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Corm˛ns - Il Duomo di San Adalberto

di Giorgio De Zorzi

Il Duomo di Cormons è intitolato a San Adalberto e si trova nel capoluogo del comune, in provincia di Gorizia.

In questo luogo vi era anticamente un’edicola o una chiesetta dedicata alla Madonna, presente almeno dal X secolo. In seguito troviamo una chiesa più ampia ed uno spazio pubblico, difesi da una centa protetta da fossato. Ancora oggi si vedono i resti di questa centa.

Probabilmente la chiesa venne intitolata al martire prussiano Adalberto, il cui culto ebbe una certa diffusione tra il X e l’XI secolo, durante il governo dei patriarchi di origine tedesca, tra l’XI e il XIII secolo. Comunque, già nel 1289, un documento attesta una Chiesa di San Adalberto. Si tratta di un contratto stipulato “in villa di Cormons, davanti alla chiesa di S. Adalberto”. Altri riferimenti alla chiesa di San Adalberto sono del 1326 e del 1365. Sappiamo inoltre che nella vecchia chiesa, nel 1568, venne realizzato un affresco sulla destra del presbiterio da Bulfardo di Farra e Domenico Graffico di Cividale. Abbiamo una descrizione dell’antica chiesa da una relazione del 1570 redatta durante la visita apostolica dell’abate di Moggio Bartolomeo da Porcia. La si vede raffigurata nelle sue semplici forme gotiche in un quadro del 1704.

L’attuale Duomo fu ricostruito nel XVIII secolo su nullaosta del 1730 dell’arcidiacono patriarcale Sertorio Del Mestri. I lavori cominciarono nel 1736 stando ad una lapide murata nella facciata, anche se sempre più fonti autorevoli la ritengono erronea e propendono invece per il 1756. Venne demolita ampia parte della centa difensiva, mentre l’antica chiesa venne dapprima inglobata nel nuovo edificio e solo alla fine demolita. Il duomo venne terminato nel 1770 e consacrato il 7 ottobre 1822 dall’Arcivescovo di Gorizia Giuseppe Walland, come ricorda una lapide vicino all’ingresso. I lavori vennero affidati ai capomastri Michele Bon e Saverio Giani ai quali poi si affiancò Giovanni Battista Panzera.

Il 2 giugno 1941, per decreto pontificio divenne arcipretale e il 17 agosto seguente, dopo il rifacimento della mensa, venne nuovamente riconsacrata dall’Arcivescovo Carlo Margotti.

Il Duomo (Foto www.natisone.it - Biel lant a Messe)

Il Duomo di Cormòns è preceduto da un'alta scalinata che risale alla fine del Settecento. La facciata, completata nel 1896 su volere del decano Antonio Zernit, è ripartita da quattro lesene, nei cui spazi presenta il massiccio portale centrale di Carlo Corbellini e due ingressi laterali, sormontati da tre nicchie, con le statue della Madonna della Cintura, centrale e più grande, e da San Adalberto e San Filippo Neri, tutte opere di Girolamo Fiaschi. Termina con timpano e occhio esagonale. Il campanile è il secondo per altezza, nell’Arcidiocesi di Gorizia, dopo quello di Aquileia. In origine presentava una cuspide alla veneziana, sostituita nel 1912 con l’attuale copertura, bombata, in rame, su progetto dell’ing. Emilio Luzzato.

Il Duomo di Cormòns ha l'interno ampio ad una sola navata con sei nicchie che contengono i pregevoli altari laterali settecenteschi. Con alcune modifiche fu conservato anche un altare della chiesa precedente, risalente al 1696, dedicato a San Giuseppe, opera di Leonardo e Giovanni Pacassi. Notevole l'altare maggiore in marmo con ai lati le statue dei Ss. Adalberto e Giacomo. Troviamo inoltre: gli altari di S. Filippo Neri (1803) e della Santissima Trinità (1811), finanziati dal conte Giuseppe Del Mestri; gli altari della Beata Vergine (1886) e dell’Immacolata Concezione (1890), finanziato questo dal podestà Nadale, realizzati da Costantino Novelli; l’altare del Sacro Cuore (1891), finanziato da Maria Resnjiac Sgubin, opera di Domenico Gnot da Cormòns.

Pitture di Giuseppe Tomiz nell'altare della Trinità con la Trinità che incorona la Vergine, e in quello di S. Filippo con Sant'Antonio Abate e Valentino. Nel secondo altare a sinistra Natività, risalente alla fine XVII secolo. L'altarino del presbiterio che un tempo era il tabernacolo dell’altare del Sacramento e ora conserva gli oli sacri è opera del 1540 di Carlo da Carona. Fu il pittore Leonardo Rigo a realizzare gli affreschi della navata e del presbiterio, mentre le decorazioni furono opera di Giuseppe Comuzzi.

Duomo di Cormòns (Foto AFIP - Giorgio De Zorzi)

Nella sacrestia del Duomo di Cormons si conservano un quadro di Girolamo Ridolfi del 1551 con S. Giovanni fra due Santi, un S. Luigi dell'Abate Antonio Facci (1770), una bella scultura lignea dipinta e dorata raffigurante la Madonna con Bambino della prima metà del XV sec. di ignoto e una Madonna con Bambino pregevole resto di un'ancona di Domenico da Tolmezzo del 1479. Nel 1933 venne sostituito l’organo del 1743 realizzato da Pietro Nachini con quello fabbricato dalla ditta Zanin di Camino al Tagliamento. Le vetrate policrome sono dell’ultimo ventennio del Novecento. Ideate dall’artista ceco Anton Klouda, sono state realizzate dalla vetreria Marco Silvestri di Verona.

Sul pavimento della navata si trovano sepolture del 1772 e 1774 e una del 1772 sul pavimento del presbiterio. Una botola conduce ai sotterranei corrispondenti alla navata centrale. Qui si trovano venti loculi in cui sono posti i resti di 33 persone, risalenti al XVIII secolo, tra il 1762 e il 1784, messi in casse di legno scoperchiate. Particolari caratteristiche del clima hanno reso possibile un processo di mummificazione naturale per alcuni dei corpi sepolti. Due risultano integralmente mummificati (processo favorito da un condotto di aerazione), mentre per altri si tratta solo di parti. Alcuni corpi conservano i vestiti. Conosciamo l’identità dei sepolti, anche se è difficile stabilire la collocazione. Sappiamo che in due loculi sono posti membri della famiglia di Giacomo de Locatelli, mentre in una cassa segnata con la croce, dovrebbero esserci i resti del vicario Don Giuseppe Zoppolatti. Resti di vesti colorate, portano ad identificare un corpo nell’arcidiacono Sertorio del Mestri, deceduto il 17 aprile 1769. Anche il podestà di Cormòns Giorgio Boschi fu qui sepolto nel 1776.

Dalla cripta sotto la navata si giunge per uno stretto varco ad un altro sotterraneo, creato per la Confraternita del SS. Sacramento. Qui si trovano 24 loculi aperti. Lo stato di disordine e danneggiamento delle bare fa pensare a diverse profanazioni a scopo di furto, specie in epoca napoleonica, per ricercare monili o cose di valore. Altra cripta si trova sotto il presbiterio. Le sepolture nelle chiese cessarono nel novembre del 1784 su decreto dell’Imperatore Giuseppe II che le impediva. Studi e rilievi scientifici nei sotterranei del Duomo di Cormòns sono stati fatti in passato nel 1968, nel 1993 e nel 1997.

Tra il 1998 e il 2004 si è realizzato il restauro dell’intero duomo di San Adalberto. Prima sulla parte esterna della chiesa e sugli edifici dell’antica centa, poi sugli interni, gli arredi e sul campanile.

 

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