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Gorizia - Il Duomo di Gorizia

Poco lontano da Piazza Cavour, in via Rabatta, sorge il Duomo di Gorizia, intitolato ai Ss. Ilario e Taziano patroni della città.

Circa nel 1365, era sorta la prima cappella dedicata a S. Caterina e S. Leonardo, Nel 1399 o 1400 fu consacrata la chiesa che incluse la cappella eretta dalla contessa Caterina, moglie del conte Alberto IV. Sembra che vi fosse anche un oratorio, dedicato a Sant’Acazio.

Quando si costruì il Duomo di Gorizia la chiesa fu incorporata. Il progetto fu di Felice Lorenzo Maiti (1682). Esso fu gravemente danneggiato nella Prima Guerra mondiale, fu ricostruito e inaugurato nel 1927, ma senza il grande affresco raffigurante la Gloria celeste che Giulio Quaglio, molto attivo in Friuli, aveva dipinto nel 1702 andato completamente distrutto. La facciata, di poco pregio, opera moderna di E. Caraman è stata rifatta nel 1924.

Il Duomo in una cartolina del 1902 (da Wikipedia)

L’interno, dopo le ricostruzioni del 1928 mette in risalto la ricchezza dell’ultimo rinascimento barocco (1682-1797), è a tre navate diviso da colonne in marmo nero sfarzosamente decorato da stucchi e dorature opere del romano Francesco Grossi (sec. XX). Esse si estendono anche alle gallerie che corrono lungo le navate laterali chiuse da balaustre in pietra bianca. Gli altari marmorei delle cappelle laterali sono in gran parte del sec. XVII e XVIII, alcuni con buoni bassorilievi alle mense e pale discrete Battig, Lazzarioni ecc.

Al 2° altare a destra: Annunciazione del padovano Alessandro Vattori detto il Padovanino (1588-1648). Alla 4ª colonna della navata mediana pulpito barocco in marmo con buoni bassorilievi del 1711 che rappresentato Gli Evangelisti che sollevano il mondo e Santi, d’artista locale.

L’abside centrale, che appartiene alla prima costruzione, è corsa da costoloni gotici; la decorazione pittorica è dell’udinese Enrico Miani (1889-1933). Pale d’altare dei pittori goriziani Raffaele Pich e Giuseppe Battig ed una grande pala raffigurante: Madonna e i Ss. Ilario e Taziano del bravo pittore goriziano Giuseppe Tominz (1825) dello stesso, più in basso, il Castello di Gorizia.

Il Duomo (da Wikipedia)

 

Di forme rinascimentali è il coro ligneo. A sinistra dell’altare, situato all’estremità della navata sinistra, bassorilievo gotico rappresentante Leonardo ultimo conte di Gorizia morto a Linz il 12 aprile 1500.

In fondo alla navata destra, dove si passa per entrare in sacrestia, si trova ciò che rimane d’una Cappella gotica annessa al Duomo che è quella dell’antica Chiesetta di S. Acazio, circa del 1365, ha interessanti affreschi fine sec. XV nel soffitto: Evangelisti, Angeli Musicanti di gusto gotico protorinascimentale, ancora legasti al mondo tardogotico.

Molto interessante il Tesoro del Duomo di Gorizia (rivolgersi al sagrestano) che raccoglie delle reliquie che appartenevano alla basilica d’Aquileia e furono divise fra Gorizia e Udine quando quel Patriarcato fu soppresso.

Fra gli oggetti più importanti copertura di Evangeliario in argento sbalzato, (principio del sec. XIII) Crocifisso processionale d’argento dorato (1261) pastorali, busti di Santi del sec. XIV e XV, reliquari dalle forme più svariate. La chiesa possiede anche una raccolta di paramenti sacri, parte provenienti da Aquileia, parte donati da Maria Teresa e dagli ultimi Borboni.

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