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Doberḍ del Lago - Storia

Il luogo dove si trova Doberdò del Lago, comune in provincia di Gorizia. Il nome in sloveno “Doberdob” deriva secondo alcuni da Dober che vuol dire buono e Dob, quercia o farnia, (Quercus robur L.) tipo di albero una volta abbondantissima nel territorio. Per altri la seconda parte viene da Dol con il significato di valletta o dolina.

Il territorio di Doberdò era anticamente abitato e vi erano diversi Castellieri (tipo di insediamento preistorico del bronzo medio: 1600 a.C.). Troviamo infatti: a quota 145 quello di Gorjupa Kopa; a quota 158 quello di Gradiše-Castellazzo; a quota 148 quello di Flondar. Reperti sono stati rinvenuti anche sul rilievo di Gradina e in alcune cavità del monte Brestovec.

Doberdò fu conquistato dai Romani già nel II sec. a.C. (tempi della fondazione di Aquileia) e il castelliere di Castellazzo venne da essi sfruttato come vedetta di confine sulla linea Emona-Aquileia.

I castellieri vennero utilizzati come villaggi dai pastori sino al VII secolo. In seguito il territorio fu abitato da popolazioni paleoslave ed entrò poi a far parte del Patriarcato aquileiese. Verso il Mille cominciarono ad essere abitate anche le località di Doberdò e Jamiano.

La località Doberdò viene citato in un documento del 1179 come Dobradan, mentre la località di Jamiano viene documentata dal 1297 come Jamloch. Nel basso Medioevo le località di  Vallone e Jamiano appartenevano ai conti di Duino, con una parte di Doberdò. Come comunità Jamiano viene menzionata nel 1325, mentre Doberdò nel 1494.

Doberdò venne citato come comune, secondo le regole locali, già nel 1524, periodo in cui il Vallone fu attraversato da un’importante strada commerciale che metteva in comunicazione il porto di Trieste con l’entroterra austriaco. La giurisdizione appartenne poi alla contea di Gorizia che fu amministrata localmente prima dagli Attems e poi dai Coronini. Dal 1751 entrò a far parte dell’Arcidiocesi di Gorizia.

Dopo l’istituzione delle Province Illiriche da parte del governo francese, nel 1811 fu assegnato, con parte dell’abitato di Merna (Miren), al cantone di Gorizia, mentre il restante suo territorio fu unito a Duino. Dal 1814, con la creazione del regno Illirico da parte del Governo austriaco Doberdò passo al comune di Sagrado. Nel 1850 si ricostituì come comune a se stante, anche se il Vallone rimase incluso nel comune di Opatje selo (ora in Slovenia). Nel 1910 il territorio contava 143 case.

Durante la prima guerra mondiale il territorio comunale fu quasi completamente distrutto. Si salvò solo il Vallone, riparato dai tiri d’artiglieria e sfruttato dall’esercito italiano per attività di sussistenza. Fino alla presa di Gorzia del 10 agosto 1916, il fronte correva presso la parte occidentale dell’attuale confine del comune, per spostarsi poi, con l’avanzamento italiano, sulla parte orientale. Il 12 maggio 1917 l’esercitò italiano occupò Jamiano.

I segni della I Guerra Mondiale sono ancora visibili presso le località di Bonetti e Ferletti, oltre che in fronte alla chiesetta di Palchise, dove sussistono ancora molte trincee. Postazioni di artiglieria sono ben conservate sul rilievo Brestovi. Ancora, sulla strada postale presso Palchise sono visibili i resti di un vecchio monumento austro-ungarico.

Il 27 aprile 1923 il comune assunse la denominazione attuale (Regio Decreto N. 800 del 29/03/1923) ed entrò a far parte della provincia di Trieste. In epoca fascista si procedette ad una italianizzazione del territorio, con divieto della lingua slovena e cancellazione dei riferimenti ad essa. Durante la Seconda Guerra Mondiale Doberdò subì la distruzione della sede municipale e conseguentemente dei suoi archivi. Dal 1942 cominciò un’attività partigiana di resistenza, inquadrata come nel resto del goriziano nel Osvobodilna fronta (Fronte di Liberazione). La liberazione giunse nel 1945 con l’arrivo della Gradnikova brigada dell'Esercito di liberazione nazionale jugoslavo.

L’assetto amministrativo rimase in vigore sino al 1947 quando al Comune fu aggregato Jamiano (Jaklie). Il 10 gennaio 1948 il comune di Doberdò del Lago passò dalla provincia di Trieste a quella di Gorizia in seguito al Decreto Legislativo Presidenziale N. 1485 del 26/12/1947. Nel 1951 il comune si ingrandì con l’annessione del Vallone (Dol).

Doberdò nel secondo dopoguerra ha subito le conseguenze della “cortina di ferro”, generante scarsità di collegamenti e di attività transfrontaliere. L’ingresso della Slovenia nell’Unione Europea ha in parte risolto queste problematiche.

 

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