Cerca nel sito

 

 

 

Home > LocalitÓ > Comuni > Gorizia > Storia > La Prima Guerra Mondiale

 

Gorizia - Storia di Gorizia: Prima guerra mondiale

Il 28 luglio 1914 scoppiò la Prima Guerra Mondiale che segnò nella storia di Gorizia pagine dolorose. Ci fu un rigido controllo alle frontiere italiane nei primi mesi di guerra, in cui la posizione dell’Italia era ancora incerta.

Quando il regno d’Italia dichiarò guerra all’Austria-Ungheria, molti giovani goriziani corsero ad arruolarsi nell‘esercito italiano, consci di poter incorrere nella pena di morte in caso di cattura.

L’Austria, dal canto suo, cercò di inviare i sudditi di nazionalità italiana su altri fronti, specie quello della Galizia. Molti esponenti irredentisti vennero preventivamente arrestati e languirono negli internamenti austriaci.

Gorizia_-_Piazza_San_Rocco_-_1916.jpg
Gorizia. Piazza San Rocco distrutta - 1916

La quotidianità della vita goriziana in questa situazione era non priva d’ansie, ma si cercava di renderla il più regolare possibile. Già nel periodo dal 1910 al 1915 il Monastero delle Orsoline aveva due scuole parallele ciascuna di otto classi con una popolazione scolastica di 450 esterne e 130 educande. Sotto l’imperversare della guerra le monache aprirono una scuola elementare a tutti i bimbi di Gorizia, oltre un centinaio, che ricevevano pure la refezione.

Dopo più d’un anno d’aspre lotte, caduti il San Michele e il Sabotino capisaldi della difesa austriaca, il 9 agosto 1916 le truppe italiane entrarono a Gorizia, segnando uno dei notri maggiori successi strategici e tra quelli più ideali dell’immaginario nazionale. La situazione obbligò il nemico ritirarsi sulla linea Monte Santo - San Gabriele - Santa Caterina - San Martino - Naso-Opacchiasella.

Gorizia subì pesanti bombardamenti da parte austriaca, soprattutto dai colli del S. Marco, del Gabriele, del Monte Santo. La città venne rioccupata dagli austro-tedeschi con l’offensiva di Caporetto, nell’ottobre 1917, e fu definitivamente riconquistata il 7 novembre 1918. La guerra fece soffrire molto la città e gli abitanti, basti pensare che dei circa 30.000 abitanti di Gorizia ne rimasero circa 3.000. La città ebbe 680 fabbricati distrutti, 2013 danneggiati.

Due eroiche figure popolari  dell'irredentismo italiano si ricordano in particolare durante questi anni: il fruttivendolo Emilio Cravos, fucilato per i suoi sentimenti d’italianità il 15 novembre 1915 e che, invitato prima a rivelare i nomi dei suoi compagni, rispose: “No! e femo presto.”; Giovanni Maniacco, giovanissimo italiano, orditore d’una sommossa contro il comando austriaco e condannato alla fucilazione. Morì al grido di “Viva l’Italia”.Gorizia è stata insignita di medaglia d’oro al valor civile.

Nel primo dopoguerra, la ricostruzione lasciò sostanzialmente inalterata la fisionomia del centro di Gorizia. Anche il Castello fu ricostruito, mentre nel 1928 tutta l’originaria “terra superiore” subì una “bonifica” per facilitare il traffico a scapito delle casette medioevali che furono demolite, per allargare la strada che conduce in Castello.

 

• Viaggio in Friuli Venezia Giulia

 

 

<<PRECEDENTE                                                                                              SUCCESSIVA>>

 

 

Viaggio in Friuli Venezia Giulia - Tutti i diritti riservati - © Avatar Project