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Fiumicello Villa Vicentina - Chiesa di San Valentino

La Chiesa parrocchiale di San Valentino si trova a Fiumicello, capoluogo del comune di Fiumicello Villa Viecentina, in provincia di Udine. In origine, nel luogo sorgeva la chiesa storica di Fiumicello. Già nel 1210 si nomina l’esistenza di una pieve a Fiumicello e nel 1346 si fa menzione di una chiesa dedicata ai Santi Canziani, di pertinenza del monastero della Beligna, presso Aquileia. Non sappiamo però molto di più sulla chiesa che si riferiva a questa pieve, se non che nel Trecento, da essa dipendevano tre chiese filiali. Tra queste quella della località di San Lorenzo, dove sarebbe stata spostata la sede.

San Valentino (da http://www.beweb.chiesacattolica.it)

Nel secolo successivo, forse un’innondazione o comunque una calamità distrusse la cappella di San Valentino che si trovava in località Roncolon, sul fiume Tiel. La chiesa dei Canziani ne assunse con tutta probabilità le funzioni e la devozione, tanto che nel 1570, nella relazione della visita apostolica dell’abate Borromeo da Porcia, troviamo associato il nome di San Valentino come titolare della chiesa. Anche la grande statua di San Valentino proviene da quella chiesa.

Nel terzo decennio del XIX secolo, si fece viva la necessità della costruzione di una nuova chiesa, in luogo di quella vecchia (che veniva indicata ora solamente come di San Valentino), che aveva problemi strutturali essendo stata eretta in un terreno paludoso e lambita su due lati da rogge. La vecchia chiesa aveva anche un cimitero cinto da muro che la circondava e un portico antistante, che però nelle mappe ottocentesche scompare.

Ci vorranno però alcuni decenni, trascorsi negli adempimenti burocratici e ancor di più per il reperimento dei fondi, per giungere alla costruzione. Fu la tenacia del parroco don Tirindelli che seppe dare la svolta decisiva, vincendo anche la contrarietà degli abitanti di San Lorenzo, da cui la chiesa dipendeva.

Nel 1870 si pose e benedì la prima pietra della nuova chiesa, che la regia luogotenenza di Trieste avrebbe contribuito ad edificare secondo il progetto dell’Ing. Luigi Sindelar (o Sindelaz). Tuttavia, quasi subito la mancanza di fondi impose di collegare il nuovo presbiterio alla vecchia chiesa. Nel maggio del 1877 si ripresero i lavori, che demolirono la parte vecchia, realizzando le fondazioni della nuova chiesa e alla copertura, nell’ottobre 1877. Alla vigilia dell’inaugurazione, il 26 ottobre 1877, il cedimento di una colonna causò il crollo della parte sinistra della navata e anche quella destra risultò danneggiata. Si dovette allora ricostruire la navata e rinforzare il presbiterio. I pilastri furono fatti in pietra per essere più robusti. Nel 1880 il carpentiere Giuseppe Jasmig da Gorizia realizzò gli infissi. Risultò ultimata nel 1886.

Durante il periodo 1882-1899, su volere del parroco don Adamo Zanetti, l’impresa Giuseppe Miniussi di Ronchi realizzò la torre campanaria che contrariamente al progetto fu fatta discosta dalla chiesa. Lo stile della torre è veneto, con la tipica copertura a cuspide piramidale. Il 22 settembre 1901 la chiesa di San Valentino venne consacrata dall’Arcivescovo di Gorizia, card. Giacomo Missia.

Nel 1970 ci furono dei lavori per l’adeguamento liturgico, con la rimozione della balaustra in marmo davanti al presbiterio, la posa di una nuova mensa, la rimozione del pulpito ligneo e la costruzione di un nuovo tabernacolo. Nel 2000 ha avuto inizio un restauro di tipo statico, resosi necessario per dei cedimenti del terreno. Nel 2014 è stato ultimata anche la seconda parte di interventi, riguardanti l’impiantistica, il pavimento e il sagrato della chiesa. Il restauro è stato diretto dall’architetto Ennio Snider e dall’architetto Ivo Scagliarini.

L’edificio si presenta con una pianta a tre navate, ripartite da pilastri e con presbiterio pentagonale. Lo stile è eclettico con richiami neogotici.

La chiesa di San Valentino conserva al suo interno, sulla parasta di sinistra dell’arco santo, una maestosa statua del XV secolo, opera dell’insigne scultore Carlo da Carona, raffigurante San Valentino. Ancora, un altare marmoreo barocco,

Il battistero è decorato con vetrate su cartone di Tranquillo Marangoni.

 

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