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Faedis (UD)

Faedis - Storia

Già in epoca preistorica la zona  dove si trova Faedis risultava abitata. Il sito del Ciòndar des Paganis, dimostra che sin dal paleolitico c’era una qualche attività umana stabile. Alcuni toponimi indicano in seguito la presenza dei Celti, che continuò fino all’arrivo dei Romani, che vi costituirono una rete difensiva.

Le prime citazioni di Faedis si hanno intorno all’anno 1000. Il Patriarca Popone nel 1027 diede incarico a Odorico di Auspergh, nobile carinziano, di edificare un castello. Egli scelse un colle sopra Faedis: un “cuc” da cui deriva Cucagna. E di quella casata un tal Guarnero o Varnerio viene definito. per primo, di Faedis nel 1166 e di Cucagna nel 1186.

In epoca medioevale furono edificati vari castelli: di Partistagno, di Cucagna, di Zucco in base ai vari rami della famiglia, che ebbero poi un ruolo importante nella storia del Friuli e delle lotte interne alla nobiltà, pro o contro il Patriarca.

Con l’arrivo dei Veneziani, si assopirono le lotte e la nobiltà friulana svolse la funzione di difesa e controllo sociale.
Faedis, viveva sotto la protezione dei conti Freschi, nome assunto dai Cucagna dopo Francesco detto il Fresco. Le attività principali erano costituite dall’artigianato e dall’agricoltura.

Anche qui i secoli dal XVI al XVIII furono, come in tutto il Friuli, caratterizzati dal lentissimo ma costante declino di Venezia. Il sussulto Francese e il dominio dell’Aquila Bicipite non mutarono di molto lo scorrere delle cose.
Sul finire del dominio Austriaco ci furono a Faedis alcuni fermenti patriottici, guidati dall’allora parroco don Antonio Leonarduzzi. Nel 1866, infine, l’unione del Friuli all’Italia fu accolta con gioia unanime.

Iniziò un periodo di sviluppo, trascinato soprattutto dall’attività vitivinicola, che riuscì ad arginare la piaga dell’emigrazione che colpì l’Italia e il Friuli, soprattutto montano e prealpino. L’inizio del Novecento per il territorio faedese fu contraddistinto da un certo benessere economico, sempre imperniato su agricoltura e allevamento.

La prima guerra mondiale pose un freno a questo sviluppo. Faedis era posta al confine con l’Austria-Ungheria e risentì subito dello stato bellico. Il conflitto lasciò il paese e il suo territorio in ginocchio.

Alla vittoria liberale del 1920, ci fu in risposta da parte delle componenti cattoliche che portò a numerose realizzazioni socioculturali. Questo fece si, che all’organizzazione dei primi nuclei fascisti e poi durante il ventennio, la componente cattolica rimanesse predominante.

La seconda guerra mondiale portò molti faedesi sui vari fronti. Dopo il 1943, l’intensa attività partigiana sulle montagne del suo territorio, fece di Faedis l’obiettivo di numerose rappresaglie e bombardamenti d’artiglieria da parte dei tedeschi.

Il 28 settembre1944, dopo un’operazione tedesca in grande stile, Faedis venne incendiata per rappresaglia. La gran parte della popolazione fugge dal paese e il 1° ottobre, il paese viene presidiato da circa 250 Cosacchi. A seguito di rastrellamenti e arresti, nello stesso mese vengono deportate in Germania 47 persone. A fine mese comincia il lento rientro degli sfollati e partono i Cosacchi che però torneranno a novembre.

Ritornata la pace, Faedis lentamente e laboriosamente iniziò a risanare le piaghe della guerra. I risultati del referendum istituzionale Monarchia-Repubblica videro il seguente risultato: Repubblica 1534; Monarchia 973; bianche 208; nulle 40. Nelle elezioni alla Costituente prevalse la Democrazia Cristiana.

Agli inizi del dopoguerra fu alta l’emigrazione, che toccò la cifra totale di 1700 persone tra il 1945 e il 1959.

Il terremoto del ‘76 colpì anche questo comune, che venne inserito nella fascia dei comuni disastrati. Per fortuna i danni, seppur gravi, si limitarono agli edifici e non cagionarono morti. Si affrontò la ricostruzione nuovamente, con coraggio e determinazione.

Il comune venne insignito della Medaglia d’oro al Valor Civile. La ricostruzione portò lavoro e quindi stimolò l’attivita economica della zona, portando Faedis ad essere oggi una piacevole località, immersa nel verde e con un’economia sviluppata e diversificata.

 

 

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