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Storia di Gorizia: I Conti di Gorizia

Già in un documento del 1064 viene nominato un Mainardus de Gorizia, mentre in un altro documento rogato a Cividale il 21 maggio 1122, Mainardo I, che fu il primo della famiglia ad avere l’avvocazia d’Aquileia, viene chiamato non più avvocato ma conte: era il periodo in cui si stava estinguendo la famiglia degli Eppenstein.

Il 4 dicembre 1122 moriva Enrico III di Eppenstein Duca di Carinzia, ultimo della sua famiglia e rendendo così vacante il feudo. I nuovi signori di Gorizia divennero vassalli della Chiesa d’Aquileia e infeudati della Contea di Carinzia. Mainardo I moriva nel 1146, mentre suo figlio Enrico, che aveva esercitato insieme al padre quei diritti, decedeva prima del 1150. Gli successe il fratello Engelberto II, che per quasi quarant’anni fu l’unico avvocato della Chiesa d’Aquileia. Egli fu un uomo violento e prepotente, che danneggiò pesantemente i beni della Chiesa, maltrattando i contadini che vi lavoravano.

Il Patriarca Pellegrino II indignato per queste continue prepotenze pose un termine a Engelberto per discolparsi di questi eccessi. Engelberto per tutta risposta assalì all’improvviso a mano armata il Patriarca e lo imprigionò nel Castello. Si misero di mezzo Ottocaro V Marchese di Stiria ed altri vassalli della Chiesa Aquileiese che liberarono il Patriarca e costrinsero Engelberto il 21 aprile 1150, presso la selva di Ramusel (Cordovado) a rinnovare il giuramento di fedeltà al Patriarca.

Nel 1187 morì Engelberto II e gli succedettero i figli Mainardo II e Engelberto III, che già governavano i possedimenti assieme al padre. Mainardo II, nel 1195, seguendo l’esempio dei duchi di Carinzia e d’Austria, e d’altri nobili, partì per le Crociate. Rimase in Oriente fino al 1198, Forse egli voleva far penitenza per avere nel novembre 1192 inseguito Riccardo Cuor di Leone, Re d’Inghilterra, giunto naufrago ad Aquileia ed averlo fatto cadere nelle mani di Leopoldo d’Austria nemico personale di Riccardo.

 

Riccardo Cuor di Leone

Grazie ai beni che la casata possedeva a Gorizia e nel resto del Friuli (Precenicco, Portolatisana, Belgrado, Codroipo, Goricizza, Gradisca e altri), essi superavano per potenza ogni altro feudatario del Patriarcato. Non aveva invece autorità ministeriale nel Friuli dove unico conte era il Patriarca. Se furono chiamati conti di Gorizia fu soltanto in grazia della loro contea carinziana.

Un patto fu stretto a S. Quirino, presso Cormòns, il 27 gennaio 1202 alla presenza di numerosi signori e ratificato poi a Udine e a Gorizia, nel quale essi dovevano avere dal Patriarca in feudo trasmissibile a maschi ed a femmine il Castello di Gorizia con tutto quello che gli apparteneva eccetto i ministeriali ed il Castello di Mosburgo con i ministeriali; in mancanza d’eredi i due castelli sarebbero tornati alla Chiesa d’Aquileia.

 

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