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Gorizia - Palazzo Lantieri

Palazzo Lantieri sorge al civico 6 di piazza Sant’Antonio a Gorizia. Il palazzo risale al XIV secolo quando esiteva, a ridosso della cinta urbana, una villa dei conti di Gorizia chiamata Schoenhaus. Questa foresteria ospitava spesso gli invitati alle battute di caccia dei conti.

Oggi troviamo ancora una testimonianza della cinta muraria nella torre che si trova nel cortile del palazzo. Questa era la porta orientale della città. Inoltre ci sono tracce dell’antico fossato a ridosso delle mura, dove era stato deviato il torrente Vertoibizza.

Alla morte di Leonardo, ultimo conte di Gorizia, avvenuta nel 1499, la proprietà passò al suo medico personale Antonio Pozzo, che lo cedette ad Antonio Lantieri di Paratico con un contratto stipulato il 21 ottobre 1505. I nuovi proprietari in seguito ingrandirono l’edificio, completando l’alal antica entro il 1524. L’ala grande, detta Cinquecentesca venne completata nella seconda metà del secolo ed in seguito furono aggiunti altri fabbricati.

L’importanza della famiglia crebbe, divenendo l’effettiva erede della contea e rivestendo notevole prestigio presso la corte. Ebbe anche un proprio corpo di corazzieri che si distinse nella guerra contro i turchi, guidato dal generale Federico Lantieri, agli ordini di Eugenio di Savoia.

Palazzo Lantieri ospitò nel 1728 Carlo Goldoni e suo padre il quale era medico personale del conte Francesco Antonio Lantieri, Luogotenente generale delle Armate dell’Imperatore. Soggiornarono qui anche Maria Teresa d’Austria nel 1782 e, sempre nello stesso anno, Pio VI reduce da Vienna; il Metastasio, discendenti del re di Francia..

Nell’Ottocento vennero rimosse le pesanti inferiate delle finestre che danno sulla piazza, per ottenere maggior luminosità. La Prima Guerra Mondiale causò diversi danni, a cui si pose rimedio solo nel secondo dopoguerra, grazie all’intervento dei proprietari Levetzow-Lantieri.

Si può ammirare una bella loggetta decorata del XVII secolo, che da sulla strada, e degli stemmi della famiglia Lantieri e Lamberg. Nell’interno, presso la sala antica, ci sono affreschi (Storia di Roma, Assedio di Vienna del 1529) attribuiti a Marcello Fogolino (1540 circa) e commissionati da Gaspare Lantieri, che era di fede luterana. Vennero scoperti nel 1910 e sono stati recentemente restaurati. Sono state avanzate riserve sulla paternità dell’intera opera, che secondo alcuni è di epoche diverse.

Troviamo poi delle figure grottesche, nella “Sala della Cabala”, recuperate da un restauro del 1912 e databili tra la fine del Seicento e inizio del Settecento. Sono presenti anche varie opere del Pittoni, del Pavona e di altri.

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