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Gorizia - Il Castello

Dove ora sorge il Castello di Gorizia, in epoca romana esisteva probabilmente un castelliere, andato distrutto durante le invasioni barbariche. Verso l’VIII secolo la primitiva torre in legno dovette essere sostituita da un’altra in pietre squadrate, elevata sul punto più a ponente.

Al mastio primitivo si aggiunsero costruzioni, proprie alla prima età medioevale, tutte allestite secondo gli accorgimenti atti ad impedire o a ritardare la conquista da parte dei nemici. Si ha ragione di ritenere che Marquardo di Eppenstein († 1076) abbia trasportato la sua residenza da Salcano a Gorizia, migliorando ed aggiungendo al mastio e al modesto palazzo quanto necessario per la dignità della nuova casata dei Conti di Gorizia.

Il Castello fu successivamente ampliato e fortificato dai Veneziani, nel 1508-9, sotto il governatorato di A. Gritti, quindi dall’Austria che ne fece dapprima la residenza dei Capitani Provinciali e poi lo trasformò in caserma.

Gravemente colpito durante la Prima Guerra mondiale fu ricostruito (1919-37) e, nell’occasione furono portate alla luce le antiche strutture soffocate nel corso dei secoli e che davano l’aspetto di caserma austriaca. Fu recuperato anche il Palazzo dei Conti, del sec. XIII, che si nota nella parte occidentale del Castello, con cinque belle bifore.

Fu ristrutturato anche il Palazzo degli Stati Provinciali (sec. XV) posto nella parte orientale del Castello. L’arredamento che conferisce un aspetto antico al Castello è del Sei-Settecento e fu fornito dai Musei Provinciali.

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Sopra il portale d’ingresso nel 1919 è stato rimesso il Leone di S. Marco scolpito da Giovanni di Campione (1509) che gli Austriaci avevano tolto. In un primo tempo lasciato in abbandono e poi custodito dal Museo. Una ripida strada porta all’ingresso. Per una scaletta si sale sulle mura dove per dei camminamenti si può rendersi conto delle poderose difese che aveva il Castello di Gorizia.

Dalle mura si gode un magnifico panorama sulla città e delle cime che la circondano. La vista spazia a 360 gradi. Da Est si vedono il Monte S. Marco, il Monte Stol, il Dosso Fáiti, la chiesa di S. Grado di Merna, l’intaglio che conduce al Vallone di Doberdò, il Monte S. Michele lambito dall’Isonzo, il Monte Calvario con l’obelisco, S. Floriano del Collio, il Monte Santo coronato dal Santuario.

Entrando nel Castello di Gorizia si incontra il pittoresco cortiletto circondato da costruzioni di varie epoche. Nel cortile oltre ad un fabbricato con portico romanico trasformato nel sec. XVII in prigione, vi sorgono le fondamenta del mastio della rocca, eretto forse nel sec. XI - XII. Per una scaletta si sale al primo piano con vari ambienti ornati di quadri e mobili del secolo XVI e XVII.

Anche dalle sale del Castello di Gorizia si gode una bella ed ampia vista: il Monte Sabotino, il Monte Santo, la Sella Montesanto, il Monte S. Gabriele. il Monte S. Daniele il ciglio dell’Altopiano di Tarnova, l’apertura della Valle di Rose, percorsa dalla strada con sullo sfondo il Monte Re, l’altura del S. Marco. Più vicino il Seminario minore Arcivescovile, mentre sullo sfondo la costiera occidentale del Carso con il dosso Fáiti.

 

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