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Faedis - Castello di Zucco

Il castello di Zucco si trova sui rilievi che dominano Faedis (299 m) e si possono ammirare i suoi resti già da lontano. Si raggiunge tramite un sentiero lastricato che parte dal paese, in borgo Sant’Anastasia, sulla strada che conduce al Canal di Grivò.

Sorse presso al Castello di Cucagna o Cucanea, che apparteneva alla stessa famiglia, che viveva un momento di notevole prosperità. Il Patriarca Bertoldo di Andechs (1218-1251) infatti, concesse il 13 novembre 1248 a Adalpretto di Cucagna di erigere un nuovo castello nel luogo chiamato Rodingerius, detto anche Zuc, colle.

La primitiva torre sorse nel mezzo di uno spiazzo abbastanza capace, sul colle detto Rodingerio fu circondata da un terrapieno con palizzata. In seguito si ebbero altre parti, protette da salde cortine, il tutto sopra una piattaforma che tutt'oggi mostra pietre ben levigate e che dalla parte del canale di Grivò misura circa 30 metri di lato con una larghezza sino a 6 metri.

Nel vasto recinto vi erano due porte: la principale verso la valle, una secondaria per il sentiero che porta al castello di Cucagna. Data la posizione che permetteva ai due castelli di darsi reciproco aiuto, questi erano ritenuti quasi inespugnabili, tanto è vero che, neppure si svolsero zuffe in quei dintorni. Resta memoria di un unico assedio, ed anche questo, poté avere luogo solo quando i rispettivi castellani furono discordi.

I manieri di Cucagna e Zucco godettero parentesi gioiose e di grande sfarzo. Così quando il cavaliere Schinella ed il fratello Odorico di Cucagna ritornarono dalla Germania col diploma di conti palatini (1362) rilasciato loro dall'imperatore Carlo IV, oppure quando si celebravano splendidi matrimoni. Si ricorda in particolare quello di Francesco di Cucagna con Nicolussia di Doimo di Castello e Tarcento (1407).

In seguito i due rami della famiglia si separarono, acquisendo il nuovo nome. Il castello di Zucco fu attaccato agli inizi del Quattrocento, durante la guerra che portò al passaggio alla Repubblica di Venezia.

Coll'inizio dell'uso della polvere da sparo tramontò il ruolo dei castelli e di molti pure l'esistenza. Così Zucco e Cucagna perdettero la primiera importanza e finirono col rimanere vittime di incendi (1511). Per tal motivo quei fondatori eressero solidi palazzi e si stabilirono in comode ville nella pianura adiacente. La linea principale che aveva assunto il cognome Freschi di Cucagna o Cucanea fu l’ultimo ad abitare nel castello.

Sorse poi anche una cappella edificata nel 1596 da Gabriele di Zucco, utilizzando le pietre del castello che doveva già essere ampiamente in rovina. La chiesetta, che ancora oggi esiste, venne rimaneggiata nel XVII secolo. Conserva un dipinto di stile trecentesco nell’altare ligneo, che rappresenta la Madonna del latte tra i santi Giovanni Battista e Giacomo. Il dipinto è di notevole bellezza ed è ascrivibile alla scuola veneto-emiliana.

Scrive Giuseppe Bergamini: "Le preziosità cromatiche in esso riscontrabili lo rendono brano di insolita bellezza, tale da poterlo ascrivere forse a un maestro veneto nel quali si riconoscono ingerenze emiliane e toscane. Intorno all'altare i quindici tondi con i Misteri del Rosario dipinti da mano capace".

Il castello venne danneggiato anche durante le due guerre mondiali.

Imponenti sono i resti dei due manieri, sia guardando dalla valle dove si osserva le facciate principali, rivolte verso la piazza di Faedis; sia anche da altri punti. Di Cucagna si staglia la massiccia torre con una cornice di costruzioni di vari piani. del secondo rimangono le mura.

Il 23 dicembre 1984 viene fondato l’Istituto per la ricostruzione del Castello di Chucco Zucco che si propone un recupero strutturale del maniero e il suo studio storico. Negli anni si sono svolti vari campi e seminari di archeologia.

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