilievo funerario che rappresenta un’apparizione di Cristo Risorto.

I rapporti con Venezia furono frequenti, tanto che ricevette anche delle donazioni dal doge Pietro Ziani nel 1228. In seguito nacque anch la Fratellaza della Beata Vergine di Barbana, una confraternita formata da gondolieri. Nel 1237 una pestilenza investì Grado. Gli abitanti fecero voto di pellegrinaggio annuale a Barbana purchè il morbo non infierisse più tra la popolazione.

Verso la metà del XV secolo subentrarono ai benedettini i frati francescani conventuali, che crearono qui una comunità, anche se il passaggio ufficiale avvenne solo nel 1619. Ai francescani si deve la costruzione di una nuova chiesa, più capiente, su tre navate, nel 1739. Ma solo una trentina d’anni dopo, nel 1769, per ordine della repubblica di Venezia il convento venne soppresso.

Lasciato dai frati francescani, passò al clero diocesano, dell’Arcidiocesi di Udine fino al 1818 e a quello di Gorizia da quell’anno fino al 1901. Nel 1851 si fecero dei lavori di arginatura su impulso di don Leonardo Stagni, che volle anche costruire una cappella nel bosco dell’isola nel 1854 e l’incoronazione della Madonna nel 1863.

Nel 1901 giunsero i frati francescani minori della provincia dalmata. La comunità eressa il nuovo convento e curò la bonifica di alcune zone. Nel 1924, ai francescani della provincia dalmata, subentrarono quelli della provincia veneta di San Francesco. Nel 1959 fu costurita la casa per gli esercizi spirituali Domus Mariae e una casa del Pellegrino nel 1980. Infine nel 1989 la cappella della riconciliazione.

La chiesa attuale svetta sulla laguna circondata dagli alberi dell’isola di Barbana. Venne costruita a partire dal 1911 su progetto dell’arch. Silvano Barich (autore anche del progetto di Monte Santo), in stile neoromanico. Fu copletata nel 1924, dopo una pausa dovuta alla Prima Guerra Mondiale.

La pianta è a tre navate, sormontate da una cupola. La facciata presenta un rosone ed è ripartita da lesene.

L’interno presenta un soffitto a carena di nave. L’altare maggiore è del 1706 e conserva una statua della Madonna in trono con il Bambino in braccio e rosa sulla destra, opera del Quattrocento. Gli altari laterali sono di stile rinascimentale-barocco e sono dedicati a San Francesco e a Sant’Antonio. Sono di scuola veneziana, rispettivamente del 1763 e del 1749.

Gli affreschi della cupola sono del XX secolo, opera nel 1940 di Tiburzio Donadon. I quattro soggetti principali rappresentano: l’incoronazione della Vergine, processione del Perdòn di Barbana, apparizione della vergine sull’olmo, visione del Patriarca Elia. Sono separati da figure bianche che sono un’allegoria delle virtù cardinali: prudenza, giustizia, fortezza e temperanza. Alcuni misteri del Rosario sono il tema delle vetrate.

L'interno del Santuario di Barbana (da Wikipedia)

La cappella della Riconciliazione si trova a destra dell’altar maggiore che accoglie una statua della vergine del Settecento in pietra ed una lapide di epoca romana, raffigurante un magistrato.

Nella sacrestia, pregevole quadro del Tintoretto, opera del 1771, raffigurante un pellegrinaggio di gondolieri. Rilevante anche una Madonna col Bambino del 1734, opera d’ignoto. Tra i reperti artistici ci sono anche un frammento dell’olmo presso cui si trovò l’immagine della Madonna e un rivestimento per altare in cuoio e oro del XVII secolo.

Il campanile fu ultimato nel 1929. Misura 47,8 m di altezza. Sulla sommità ci sono quattro campane ricavate dal metallo dei cannoni tedeschi della Seconda Guerra Mondiale, come augurio di pace.

Presso la Domus Mariae si trova la statua della “Madonna mora”, venerata a Barbana tra l’XI e il XVI secolo. Rilevante una Madonna Orante del Cinquecento, presso la mensa.

La cappella del bosco, eretta come detto nel 1854, fu intitolata alla Vergine in occasione della proclamazione del dogma della Immacolata Concezione. Tema ricorrente anche nelle decorazioni del 1860, opera di Rocco Pitacco da Udine.

 

Il Perdòn

Ogni anno, nella prima domenica di luglio, si svolge il Perdòn di Barbana”. Si tratta di un pellegrinaggio che fanno i gradesi su una processione di barche imbandierate, per coronare il voto che fecero in occasione della pestilenza del 1237. La Battella, un’imbarcazione, trasporta la Madonna degli Angeli, dalla basilica di Sant’Eufemia fino a Barbana.

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Il "Perdon" di Barbana
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Il "Perdon" di Barbana in una cartolina

Per la festa dell’Assunta il 15 agosto e della Natività l’8 settembre, la Madonna viene portata in processione per Barbana.In alcune occasioni, la statua della Madonna di Barbana ha lasciato l’isola. La prima fu quanto venne portata a Grado nel 1863. La cosa si ripetè, anche in altre località, nel 1913, 1951, 1954, 1963 e 1987. L’ultima trasferta risale al 2000, in occasione del Giubileo; la prossima è prevista nel 2013.

Barbana è collegata con Grado da un servizio di traghetti regolare, che parte dall’isola della Schiusa e raggiunge il Santuario in 20 minuti circa. C’è la possibilità di attracco anche per imbarcazioni private.

Altre informazioni qui: www.santuariodibarbana.it

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