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Fagagna (UD)

Fagagna - Storia

L'origine di Fagagna, comune in provincia di Udine, è sicuramente romana. A supporto di questa ipotesi ci sono i numerosi reperti che vennero alla luce, nei secoli passati, come: lapidi, statue di dei, monete, un cimitero, tratti di un acquedotto.

Interessante, inoltre, una pietra miliare (presso la chiesa di S. Leonardo in borgo Riolo) con l’iscrizione XXXIII miglia. Il luogo era infatti attraversato dalla strada romana che proveniva da Concordia e si congiungeva, presso Ospedaletto, alla Julia Augusta. Fagagna viene nominata per la prima volta l’11 giugno 983 quando Ottone II con un diploma confermava al Patriarca Rodoaldo il dominio e la giurisdizione di cinque castelli tra cui “Phagagna”.

Di questo periodo si può considerare anche la nascita della pieve di Fagagna. Il castello, uno dei più importanti del Friuli, sorgeva con tre torri sul colle, e del quale restano ancora visibili le antiche vestigia. Fu affidato a vari nobili in feudo di abitanza.

Sia questi che la Comunità di Fagagna occupavano un seggio nel Parlamento Friulano. Verso il 1300 Fagagna aveva ottenuto l’assetto definitivo di libera comunità, questa amministrazione, di nobili e popolani, con idee e interessi diversi da tutelare, fu spesso causa di agitazioni e discordie che tubavano la tranquillità del borgo, già esposto ai continui scontri con i signori rivali.

Il potere patriarcale era gestito da un gastaldo e dai nobili che abitavano il castello ai quali di volta in volta il Patriarca concedeva in feudo il territorio. Essi risiedevano all’interno di un’ampia cortina difensiva che ospitava, tra l’altro, il Palazzo del Consiglio della Comunità e la chiesa dei feudatari, intitolata a S. Michele Arcangelo e ancora esistente a fianco dei resti delle antiche torri.

Distrutto il complesso fortificato, di cui avanzano oggi tratti di mura merlate, resti di due torri e di una torre che serve da campanile alla chiesa di S. Giacomo che anticamente era adibita a prigione. Tre porte si aprivano nella cinta perimetrale una detta Carnia verso Borgo Paludo, l’altra detta Ferrea, prossima al Palazzo della Comunità e l’ultima detta Porta di Borgo perché dava direttamente acceso al nucleo abitato.

Il feudo appartenne ai nobili di Fagagna, che tradirono il Patriarca nel 1250 alleandosi con Ezzelino da Romano, cadendo per questo in disgrazia. Per tale motivo il maniero passò alla famiglia di Varmo, al Conte di Gorizia, poi di nuovo ai Magagna e infine ai Della Torre.

Nel 1350 venne cinto d’assedio dal Conte di Gorizia ma inutilmente. Il fatto più noto è senz‘altro l’assalto sferrato dai soldati dei Duchi d’Austria nel 1361. Fagagna riuscì a resistere sino a quando fu conclusa la pace del 1364. Meno fortuna ebbe la rocca nel 1411, quando, assalita da undicimila Ungheresi guidati da Filippo Scolari, il noto Pippo Spano, venne sopraffatta. Poi i nemici si ritirarono e subentrò nel 1420 il dominio di Venezia.

A Fagagna risiedette più volte il Luogotenente Veneto della Patria e fu anche sede del Parlamento Friulano. Poi con il tempo, il castello, che era stato abitato dai Varmo sino al 1700, andò in rovina. Le mura cadenti, le antiche case e le torri da lungo tempo disabitate, divennero una specie di cava di recupero per le costruzioni del borgo.

Fagagna divenne un paese principalmente rurale e come tale attraversò le varie epoche segnate dai governi francesi ed austriaci, sino all’unità con l’Italia nel 1866. Impulso all’economia venne dal Senatore Gabriele Luigi Pecile, che si tradusse il 25 ottobre 1885 nella fondazione della latteria sociale, la prima in forma cooperativa, e nel 1892 la scuola del merletto, nata sul modello di quella di Cora Slocomb di Brazzà a Brazzacco di Moruzzo.

 

 

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