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Flaibano - Storia

Il nome Flaibano, comune in provincia di Udine, deriva dal toponimo prediale in -anu da Flavius. Il centro più importante, sia in epoca romana che nel Medioevo, era Sant’Odorico in cui si identifica la storia del comune.

Il ritrovamento di tombe a tumulo dell’età del bronzo ci indica come sia stabile da allora la presenza umana in questo luogo: un agile guado del Tagliamento. Qui sorgeva forse anche un tempio romano che verrà sostituito da una chiesa dedicata a Sant’Odorico, fondata probabilmente al tempo dei patriarchi tedeschi, nei sec. XI-XII.

Vi si stabilirono i frati Benedettinie e attorno alla chiesa si formò un villaggio. In un documento del 23 febbraio 1085 compare per la prima volta il nome di S. Odorico assieme a quello di Flaibano come donazione alla chiesa di Salisburgo.

Il 20 ottobre 1154 la chiesa appare come Monastero o canonica regolare sotto la regola di S. Agostino, retta da un Aba-te. Per desiderio del Preposito del capitolo di Sant’Odorico, il Patriarca Bertoldo chiese a papa Innocenzo V che detto capitolo fosse trasferito entro la città di Udine, perché luogo più sicuro rispetto alle lontane rive del Tagliamento. Il 21 luglio 1245, il papa concesse il trasferimento e l’unione di detto capitolo alla pieve di Santa Maria di Udine.

Il trasferimento però avvenne solo nel 1334, quando il Patriarca Bertrando fuse la prepositura di S. Odorico col Capitolo di Udine.

Il territorio di Flaibano divenne pertinenza perciò del capoluogo friulano, che ne determinò le sorti sino alla caduta della Repubblica di Venezia. L’arrivo dei Francesi riorganizzò l’assetto amministrativo, facendo cessare i legami feudali e molti di quelli ecclesiastici. Da tempo l’abitato di Sant’Odorico aveva perso la sua importanza a scapito di Flaibano, ma venne confermato capoluogo in quanto posto sulla strada che conduceva alla cittadina capodistretto San Daniele.

Il 19 novembre 1866 venne annesso all’Italia con le province di Mantova e Venezia e costituito come comune di Sant’Odorico.

Il 16 maggio 1875 il consiglio comunale deliberò di trasferire la sede a Flaibano, ma la decisione venne contestata perché ratificata in un’assemblea in cui erano assenti tutti i consiglieri di Sant’Odorico. La prefettura annullò la decisione il 20 agosto 1875 perché illegittima (ci voleva un referndum). Tuttavia, il 31 luglio dell’anno successivo la Deputazione Provinciale confermò il trasferimento, pur lasciano al comune il nome di Sant’Odorico.

Tra il finire dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, l’opera dell’ing. Enrico de Rosmini, industriale, favorì l’economia flaibanese con varie opere, tra cui la realizzazioni di canali idrici e l’istallazione di mulini ed altre attività. Egli cercò anche di creare la ferrovia Precenicco-Gemona che doveva passare per Flaibano, idea di cui molto si parlò ma che le vicende belliche fecero accantonare.

Nei giorni della prima guerra mondiale subì le vicende belliche e nel 1917 la maggior parte della popolazione seguì le truppe italiane in ritirata dopo la rotta di Caporetto. Coloro che rimasero dovettero sfollare da Sant’Odorico al Tagliamento e rifugiarsi per alcuni giorni nella campagna poiché l’artiglieria italiana attestata sulla sponda le Tagliamento bombardò pesantemente la frazione. Quando nel novembre 1918 giunsero le truppe italiane molti abitanti erano contagiati dall’epidemia di febbre spagnola che fece parecchie vittime.

Il paese di Flaibano, oltre che essere capoluogo, divenne stabilmente il più popoloso e attivo economicamente, tanto che il 26 gennaio 1927 il podestà Vittorio Cescutti fece formale richiesta al governo per il cambio della denominazione del comune. Il regio decreto del 16 settembre 1927 confermò la nascita del comune di Flaibano.

L’economia comunale di Flaibano oggi è prevalentemente agricola, con un attivo artigianato nella lavorazione del legno e nella carpenteria metallica.

 

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